All’Università di Verona le donne si laureano in numero maggiore e con tempi più rapidi rispetto agli uomini. Superiore alla media nazionale anche la percentuale di laureate in materie Stem. È quanto emerge dal Rapporto di genere 2026 stilato dal Consorzio interuniversitario Almalaurea.
Il rapporto di genere 2026 sul profilo e sulla condizione occupazionale delle laureate e dei laureati dell’Università di Verona di AlmaLaurea ha, infatti, messo in luce la forte presenza femminile all’interno dell’Ateneo scaligero.
Nel 2024 sono stati 5225 gli studenti che hanno conseguito la laurea all’ateneo scaligero. Di questi, il 67,7% sono donne, una quota che supera di molto la media nazionale, pari al 59,9%. Un dato positivo si riscontra anche nella regolarità negli studi: le donne laureate in corso sono il 66,8%, battendo la media nazionale ferma al 60,9%.
Per quanto riguarda il profilo professionale, il tasso di occupazione a cinque anni dal titolo per le laureate di secondo livello nel 2019 all’Università di Verona è pari al 90,6%, valore anche questo superiore a quello nazionale dell’88,2%.
Un dato che conferma la buona capacità di inserimento nel mercato del lavoro delle laureate e dei laureati veronesi.
Resta però un divario di genere retributivo. Le donne percepiscono in media 1.730 euro netti mensili, contro i 2.008 euro degli uomini, una differenza che continua a segnare il mercato del lavoro italiano. Inoltre, il settore pubblico si conferma un importante sbocco professionale, assorbendo il 37% delle laureate donne contro il 33,3% dei laureati uomini.
L’Ateneo scaligero si è distinto anche sul fronte delle esperienze formative: l’81,7% delle studentesse ha svolto un tirocinio curriculare, superando anche in quest’ambito il valore nazionale del 64,7%, con un vantaggio di 9,4 punti percentuali.
Per quanto riguarda, in particolare, i corsi di laurea Stem, l’ateneo di Verona raggiunge quasi la parità di genere, con le laureate in queste discipline che sono state nell’anno preso in esame, il 2024, il 45,5% del totale, a fronte del 41,1% nazionale.
Tra le laureate e i laureati Stem il tasso di occupazione è del 90,6% per le donne e del 91,7% per gli uomini: un divario contenuto rispetto a quello complessivo del settore, dove la differenza arriva a 3,7 punti percentuali (91,1% contro 94,8%).
Nel complesso, il rapporto restituisce l’immagine di un ateneo dinamico, caratterizzato da un’elevata presenza femminile e da risultati occupazionali superiori alla media nazionale. I dati confermano una buona capacità di inserimento nel mercato del lavoro, pur evidenziando differenze retributive che continuano a segnare il quadro complessivo.
EI























