Dalla cooperazione universitaria tra Italia e Africa a progetti in collaborazione con diverse realtà del territorio impegnate nella cooperazione internazionale allo sviluppo: è un quadro articolato e in evoluzione quello emerso lunedì 23 marzo al Rettorato dell’Università di Verona, dove si è fatto il punto sulle esperienze di cooperazione internazionale allo sviluppo promosse dall’ateneo.
Nella Sala Barbieri si è svolto un incontro che ha unito bilancio e prospettive, in occasione della conclusione del progetto europeo Tne UnitAfrica. L’iniziativa, organizzata dalla Cooperazione internazionale allo sviluppo dell’Università di Verona in collaborazione con il Comune di Verona, si è aperta con i saluti istituzionali di Stefania Pontrandolfo, referente della rettrice per la Cooperazione internazionale allo sviluppo, e di Francesco Fasoli, consigliere comunale delegato dal sindaco alla cooperazione internazionale allo sviluppo. All’evento ha partecipato una rappresentanza della comunità accademica e dei partner territoriali impegnati in questo ambito.
“L’incontro si è inserito nel quadro delle due linee di azione della cooperazione internazionale dell’ateneo: da un lato, quella legata ai progetti di sviluppo sostenibile, dall’altro, quella dedicata all’accoglienza di studenti e ricercatori provenienti da contesti di emergenza, già al centro di un precedente appuntamento lo scorso dicembre” – ha commentato Pontrandolfo – “Un evento che ha ribadito il ruolo dell’Università di Verona come attore attivo e strategico nella cooperazione internazionale allo sviluppo, capace di coniugare dimensione locale e visione globale”.
Al centro dell’incontro, la presentazione dei risultati del progetto Unitafrica – Empowering the Academic Cooperation between Italy and Africa, finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del Pnrr – NextGenerationEU. Il progetto, coordinato dall’Università di Brescia e sviluppato all’interno della rete Cucs, ha coinvolto 21 università italiane e 78 africane, con l’obiettivo di rafforzare la cooperazione accademica tra Italia e Africa attraverso formazione congiunta, ricerca e mobilità.
Nel corso dell’ultimo anno, UnitAfrica ha reso possibili numerosi scambi tra studenti, docenti e personale tecnico-amministrativo, promuovendo un modello di apprendimento reciproco. Per l’Università di Verona, le attività si sono concentrate in particolare sulle collaborazioni con l’Université Cheikh Anta Diop di Dakar e con la Universidade Eduardo Mondlane di Maputo, nell’ambito delle quali sono state realizzate 16 mobilità tra il 2025 e il 2026.
Accanto ai risultati del progetto europeo, l’evento ha offerto una panoramica più ampia sulle iniziative dell’Ateneo veronese nel campo della cooperazione allo sviluppo. Tra queste, il bando Mo.Co.Svi, che annualmente sostiene la mobilità internazionale per progetti di ricerca, didattica e terza missione nei Paesi in via di sviluppo, in linea con gli obiettivi dell’Agenda Onu 2030.
Spazio anche al progetto Manqàla, sviluppato in collaborazione con la Fondazione Nigrizia, che intende valorizzare il patrimonio culturale e scientifico dei Padri Comboniani attraverso attività di ricerca, formazione e divulgazione sul territorio, coinvolgendo, oltre alla Cooperazione internazionale, anche due dipartimenti dell’ateneo.
Un ulteriore focus è stato dedicato alle collaborazioni in ambito sanitario con PalMed Italia, l’associazione dei medici palestinesi in Italia. A partire dalle prime missioni mediche a Gaza, l’Università di Verona ha avviato un percorso volto alla definizione di un accordo quadro per sostenere la formazione e lo scambio professionale del personale sanitario palestinese.
I lavori si sono conclusi con un momento informale a conferma della volontà di consolidare una rete sempre più ampia e strutturata di collaborazioni tra università, istituzioni e territorio.
Sara Mauroner
























