Il passaggio della fiaccola, simbolo dei Giochi Olimpici, ha rappresentato per il Comune di Villafranca un evento di celebrazione sportiva e un’opportunità per riflettere sull’olimpismo e il paralimpismo, per le/i giovani sportivi locali e per le associazioni del territorio.
In vista dell’appuntamento, il cuore delle iniziative è stato il convegno “Olimpiadi e Paralimpiadi: i valori dello sport al centro”, tenutosi venerdì 16 gennaio al Centro Anck’io. L’evento si inserisce nell’accordo di collaborazione, dedicato allo sviluppo di modelli di attività fisica per diffondere la cultura del movimento, tra il Comune, il Dipartimento di eccellenza di Neuroscienze, biomedicina e movimento dell’università di Verona e il Comitato San Rocco.
Il convegno ha visto due momenti. Il primo ha posto l’attenzione sull’impegno di riportare lo sport al centro del dibattito pubblico, sulla scia dell’opportunità offerta dalle Olimpiadi e dalle Paralimpiadi. Su questa visione si sono soffermati il sindaco Roberto Luca Dall’Oca e l’assessora allo Sport e al Sociale, Jessica Cordioli, sottolineando in particolare l’importanza dei valori sportivi per chi già pratica attività e anche per chi si avvicina per la prima volta. Gli interventi delle autorità hanno sottolineato la necessità di superare una visione occasionale dell’attività fisica, legata solamente ai grandi appuntamenti internazionali, per promuovere invece un approccio continuativo e radicato nella vita quotidiana della comunità, fatto di investimenti e di programmazione.
La seconda parte, affidata all’università e ad alcuni atleti paralimpici, ha visto gli interventi del referente della Rettrice per lo sport e gli stili di vita attivi, Cantor Tarperi, e dei docenti Valentina Cavedon e Lorenzo Bortolan e le narrazioni esperienziali di Davide Nadai, atleta di sci alpino, e di Paolo Turrina, giocatore del calcio amputatati Vicenza. L’obiettivo era approfondire i due grandi eventi come occasioni per riflettere sulle politiche che li sostengono e sulle condizioni necessarie affinché la pratica sportiva sia davvero accessibile a tutte e tutti. La discussione ha spaziato dall’accessibilità alla sostenibilità degli impianti, dalle politiche pubbliche agli investimenti nei centri di ricerca scientifica (in particolare il Centro di Ricerca Sport, Montagna e Salute) fino al ripensamento della stessa nozione di “prestazione”, mostrando come il limite funzionale possa diventare una nuova possibilità di movimento e una trasformazione dell’esistente. Un focus speciale è stato riservato al concetto di adattamento, inteso come la capacità di modificare le proprie abilità nell’eseguire gesti motori, adattare gli strumenti, adattare gli ambienti specifici, affinché ogni persona possa esprimere il proprio potenziale, nella valorizzazione delle differenze vissute, con il contributo degli strumenti e della ricerca scientifica.
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