Medico e scienziato di fama, accademico rigoroso, antifascista e poeta in dialetto veronese: la vita di Egidio Meneghetti attraversò alcuni dei passaggi più drammatici del Novecento, intrecciando ricerca scientifica, impegno civile e profonda umanità. A questa figura complessa e centrale per la storia veronese è stata dedicata la mostra documentaria inaugurata nell’ambito delle iniziative per il Giorno della Memoria 2026
Inserita nel calendario di appuntamenti promossi dall’università di Verona e coordinato da Renato Camurri, docente di Storia contemporanea, la mostra è stata promossa dal Sistema bibliotecario di ateneo. L’esposizione ha restituito la multiforme esperienza di Meneghetti: farmacologo, protagonista della Resistenza nel Veneto, deportato nel lager di Bolzano e intellettuale sostenuto da una solida cultura umanistica. Pur vivendo a lungo lontano da Verona, egli mantenne sempre un legame profondo con la città d’origine, come testimoniano i suoi scritti.
Nel corso dell’inaugurazione del 26 gennaio alla Biblioteca E. Meneghetti è stato inoltre inaugurato il busto che lo ritrae, opera dello scultore veronese Berto Zampieri, figura centrale della Resistenza veronese. Il busto, donato all’Università di Verona nel 2025 dalla Federazione provinciale del Partito socialista italiano, ha rappresentato un ulteriore segno di riconoscimento pubblico dell’eredità scientifica e civile di Meneghetti.
Il percorso espositivo ha posto particolare attenzione alla produzione poetica degli ultimi anni, in particolare alla poesia Lager. Bortolo e l’ebreeta, proposta nella versione originale in dialetto veronese e nella traduzione italiana di Vittore Bocchetta, affiancata da documenti provenienti anche da archivi cittadini, tra cui l’Istituto veronese per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea.
Articolata in due sedi, la mostra è stata inaugurata il 26 gennaio alla Biblioteca E. Meneghetti e il 27 gennaio alla biblioteca Arturo Frinzi. L’esposizione resterà visitabile fino al 28 febbraio, offrendo alla comunità accademica e alla cittadinanza un’occasione di riflessione sulla memoria, sulla responsabilità civile e sul valore della libertà.
SM












































