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Pmi digitali e sostenibili: da sistema camerale veneto, regione e atenei, un modello collaborativo per la doppia transizione

Presentati in un evento al Museo M9 i risultati del progetto pilota Pid Veneto per le piccole e microimprese. Un volume a più mani racconta i risultati su 175 aziende

di Sara Mauroner
30 Marzo 2026
in Dai dipartimenti

La Twin transition va ben oltre la tecnologia, è una trasformazione strategica e umana per le micro e piccole imprese del Veneto che rende la digitalizzazione e la sostenibilità un’opportunità alla portata di tutti, anche e soprattutto per le realtà più piccole e tradizionali. A dimostrarlo sono i risultati del “progetto Pid Veneto”, un programma sperimentale di collaborazione e “cross-pollination” orientata all’innovazione e all’apprendimento per 175 Pmi venete. Sono infatti stati rilevati un incremento rilevante delle competenze tecnologiche, una maggiore capacità di utilizzo creativo delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale e un miglioramento del 10-15% anche delle competenze organizzative.

Il percorso condiviso di ricerca, formazione e accompagnamento alla trasformazione è stato finanziato dalle Camere di Commercio regionali e da Regione del Veneto, coordinato da Unioncamere del Veneto in collaborazione con i Punti impresa digitale camerali e con la collaborazione scientifica degli atenei di Verona, Venezia e Padova. 

Il tema è stato approfondito nell’evento conclusivo “Percorsi di cambiamento tra digitale e sostenibilità: il futuro delle Pmi del Veneto” ospitato al Museo M9 di Mestre. “Questi percorsi sono stati progettati con un approccio esperienziale, che ha permesso ai partecipanti di ripensare processi, modelli di business e strategie competitive. Le attività collaborative e di co-creazione hanno portato a una vera e propria trasformazione strategica e umana – ha dichiarato in apertura il presidente di Unioncamere del Veneto Antonio Santocono – Grazie al progetto Pid Veneto si è creata una community che coinvolge attori diversi, dalle Camere di Commercio attraverso i Punti impresa digitali alle Università, ai formatori e soprattutto alle imprese. E l’ulteriore valore aggiunto è l’aver messo a disposizione dell’intero territorio del Veneto le competenze scientifiche dei nostri atenei”. “Questo progetto ha rappresentato un’esperienza di grande valore per il sistema universitario veneto – ha commentato la Rettrice dell’Università Ca’ Foscari Venezia Tiziana Lippiello all’apertura dell’evento – È stata una collaborazione che ha permesso di andare oltre il tradizionale trasferimento di conoscenze, attivando invece un processo di co-creazione con le imprese, basato su ascolto, sperimentazione e applicazione concreta. È in questo dialogo continuo tra ricerca e pratica che si è generato il valore più autentico del progetto”.

 

I risultati del progetto

“Il progetto che si è appena concluso rappresenta un classico esempio come oggi, di fronte alle sfide dell’innovazione – ha affermato Cecilia Rossignoli, del dipartimento di Management dell’università di Verona – sia indispensabile fare sistema tra istituzioni pubbliche quali Università e modo camerale e private, aziende e attori economici”.

“L’aspetto che, come università, ci rende più orgogliosi è stato – ha aggiunto Lapo Mola, docente dello stesso dipartimento Univr dipartimento di Management dell’università di Verona – il riconoscimento da parte delle aziende partecipanti del valore dello studio e della riflessione critica sulle sfide competitive di oggi. Molte aziende si sono iscritte ai percorsi alla ricerca di soluzioni e tecnologie, nel tempo hanno capito che quello di cui avevano bisogno era un metodo”.

Tra le 175 imprese partecipanti c’è l’azienda metalmeccanica che ha sviluppato una soluzione digitale per raccogliere il bisogno del cliente e restituire una proposta personalizzata, quella manifatturiera che ha migliorato la gestione documentale grazie a una piattaforma unica e all’integrazione tra funzioni e coordinamento, ma anche la struttura ricettiva che ha rafforzato l’accoglienza digitale e la personalizzazione dei servizi grazie all’AI, sviluppando un “cicerone” che suggerisce micro-esperienze ad alto valore, o l’azienda giovane del settore delle valutazioni immobiliari che utilizza l’AI come supporto alle decisioni.

Durante il percorso, le imprese sono passate da una fase iniziale di interesse e aspettative operative a un momento di disorientamento, fino a una nuova consapevolezza e alla trasformazione. Lo confermano i dati rilevati alla conclusione del processo: l’incremento rilevante delle competenze tecnologiche, la maggiore capacità di utilizzo creativo delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale e, parallelamente, anche il miglioramento del 10-15% delle competenze organizzative, soprattutto in ambiti come il lavoro di gruppo, il networking e la gestione dei conflitti. Grazie a un approccio che ha privilegiato la definizione del problema rispetto alla ricerca immediata della soluzione, valorizzando il confronto tra pari e il metodo del Design Thinking, il percorso ha inoltre evidenziato come la fase intermedia di crisi e disorientamento delle imprese coinvolte abbia fatto spazio a una maggiore consapevolezza delle proprie lacune e della complessità dei contesti affrontati. La collaborazione e il metodo partecipativo ha creato uno spazio sicuro di apprendimento tra imprenditori, favorendo una “cross-pollination” positiva tra settori diversi.

