Ridurre e ottimizzare le terapie farmacologiche nei pazienti anziani fragili è una delle sfide più rilevanti per i sistemi sanitari contemporanei. In questo contesto si inserisce il progetto guidato da Gianluca Trifirò, docente del dipartimento di Diagnostica e sanità pubblica Univr e farmacologo clinico responsabile del servizio di medication review e deprescribing dell’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona.
Trifirò è inoltre presidente della Consulta dei direttori delle scuole di specializzazione in Farmacologia e tossicologia clinica, direttore del corso di perfezionamento in Medication review e deprescribing patrocinato da 12 società scientifiche e coordinatore del gruppo di lavoro inter-societario che ha sviluppato il documento sull’implementazione di questi servizi nei diversi setting assistenziali.
Il progetto, finanziato dal ministero della Salute nell’ambito della “Ricerca finalizzata”, punta a valutare l’impatto clinico ed economico di strategie innovative per la revisione e la riduzione delle terapie farmacologiche, anche grazie al supporto dell’intelligenza artificiale.
In relazione alla ricerca e al valore di questo riconoscimento, Gianluca Trifirò ha risposto alle domande di Univrmagazine.
Professor Trifirò, qual è l’obiettivo del progetto?
L’obiettivo è valutare l’impatto clinico ed economico dei servizi di medication review e deprescribing nei pazienti anziani fragili ospedalizzati, che spesso assumono numerosi farmaci contemporaneamente. L’idea è quella di fornire una consulenza farmacologica agli specialisti, in particolare i geriatri, per ottimizzare e semplificare le terapie, migliorando la qualità delle cure e riducendo i rischi legati alla politerapia.
Il progetto sarà realizzato in collaborazione con Ircss Azienda ospedaliera universitaria di Bologna e Fondazione policlinico universitario Agostino Gemelli Ircc.
Per quanto riguarda l’Aoui di Verona, oltre alla Scuola di Specializzazione di Farmacologia e Tossicologia Clinica, sarà coinvolta anche la docente Elena Zoico afferente al reparto di geriatria diretto dal docente Mauro Zamboni, e per quanto riguarda l’Università di Verona anche il dott. Salvatore Crisafulli, Rtt di Farmacologia.
Qual è l’elemento innovativo della ricerca?
Un aspetto centrale del progetto è l’utilizzo del software innovativo “Pina” (Prescribing INappropriateness Assessment), basato su algoritmi di intelligenza artificiale e sviluppato dai farmacologi clinici dell’Aoui di Verona in collaborazione con lo spin-off accademico Inspire, specializzato in big data analytics e strumenti digitali per la sanità. Questo sistema consente di supportare in modo avanzato le decisioni cliniche, rendendo gli interventi più mirati ed efficaci.
Che valore ha per lei questo finanziamento?
Questo finanziamento rappresenta uno straordinario risultato, perché premia l’Aoui di Verona e in particolare il lavoro dei farmacologi clinici che, insieme a geriatri e internisti, hanno avviato due anni fa il primo servizio ospedaliero italiano di medication review e deprescribing. A questo si è affiancata un’intensa attività di ricerca e formazione rivolta ai professionisti sanitari. È quindi un riconoscimento condiviso, che valorizza un percorso costruito nel tempo.
Quali ricadute potrà avere il progetto?
Il progetto permetterà di valutare la sostenibilità e l’efficacia di questi servizi, supportati da strumenti digitali innovativi, su larga scala, contribuendo a diffondere modelli organizzativi innovativi nei diversi contesti assistenziali. In prospettiva, ciò potrà tradursi in cure più sicure, personalizzate e sostenibili per i pazienti più fragili.
SM





























