Perché Francesco d’Assisi ci sembra una figura così vicina e moderna, al punto da rappresentare la sua vita in libri, film, persino fumetti, rendendolo un personaggio sempre attuale? Questa la domanda a cui si è cercato di dare risposta nel corso dell’incontro “Francesco nel 900”, che si è tenuto giovedì 12 marzo, al polo Zanotto, inserito nel ciclo di eventi promosso dall’ateneo, in collaborazione con diverse istituzioni culturali, in occasione degli Ottocento anni dalla morte del santo.
Mariaclara Rossi, referente della rettrice alla Valorizzazione delle attività culturali, e la docente dell’Università di Padova Maria Teresa Dolso, hanno introdotto l’iniziativa, con gli interventi di Francesco Mores, docente di storia del cristianesimo e delle chiese dell’Università degli studi di Milano Statale, Francesco Carta, assegnista di ricerca di storia del cristianesimo e delle chiese dell’Ateneo scaligero, e Vincenzo Borghetti, docente di musicologia e storia della musica dell’Università di Verona.
“Francesco d’Assisi è diventato un’icona planetaria grazie alla sua potenza che gli consente di poter essere adattato ai tanti tipi di esigenze presenti anche ai giorni nostri – ha spiegato Francesco Carta – è per questa ragione che ognuno di noi è riuscito a renderlo suo”.
Grazie alla vitalità della sua figura, nel corso dei secoli si sono moltiplicate le letture, le rappresentazioni e le appropriazioni della figura del Poverello, producendo così numerosi primi attraverso cui poter vedere l’evolversi delle sue interpretazioni in molti ambiti culturali e disciplinari dalla storia fino ad arrivare all’attualità.
“È una personaggio molto interessante da analizzare perché la percezione che abbiamo di lui è molto contradditoria, a noi sembra di essere molto vicini a lui, ma in realtà siamo molto distanti – ha dichiarato Francesco Mores – Il convegno si pone come obiettivo quello di cercare di portare alla luce come mai sia un’icona nazionale, attraverso l’analisi dello snodo avvenuto nel Novecento che riesce a collegare il nostro passato e il nostro futuro”.
Nel pomeriggio, l’evento è proseguito per discutere della figura di san Francesco all’interno del mondo cinematografico. Ad introdurre è stato Alberto Scandola, docente di Arti e geografie dell’Università di Verona. Sono poi intervenuti Tomaso Subini, docente del dipartimento di Beni culturali dell’Università di Milano, Denis Lotti, docente del dipartimento di Culture e civiltà dell’ateneo scaligero, e Steven Stergar, ricercatore dell’Università di Udine.
Il ciclo di incontri, aperti all’intera comunità, proseguirà fino ad ottobre. Il prossimo evento, Sulle tracce di san Francesco nei Musei Civici di Verona, si svolgerà venerdì 13 marzo, alle 14, nel Museo degli Affreschi ‘G.B. Cavalcaselle’ alla tomba di Giulietta. Interverranno studiosi ed esperti, che discuteranno sul tema, tra cui Fausta Piccoli, Tiziana Franco, Alessandra Zamperini e Giorgio Fossaluzza del dipartimento di Culture e civiltà dell’Università di Verona.
Martina Bianchi, tirocinante Univerona news




























