Un viaggio lungo settant’anni nella storia dello sport femminile, tra Olimpiadi, Paralimpiadi, diritti e narrazione. È stato questo il cuore dell’incontro “Giochi invernali al femminile. Dalle donne di Cortina 1956 alle atlete paralimpiche”, che si è tenuto mercoledì 4 febbraio nella sede dell’Accademia di Agricoltura, Scienze e Lettere di Verona, inserito nel calendario di UniVerso i Giochi di Milano Cortina 2026, il percorso culturale promosso dall’Università di Verona in avvicinamento ai prossimi Giochi olimpici e paralimpici.
L’appuntamento, coordinato da Federica Formiga, ha messo al centro il ruolo delle donne nello sport invernale, a partire dai Giochi di Cortina d’Ampezzo del 1956, prima Olimpiade invernale ospitata in Italia. Un’edizione che segnò non solo un passaggio storico per il Paese, ma anche un momento di svolta per la presenza femminile nello sport, con donne protagoniste non soltanto come atlete, ma anche come giornaliste, giudici di gara, allenatrici e figure tecniche.
L’incontro, moderato dal giornalista Giorgio Vincenzi, ha visto gli interventi di Antonella Stelitano, storica dello sport e coautrice del volume Le donne di Cortina 1956, Maria Rosa Quario, ex sciatrice olimpica, giornalista, mamma della campionessa di sci Federica Brignone, e autrice di Due vite, e Francesca Porcellato, una delle atlete paralimpiche italiane più rappresentative, vincitrice dell’oro ai Giochi di Vancouver e autrice del libro La rossa volante.
Prima dell’evento in Accademia, le autrici hanno firmato i loro libri esposti nell’Alberolibro, l’installazione di Fondazione Mondadori esposta all’interno del polo Zanotto.
Il racconto ha attraversato epoche e discipline: dalla nascita delle Olimpiadi invernali moderne all’avvio delle prime Paralimpiadi invernali negli anni Settanta, fino alle esperienze più recenti, che intrecciano sport, identità e memoria. Particolare attenzione è dedicata al dialogo tra generazioni e al valore della testimonianza diretta, come nel caso di Maria Rosa Quario, che nel suo libro racconta la passione condivisa per lo sci con la figlia Federica Brignone, una delle protagoniste dello sci alpino contemporaneo.
L’iniziativa si inserisce nel più ampio programma UniVerso, che dal 22 gennaio propone incontri pubblici su sport, cultura, scienza e cinema, coinvolgendo studenti, studiosi e cittadini in un percorso multidisciplinare verso Milano Cortina 2026. Un progetto che conferma il ruolo dell’Università di Verona come spazio di riflessione culturale e sociale sullo sport, inteso non solo come competizione, ma come racconto collettivo, inclusione e costruzione di futuro.
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