L’Università di Verona ha condiviso con i rappresentanti di cittadine e cittadini la rotta tracciata per i prossimi tre anni con una visione chiara: attrarre, formare e trattenere persone di valore, capaci di generare impatto positivo sul territorio. Questo è il cuore del Piano Strategico 2026-2028 dell’università di Verona, presentato giovedì 29 gennaio, dalla rettrice Chiara Leardini invitata a partecipare alla seduta del Consiglio comunale dal sindaco di Verona Damiano Tommasi e dal presidente dal Consiglio comunale Stefano Vallani.
«Il Piano strategico è il progetto per il futuro dell’Università di Verona – ha spiegato la Rettrice – un Ateneo dinamico e in crescita, attento alla sua comunità, a partire da quella studentesca, che non vuole essere un’isola ma un attore centrale nello sviluppo del territorio. È questa la ragione della mia presenza di oggi, un’occasione per condividere con la città le linee di indirizzo strategico per i prossimi anni”.
Al centro di questo progetto le persone: studentesse e studenti, docenti, ricercatrici e ricercatori, personale tecnico e amministrativo, insieme ai partner istituzionali, alle imprese e agli enti che contribuiscono allo sviluppo delle comunità locali. Fanno parte della comunità dell’università di Verona oltre 28mila studentesse e studenti iscritti a più di 100 corsi (inclusi i percorsi di studio in inglese e quelli con il riconoscimento del titolo universitario anche in università straniere), 1659 tra personale, docenti e ricercatori afferenti ai 13 Dipartimenti (sei di eccellenza secondo il MUR). All’ampia offerta formativa si affianca una produzione scientifica elevata che attrae finanziamenti competitivi nazionali e internazionali.
Su queste basi poggia la visione contenuta nel piano strategico che vede l’Ateneo del prossimo futuro punto di riferimento nella produzione di conoscenza, attrattivo per talenti, motore di innovazione tramite reti con imprese e istituzioni in un contesto, Verona, che si afferma come città universitaria internazionale.
“Il nostro punto di forza è certamente un contesto territoriale tra i più dinamici del Paese, il Veneto e in particolare Verona che si distingue come una città con una forte presenza istituzionale ed economica, caratterizzata da un’elevata vivacità produttiva e una solida capacità innovativa. Anche per questo il tasso di occupazione di laureate e laureati biennali magistrali e a ciclo unico, a un anno dalla laurea, è pari all’86% contro una media nazionale che si attesta al 78,6% secondo i dati Almalaurea. Dati che confermano che investire nel nostro Ateneo significa investire nel futuro dei nostri territori e del nostro Paese. Per questo attrarre e formare talenti non basta: uno degli obiettivi strategici che l’Università condivide con le istituzioni è trattenere questi talenti che formiamo. Un obiettivo che possiamo raggiungere solo insieme, con un lavoro che coinvolge università, istituzioni e sistema
produttivo, volto a contrastare la fuga dei talenti, favorire l’attrazione, la formazione e la permanenza di persone di valore e ad affrontare le sfide demografiche e sociali e generando un impatto positivo e duraturo sul territorio”.
Questo impegno trova spazio nel piano strategico alla voce “Agenda Territori Attrattivi” che ha il duplice obiettivo di rafforzare la capacità di trattenere e attrarre (actract and retain) giovani talenti e competenze, anche attraverso un deciso investimento nei processi di internazionalizzazione. L’Agenda è un programma integrato che garantisce alle giovani e ai giovani che provengono dai nostri territori opportunità di vita e di crescita professionale adeguate, affinché possano scegliere di rimanere. Allo stesso tempo, è un progetto orientato a rendere le nostre comunità sempre più dinamiche, innovative e competitive, così da attrarre nuove generazioni di talenti nei diversi ambiti professionali.
Il Piano strategico si articola in sedici obiettivi suddivisi in quattro aree strategiche e un’area trasversale. La didattica, con l’obiettivo di migliorare l’esperienza studentesca attraverso metodologie innovative, orientamento e tutorato e un uso consapevole degli strumenti digitali. La ricerca, puntando sull’attrazione dei talenti, sulla competitività internazionale, sui dottorati e sulla multidisciplinarità, nel segno dell’Open science. La valorizzazione delle conoscenze, che include trasferimento tecnologico, spin-off, public engagement e formazione continua, con una forte attenzione alla sostenibilità e alla responsabilità sociale. E l’internazionalizzazione, per rafforzare la presenza globale dell’Ateneo, ampliare l’offerta internazionale e consolidare alleanze strategiche europee. A queste si affianca un’area trasversale dedicata alla comunità studentesca, al benessere organizzativo, alla semplificazione dei processi, all’identità condivisa di ateneo e alla transizione digitale, compreso l’uso responsabile dell’intelligenza artificiale.
La documentazione completa del Piano strategico 2026–2028 è disponibile su www.univr.it/piano-strategico
Roberta Dini




























