Nel ricco calendario di appuntamenti promossi dall’ateneo per celebrare il giorno della Memoria 2026 c’è anche la mostra documentaria dedicata a Egidio Meneghetti, figura centrale dell’antifascismo e della storia civile veronese.
L’esposizione, promossa dal Sistema bibliotecario di ateneo, nasce da un’idea di Alessia Parolotto ed è il frutto di un lavoro corale, condiviso con Renato Camurri, docente di storia contemporanea Univr, oltre che con Matteo Ballottari, prorettore alla Valorizzazione delle conoscenze per la società, e con Maria Clara Rossi, referente per la valorizzazione delle attività culturali. La mostra, a cura di Daniela Brunelli, Lucia Convertino, Alessia Parolotto, Elena Scanferla, con la collaborazione di Maddalena Roncoletta, Andrea Brugnoli e Giacomo Marchioro, intende valorizzare la multiforme figura del farmacologo Egidio Meneghetti, nato a Verona il 14 novembre 1892 e deceduto a Padova il 4 marzo 1961. Sebbene la vita lo avesse condotto altrove, egli si sentì sempre legato alla città d’origine: «A Verona sono spesso con la persona, quasi sempre con il pensiero, sempre con il cuore» (lettera al direttore di Vita veronese, 26 ottobre 1951).
“Difficile tratteggiare compiutamente la figura di un uomo, medico e umanista, scienziato, accademico, il cui impegno civile lo portò a scelte non convenzionali per le quali pagò personalmente con l’internamento a Bolzano, nel più feroce lager italiano – spiega Daniela Brunelli, direttrice del Sistema bibliotecario di ateneo – Colpito duramente anche negli affetti, poiché il 16 dicembre 1943 la moglie, Maria Spasciani, e l’unica figlia, Lina, perirono nel primo bombardamento di Padova, egli seppe proseguire la sua esistenza nella loro memoria, raggiungendo significativi traguardi scientifici e importanti ruoli accademici, aderendo convintamente agli ideali liberaldemocratici e patriottici del Risorgimento, propri dell’ambiente familiare, che lo portarono dapprima ad arruolarsi volontario nel 1915 e successivamente ad essere una delle figure di spicco della Resistenza nel Veneto. Una profonda cultura umanistica e l’amore per la letteratura lo sostennero, tanto che negli ultimi anni il Meneghetti si dedicò alla poesia in dialetto veronese, pubblicando numerose opere. È tra queste che la mostra trae il proprio focus per il Giorno della Memoria, ossia la poesia Lager. Bortolo e l’ebreeta, che viene proposta nella versione integrale vernacolare e nella traduzione in italiano di Vittore Bocchetta (Sassari, 15 novembre 1918 – Verona, 18 febbraio 2021), ospite del nostro Ateneo nel 2018 per la mostra a lui dedicata “In treno con Teresio. I deportati del trasporto 81 Bolzano-Flossenbürg 5-7 settembre 1944”. Le fonti documentarie esposte sono in parte il frutto di ricerche negli archivi cittadini, in particolare nell’archivio dell’Ivrr-Istituto veronese per la storia della resistenza e dell’età contemporanea, che ringraziamo per la concessione di alcuni documenti originali”.
Articolata in due sedi, la mostra sarà visitabile fino al 28 febbraio e verrà inaugurata in due momenti distinti, ciascuno con una propria declinazione, ma con lo stesso intento: rendere giustizia alla figura di Meneghetti nei suoi molteplici aspetti esistenziali, come auspicato da Norberto Bobbio nella sua intensa commemorazione. L’inaugurazione si terrà lunedì 26 gennaio alle 11 alla Biblioteca E. Meneghetti (strada le Grazie 8, Verona) e martedì 27 gennaio alle 17 alla biblioteca A. Frinzi (via San Francesco 20, Verona).
La mattina del 26 gennaio, nel corso dell’inaugurazione nella biblioteca a lui dedicata, il coordinatore Renato Camurri, e Roberto Leone si concentreranno maggiormente sul profilo scientifico e accademico di Meneghetti. Inoltre, verrà inaugurato il busto che lo ritrae, opera dello scultore veronese Berto Zampieri (1910-1966), figura centrale della Resistenza veronese, donato all’Università di Verona nel 2025 dalla Federazione provinciale del Psi, sul quale si soffermeranno, per gli aspetti legati alla donazione, Umberto Toffalini e per quelli storico-artistici Luca Bochicchio. Il pomeriggio successivo, nella biblioteca A. Frinzi, invece, oltre al coordinatore Renato Camurri, interverrà Arnaldo Soldani, docente Univr di Linguistica italiana , per illustrare la propensione per la poesia vernacolare da parte del Meneghetti e il magistrato Bartolomeo Costantini che illustrerà l’iter per l’irrogazione della pena dell’ergastolo a Michael Seifert, carceriere del lager di Bolzano.
In entrambi gli eventi, Maddalena Roncoletta leggerà alcuni versi della poesia Lager. Bortolo e l’ebreeta.
SM
























