Un’intera giornata di studi molto partecipata che si è tenuta il 13 gennaio in aula T.1 del polo Zanotto in cui hanno dialogato studiosi e rappresentanti del mondo del lavoro e delle relazioni industriali a partire dalla presentazione dei risultati della ricerca Hybrid Forms of Digital Organizing Work-Life Beyond Organization condotta da Anna Carreri, docente di Sociologia dei processi economici e del lavoro dell’Università di Verona.
La giornata di studi, aperta dai saluti istituzionali di Valentina Moro, docente di Neuropsicologia e neuroscienze cognitive e direttrice del dipartimento di Scienze Umane dell’Università di Verona, ha visto il susseguirsi di tavole rotonde a cui hanno partecipato i responsabili delle relazioni industriali, politiche del lavoro e welfare del Gruppo Intesa Sanpaolo, Patrizia Ordasso e Nicola Reda, e i rappresentanti di cinque sigle sindacali: Marco Carlassare e Cassandra Tucci per Fabi; Rachele Berto e Claudio Cornelli per Fisac Cgil; Nicola Bellon e Rosaria Di Martino per First Cisl; Elisa Carletto e Luca Lambrocco per Uilca; Alessandro Casagrande e Luca Pinton per Unisin. Ospiti della giornata anche studiosi che con sguardi disciplinari diversi si occupano delle nuove configurazioni spazio-temporali della vita lavorativa in Italia: Valentina Pacetti, docente di Sociologia dei processi economici e del lavoro dell’Università di Milano-Bicocca, Alberto Mattei, ricercatore in Diritto del lavoro dell’Università di Verona, e Marco Peruzzi, docente di Diritto del lavoro dell’ateneo scaligero.
Tra i momenti centrali dell’evento, la presentazione dei risultati di un’ampia ricerca sociologica condotta da Anna Carreri, con la collaborazione di Giorgio Gosetti, docente di Sociologia dei processi economici e del lavoro dell’Università di Verona, e Donata Gottardi, docente di Diritto del lavoro dell’Università di Verona. Il progetto, che si inserisce nelle attività del centro di ricerca RE-WOrk, è nato con l’obiettivo di esplorare come le nuove articolazioni spazio-temporali dell’organizzazione (in primis, lavoro agile, settimana corta, spazi di co-working e forme ibride) contribuiscono a cambiare il paradigma organizzativo, le condizioni di vita-lavoro, e le forme e i contenuti tradizionali della rappresentanza collettiva. Si tratta di uno studio di un caso aziendale – il Gruppo Intesa Sanpaolo – paradigmatico e anticipatorio del cambiamento in corso, sia per il grado di sperimentazione organizzativa sia per le dinamiche di attività sindacale che lo connotano, che è stato osservato in profondità con metodi qualitativi mediante un approccio ispirato alla conricerca in cui sono stati coinvolti a più riprese nell’arco di tre anni i rappresentanti aziendali e tutte le sigle sindacali. La raccolta dei dati è avvenuta principalmente tramite focus group, documenti, osservazioni, e 70 interviste qualitative rivolte a responsabili, lavoratori e lavoratrici, e rappresentanti sindacali.
Nello specifico, la ricerca ha mostrato l’embodiment sperimentale di lavoratrici e lavoratori dei diversi segmenti aziendali su tutto il territorio nazionale, i processi negoziali all’interno dell’organizzazione e l’evoluzione delle culture del lavoro e dell’organizzazione legate alle nuove spazialità e temporalità della vita lavorativa prestando attenzione a come tali nuovi processi intercettino i temi della diversità intra-organizzativa – in termini ad esempio di genere, età, (dis)abilità, provenienza, e segmento organizzativo – in un modo né univoco né scontato. I risvolti in termini positivi, si pensi ad esempio all’aumento dell’autonomia, alla maggiore conciliazione vita-lavoro o all’effetto democratizzante, delle nuove modalità di lavoro sono accompagnati da implicazioni negative, quali l’overwork, la porosità dei confini fra vita e lavoro o l’isolamento. La ricerca in questo quadro composito mostra come le nuove modalità di lavoro non siano neutre gettando luce sul ruolo chiave giocato dalla cultura e dalle pratiche organizzative, individuali e sindacali.
EI

























