“Il Mercato unico europeo è stata una delle conquiste più importanti dell’Unione europea, ma è anche una delle sue più grandi debolezze”. Attorno a questo concetto si è sviluppato il convegno del 16 gennaio tenuto nell’Università di Verona da Enrico Letta, decano della Ie school of Politics, economics and global affairs dell’Ie University e presidente dell’Arel, dell’istituto Jacques Delors e del Gesda Diplomacy forum di Ginevra.
L’evento, rivolto agli studenti del dottorato in Scienze giuridiche europee ed internazionali dell’Università di Verona, è stato moderato da Francesco Palermo, docente di Diritto pubblico comparato del dipartimento di Scienze giuridiche. A portare i saluti istituzionali sono stati Giuseppe Comotti, direttore del dipartimento di Scienze giuridiche, e Riccardo Omodei Salè, coordinatore del dottorato.
Durante l’incontro, Enrico Letta ha spiegato che l’integrazione del Mercato unico del 1992 è stata “un’idea geniale, che ha consentito all’Unione europea di sedersi ai tavoli decisionali globali e di avere una carica di deterrenza nei confronti degli attori internazionali”. Tuttavia, il vero problema è che quest’ultima è rimasta incompiuta in tre settori fondamentali, quali l’energia, la connettività e i mercati finanziari. In merito a ciò, Letta ha affermato che “Oggi in questi settori siamo divisi in 27 Stati, e questa è una delle carenze principali dell’Unione europea e della sua competitività”. Per tale motivo, gli investitori privati vengono scoraggiati ad investire nel mercato europeo, orientandosi verso quelli asiatici e orientali, molto più competitivi per quanto riguarda l’offerta di regole e la rapidità degli investimenti.
L’ex-presidente del Consiglio ha continuato illustrando le possibili soluzioni da lui inserite all’interno del Rapporto Much more than a market, Speed, security, solidarity. Empowering the Single Market to deliver a sustainable future and prosperity for all EU Citizens, presentato al Consiglio europeo ad aprile 2024. Le sue proposte si basano su tre “facilitatori orizzontali”: il Ventottesimo filone, che prevede l’istituzione di un regime giuridico, che vada ad aggiungersi ai 27 già esistenti e che sia valido allo stesso modo in tutti gli Stati membri dell’Unione; la Quinta libertà, che comprenda tutto ciò che è intangibile come il capitale umano, l’innovazione e la ricerca; la Libertà di restare, oltre a quella di spostamento, per un’Unione europea che si rivolga a tutti i cittadini.
“L’Unione europea – ha concluso Letta – ha bisogno di ritrovare la capacità di essere creatrice di valore, di guardare al futuro e di riscoprire i grandi valori che ci hanno reso attrattivi come non mai: l’istruzione, il rispetto, la libertà di espressione e l’assenza di una maggioranza, che obbliga le minoranze a convivere e a stare insieme”. In un contesto globale segnato da nuove sfide, sarà grazie all’integrazione del Mercato unico che l’Unione europea potrà “fare il salto di qualità, essere più competitiva e indipendente”.
HM – Tirocinante Agenzia di Stampa “Univerona News”
