 

 

Lo stato di digitalizzazione delle imprese venete

A giugno 2025, le imprese che hanno adottato tecnologie digitali sono il 54% delle imprese intervistate, che salgono al 67,2% tra le esportatrici e al 79,2% tra quelle con oltre 50 addetti (fonte Veneto Congiuntura – Unioncamere del Veneto con il supporto scientifico di Università di Verona, Università di Padova, Università Ca’ Foscari Venezia, su un campione di 2000 imprese venete con oltre 10 dipendenti). Il 33% ha adottato più di una tecnologia digitale. I principali investimenti riguardano attività manifatturiere “core” relative al processo produttivo (26,3% delle imprese investe in Robotica e automazione) a cui si affiancano servizi di Cybersecurity (adottati dal 21,9% del campione) e Servizi cloud (adottati dal 20% dei rispondenti). Gli investimenti sull’Intelligenza Artificiale attuali sono pari ad appena il 4,9% delle imprese ma il 38,2% delle imprese la identifica come priorità nei prossimi 3 anni. Il 39% delle imprese investe in sostenibilità ambientale (imprese “green”). Tra le imprese “green”, il 32% vede la trasformazione digitale integrata con la sostenibilità ambientale (twin transition), il 44% considera invece questi due ambiti come distinti e paralleli, mentre un 24% dichiara che l’impresa non è impegnata nella trasformazione digitale. Le imprese che hanno investito in tecnologie digitali per la sostenibilità ambientale hanno ottenuto risultati sul fronte della riduzione degli impatti ambientali, ma anche del miglioramento dei prodotti e servizi e riduzione dei costi interni (fonte questionari Selfie4.0 delle Camere di Commercio su 5.600 imprese periodo luglio 2023-maggio 2025). Nelle imprese con tassi di adozione delle tecnologie più bassi prevalgono ancora barriere di tipo “economico” e “psicologico”, che spesso impediscono di comprendere il pieno potenziale e i benefici dell’investimento ed è su questo target che si è concentrato il progetto Pid Veneto.

 

Il volume “Viaggiatori nella complessità”

Nel corso dell’evento è stato presentato il volume “Viaggiatori nella complessità”, un viaggio nella trasformazione delle imprese scritto a più mani, che raccoglie l’esperienza del progetto PID Veneto raccontando le trasformazioni reali di alcune delle 175 aziende partecipanti che hanno avuto il coraggio di mettersi in gioco. Allo stesso tempo, è una “mappa interpretativa” per orientarsi tra innovazione digitale e sostenibilità per le organizzazioni che si confrontano con le sfide della doppia transizione.

È curato da Alessia Zoppelletto, ricercatrice in Organizzazione aziendale del dipartimento di Management dell’Università degli Studi di Verona, Eleonora Di Maria, docente ordinaria di Economia e gestione delle imprese del dipartimento di Scienze economiche e aziendali “Marco Fanno” dell’Università di Padova e presidente di Smact, e Cinzia Colapinto, docenete associata in Imprenditorialità e strategia alla Venice school of Management dell’Università Ca’ Foscari Venezia e Ipag business school in Francia.

Il cambiamento, sottolinea il volume, nasce dall’incontro tra tecnologia, persone e contesto, attraverso processi di confronto, condivisione e apprendimento. I contributi raccolti nel libro alternano riflessioni teoriche, strumenti metodologici e casi aziendali concreti e da questo patrimonio di esperienze nasce anche un’architettura operativa replicabile e un ecosistema di supporto alla digitalizzazione e alla transizione sostenibile delle Pmi della Regione trasferibile,  pensata per accompagnare le imprese nei percorsi di trasformazione e generare impatti positivi sul territorio. Il libro esprime una convinzione precisa: la trasformazione non è una meta da raggiungere una volta per tutte, ma un viaggio continuo dentro la complessità.

 

Il progetto Pid Veneto “Trasformazione digitale e sostenibile delle Pmi venete”

Pid Veneto ha coinvolto 175 imprese, 3 Università, le 5 Camere di commercio del Veneto e Unioncamere Veneto in un processo di innovazione condivisa e di sperimentazione concreta.

Il progetto è un’iniziativa integrata di ricerca, formazione e accompagnamento per le Pmi del Veneto realizzato attraverso due avvisi pubblici di candidatura selezione e quattro percorsi tematici, che ha integrato formazione a distanza integrata con le attività in presenza e incentrata sulle tematiche del percorso (marketing digitale, industria 4.0 e processi produttivi, intelligenza artificiale nei contesti organizzativi e nelle filiere); 4 workshop interattivi rivolti alle Pmi realizzati presso le sedi delle Camere di Commercio e delle Università;  lo sviluppo collaborativo di una propria sfida aziendale per 25 imprese selezionate (piloti) e complessivamente 70 tavoli di lavoro attivati.

A questo si è accompagnata un’intesa attività di ricerca che ha mappato strategie di investimento sul fronte digitale e sostenibile delle Pmi del Veneto, impatti e criticità attraverso indagini e approfondimenti di dati aggregati ed ha analizzato i risultati presso le imprese partecipanti del percorso proposto attraverso analisi quantitative e qualitative.

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