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Odissea nello Zeptospazio

Infinitamente 2011. Gian Francesco Giudice, ricercatore del Cern, ha spiegato in cosa consiste l'acceleratore di particelle

di univr
25 Marzo 2011
in Ricerca e innovazione
Raymond Zreick e Gian Francesco Giudice

Raymond Zreick e Gian Francesco Giudice

L'LHC è il più ingegnoso strumento che l'uomo abbia mai realizzato. I suoi numeri sono impensabili, le sue dimensioni impareggiabili. A confronto la costruzione dell'Apollo 11 è stato un giochetto da ragazzi. Gian Francesco Giudice, ricercatore del Cern, Centro europeo di ricerca nucleare di Ginevra, ha dialogato con Raymond Zreick, giornalista di Focus.it sulle implicazioni di questo strumento, descrivendone la struttura e il funzionamento. L'incontro si inserisce nella terza edizione di Infinitamente, festival di scienze e arti di Verona.

Che cos'è l'LHC. L'LHC, Large hadron collider, in italiano Grande collisore di adroni, è il più grande e potente acceleratore di particelle finora realizzato. È situato al Cern, Centro europeo di ricerca nucleare di Ginevra. L'entrata in funzione del sistema è avvenuta il 10 settembre 2008: i protoni hanno percorso per la prima volta l'intero anello dell'LHC. La macchina accelera due fasci di particelle che circolano in direzioni opposte e che entrano in collisione in quattro diversi punti in cui sono situate altrettante sale sperimentali.

L'LHC in numeri. L'acceleratore di particelle è un tunnel lungo 27 chilometri situato a cento metri di profondità al confine tra la Francia e la Svizzera. I protoni percorrono 27 chilometri in 89 milionesimi di secondo. Il campo magnetico prodotto all'interno dei magneti superconduttori che costituiscono l'LHC è 150 mila volte il campo terrestre. Per ottenere questi campi magnetici la corrente elettrica viene portata a 12800 ampere, 40 mila volte la corrente di una lampadina. La macchina deve essere tenuta a un temperatura bassissima, pari a -271 °C, luogo più freddo anche dello spazio intergalattico. Ogni magnete superconduttore pesa 30 tonnellate e costa 700 mila euro. L'LHC ne comprende in tutto 1232.

La profezia di Nostradamus. "L'evento che ha più colpito la fantasia riguardo l'LHC – ha spiegato Giudice – è l'ipotesi che la collisione tra protoni possa catalizzare un evento catastrofico come la produzione di un buco nero che partendo da Ginevra possa divorare la terra intera. C'è ragione di credere che verremo inghiottiti?" ha chiesto. Un autorevole opinione al riguardo ci viene da Nostradamus che nelle sue famose profezie ha scritto "Fuggite, fuggite da Ginevra tutti, Saturno si cambierà d’oro in ferro, il contrario Raypoz sterminerà tutti, prima dell’accaduto il cielo farà segni". "Raypoz – ha precisato il ricercatore – è un termine composto da Ray, raggio e Poz, abbreviazione di positivo. Nonostante queste minacciose parole – ha rassicurato – l'esperimento è iniziato da quasi tre anni e non ci sono segni dell'apocalisse".

Gli scopi dell'LHC. Quali sono le domande che gli scienziati si pongono e per le quali si aspettano una risposta dall'LHC? "L'acceleratore di particelle è prima di tutto un gigantesco microscopio che vuole indagare un mondo governato da leggi inconsuete e contro intuitive per la nostra percezione" ha sottolineato Giudice che per descriverlo ha usato il termine Zeptospazio. "Zeptospazio deriva da zeptometro, un'unità di misura che corrisponde a un miliardesimo di miliardesimo di millimetro – ha spiegato lo scienziato – E poiché la natura nasconde nello spazio microscopico le sue leggi fondamentali, capaci di spiegare in termini molto più semplici fenomeni complessi come l'origine e l'evoluzione dell'universo, lo scopo dell'LHC è di andare a studiare queste leggi proprio perché la lettura a piccole distanze si risolve sempre in elementi più semplici".

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