L’Università di Verona traccia la rotta per i prossimi tre anni con una visione chiara: essere un ateneo capace di attrarre, formare e trattenere persone di valore, rafforzando il proprio ruolo di motore culturale, sociale ed economico per il territorio e per il Paese. Questo è il cuore del Piano strategico 2026-2028, presentato lo scorso 15 gennaio in videoconferenza dalla rettrice Chiara Leardini che ha illustrato a circa 1000 partecipanti della comunità accademica le linee guida del documento e risposto alle domande.
«Il Piano strategico è il progetto per il futuro dell’Università di Verona – ha sottolineato la rettrice – un’università giovane, attenta alla propria comunità studentesca, che non vuole essere un’isola, ma un tassello essenziale di un percorso di crescita condiviso».
La visione è quella di un ateneo aperto, inclusivo e generativo. Un luogo in cui didattica di qualità, ricerca innovativa e valorizzazione delle conoscenze si intrecciano con una forte integrazione con il territorio, in un contesto sempre più internazionale e capace di governare la trasformazione digitale. Al centro, le persone: studentesse e studenti, docenti, ricercatrici e ricercatori, personale tecnico-amministrativo, insieme ai partner istituzionali, alle imprese e agli enti che contribuiscono allo sviluppo delle comunità locali.
Il Piano si articola in sedici obiettivi strategici suddivisi in quattro aree strategiche e un’area trasversale. La didattica, con l’obiettivo di migliorare l’esperienza studentesca attraverso metodologie innovative, orientamento e tutorato rafforzati e un uso consapevole degli strumenti digitali. La ricerca, puntando sull’attrazione dei talenti, sulla competitività internazionale, sui dottorati e sulla multidisciplinarità, nel segno dell’Open science. La valorizzazione delle conoscenze, che include trasferimento tecnologico, spin-off, public engagement e formazione continua, con una forte attenzione alla sostenibilità e alla responsabilità sociale. E l’internazionalizzazione, per rafforzare la presenza globale dell’Ateneo, ampliare l’offerta internazionale e consolidare alleanze strategiche europee. A queste si affianca un’area trasversale dedicata alla comunità studentesca, al benessere organizzativo, alla semplificazione dei processi, all’identità condivisa di ateneo e alla transizione digitale, compreso l’uso responsabile dell’intelligenza artificiale.
Il Piano strategico nasce da un percorso partecipato e si colloca nell’ambito dell’Agenda dei territori attrattivi promossa dall’Università di Verona. «Formare competenze eccellenti non è sufficiente», ha sottolineato la rettrice. «È necessario creare le condizioni affinché tali competenze possano radicarsi e contribuire in modo stabile allo sviluppo dei territori». Un impegno che coinvolge università, istituzioni e sistema produttivo, volto a contrastare la fuga dei talenti, favorire l’attrazione, la formazione e la permanenza di persone di valore e ad affrontare le sfide demografiche e sociali del Paese, generando un impatto positivo e duraturo sul territorio.
La documentazione completa del Piano strategico 2026–2028 è disponibile su www.univr.it/piano-strategico
























