L’Università di Verona introduce nuove misure economiche a sostegno delle dottorande e dei dottorandi, con l’obiettivo di rafforzare la sostenibilità del percorso di dottorato e rendere sempre più attrattivi i propri corsi di formazione alla ricerca. Gli Organi Accademici hanno infatti espresso parere favorevole all’introduzione di una serie di interventi che entreranno in vigore a partire dall’avvio del 42° ciclo di dottorato. L’intervento, che entrerà a regime nel triennio 2026-2028, prevede l’investimento di oltre due milioni di euro, finanziati con risorse proprie non vincolate.
Le misure prevedono un aumento di 100 euro netti mensili della borsa di dottorato, che sarà applicato a partire dal prossimo ciclo. L’incremento comporterà anche l’adeguamento delle maggiorazioni previste per i periodi di ricerca all’estero e del fondo destinato alle attività di ricerca.
A questo si aggiunge l’esenzione della quota forfettaria annuale di iscrizione, pari a 250 euro, che non sarà più richiesta ai dottorandi. È inoltre prevista la possibilità di riconoscere compensi per attività di ricerca e tutorato, nel rispetto della normativa vigente.
Con questa decisione l’Università di Verona rafforza il proprio impegno nella valorizzazione della formazione alla ricerca e nel sostegno concreto alle scelte formative delle giovani e dei giovani che intraprendono il percorso di dottorato, patrimonio strategico per il futuro della ricerca scientifica.
“Questa iniziativa nasce da un’idea semplice”, spiega Vincenzo Corbo, direttore della Scuola di dottorato dell’ateneo veronese. “Se vogliamo trattenere i giovani ricercatori e attrarne di nuovi, la qualità della ricerca deve andare di pari passo con condizioni di vita migliori per gli studenti, così da rendere l’ateneo competitivo anche a livello internazionale”.
Le nuove misure rappresentano un primo passo di una strategia più ampia che l’Ateneo sta sviluppando per rafforzare la qualità e l’attrattività del dottorato di ricerca. L’obiettivo è continuare a investire sulla qualità della supervisione, sull’offerta formativa e sulla crescita della comunità scientifica, elementi centrali per rendere il percorso di dottorato sempre più sostenibile, competitivo e capace di attrarre giovani ricercatrici e ricercatori.
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