La Fondazione Studi Universitari di Vicenza e l’università di Verona segnalano, per tutti i neolaureati dei corsi di laurea magistrale o magistrale a ciclo unico di Area giuridico – economica dell’ateneo la possibilità, fino al 30 aprile, di presentare la propria candidatura al premio di laurea “In memoria del prof. avv. Antonio Preto”.
L’iniziativa è organizzata dall’associazione “Fare Meglio” in collaborazione con l’università di Verona e la Fondazione Studi Universitari di Vicenza.
Possono presentare domanda di partecipazione i neolaureati dei corsi di laurea magistrale o magistrale a ciclo unico di Area giuridico – economica il cui titolo sia stato conseguito all’università di Verona nell’anno accademico 2023/2024, con tesi in materia giuridica su tematiche inerenti il diritto dell’Unione Europea, diritto commerciale o privato in genere, che abbiano affrontato anche la materia del diritto delle Comunicazioni.
La consegna del premio si svolgerà il prossimo autunno nella sede universitaria di viale Margherita a Vicenza.
«Il premio – spiega Alessandra Gonzo Preto, presidente dell’associazione “Fare Meglio” – vuole essere un modo per trasmettere il ricordo ed i valori di Antonio Preto che tanto ha fatto per il nostro Paese in seno all’Unione Europea, in particolare ai giovani che con la loro tesi di laurea hanno scelto di approfondire lo studio del diritto e dell’economia in un ambito di respiro europeo. Si tratta infatti di tematiche che non solo sono state l’ambito principale di interesse e di attività dell’avv. Preto, ma che oggi continuano a rappresentare argomenti di particolare attualità e modernità, considerando l’evoluzione delle regolamentazioni e il ruolo sempre più centrale dell’Unione Europea su queste materie».
L’avvocato Preto, prematuramente scomparso nel 2016, fin dal 1992 è stato per anni un importante funzionario all’interno delle Istituzioni dell’Unione Europea, mantenendo sempre viva la sua attenzione per la comunità veneta e vicentina, per poi essere eletto nel giugno 2012 in Senato, e quindi svolgendo l’incarico di Commissario dell’autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom).
contributo a cura dell’ufficio stampa della Fondazione Studi Universitari di Vicenza