Teatro Camploy gremito per lo lo spettacolo “Un sacchetto di biglie”, prodotto da Bam! Bam! Teatro e Associazione giochi antichi. La pièce, tratta dall’omonimo romanzo di Joseph Joffo, è stata scritta e diretta da Lorenzo Bassotto.
“Ricordare serve a ragionare e prendere coscienza. Non è stata la barbarie, ma la nostra cultura che ha prodotto questo. L’Europa che oggi respinge i migranti è la stessa che ha messo in atto il genocidio organizzato”. Così Gian Paolo Romagnani, direttore del dipartimento di Culture e civiltà di ateneo, ha aperto la serata, organizzata in occasione della Giornata della memoria. Sul palco con Romagnani, gli avvocati Luciano Butti e Paolo Jenna, che hanno presentato il volume "Le leggi razziali nel Foro di Verona", redatto dalla Commissione diritti umani dell'Ordine degli avvocati di Verona. Il libro ricorda i cinque avvocati ebrei che a Verona, nel gennaio del 1940, furono esclusi dalla professione a causa delle leggi razziali. “Il volume – ha detto Butti – vuole essere un risarcimento, purtroppo tardivo, verso questi avvocati, oltre che una testimonianza dell’applicazione delle leggi razziali sull’avvocatura, della velocità con cui ciò accadde e del mancato intervento della giustizia veronese dell’epoca”. “Finalmente, dopo 71 anni – ha aggiunto Jenna – si può parlare di quanto è successo. La Shoah rimane un unicum da non confondere con altre atrocità commesse, non per il numero delle vittime, ma per la particolarità della questione: una barbarie avvenuta in Europa, la culla della civiltà”.
01.02.2016