In occasione della 58ª edizione di Vinitaly manifestazione fieristica tra le più attese del settore, l’università di Verona ha ribadito il proprio impegno nel settore vitivinicolo con una visione che si radica nel rapporto continuo tra ricerca, formazione e territorio. “Quando parliamo vino – ha spiegato la rettrice Chiara Leardini ai microfoni di Telearena nella giornata inaugurale dell’evento – non parliamo di un prodotto, parliamo di cultura, territorio, scienza e futuro. Ed è proprio in questa visione che opera l’università di Verona che vanta 25 anni di storia nella formazione e ricerca nelle scienze viticole ed enologiche”.
Un messaggio che rafforza il ruolo strategico dell’Ateneo scaligero nello sviluppo e nel supporto alla trasformazione del comparto.
Guarda il video con l’intervista.
L’Università di Verona si distingue per un’offerta formativa consolidata e strettamente connessa alle esigenze del sistema vitivinicolo. Il corso di laurea triennale in Scienze e tecnologie viticole ed enologiche e la laurea magistrale interateneo in Viticoltura, enologia e mercati vitivinicoli uniscono tradizione e innovazione per formare professioniste e professionisti capaci di affrontare le trasformazioni del settore: dalla sostenibilità ai cambiamenti climatici, fino all’evoluzione dei consumi.
Accanto alla didattica, è centrale l’attività di ricerca. A Villa Lebrecht, polo di riferimento per circa 200 studenti, e a Villa Eugenia, ricercatrici e ricercatori lavorano su progetti avanzati che spaziano dallo studio dell’appassimento delle uve alle strategie di adattamento ai cambiamenti climatici. Qui è stata avviata anche una delle prime sperimentazioni italiane con tecnologie di evoluzione assistita (Tea) su vitigni Chardonnay, con l’obiettivo di migliorarne resistenza e produttività.
L’impegno scientifico si estende anche alla tutela ambientale, con ricerche dedicate al contrasto della Popillia japonica, insetto invasivo che minaccia la viticoltura, attraverso lo sviluppo di soluzioni sostenibili come bioinsetticidi innovativi.
Non manca infine la dimensione internazionale: l’Ateneo è partner del progetto europeo Eu-gift, che promuove percorsi di alta formazione e ricerca nel settore agrifood, rafforzando il posizionamento di Verona come polo di eccellenza di livello mondiale. Un posizionamento, quello di Univr, che offre al sistema produttivo opportunità di relazioni di respiro mondiale per ricerca e alta formazione.
Presenti in fiera anche Matteo Ballottari, prorettore alla Valorizzazione e divulgazione dei saperi, e Nicola Mori, docente di Entomologia generale e applicata. Le loro testimonianze a Casa Athesis hanno confermato la visione strategica dell’ateneo: costruire un dialogo sempre più stretto tra accademia e filiera produttiva, valorizzando il vino come patrimonio culturale ed economico.
In questo quadro, l’Università di Verona si afferma come attore chiave nello sviluppo del settore vitivinicolo, capace di coniugare sapere scientifico, innovazione e radicamento territoriale.
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