La malattia coronarica diffusa rappresenta ancora oggi una delle sfide più complesse per la cardiologia moderna. Per rispondere a questa esigenza nasce Dilemma, uno studio clinico randomizzato e multicentrico, con l’obiettivo di confrontare due diverse strategie terapeutiche: la terapia medica ottimale e un approccio interventistico innovativo.
A guidare il progetto è Roberto Scarsini, cardiologo interventista dell’Unità operativa complessa di Cardiologia dell’Aoui di Verona e ricercatore (Rtd-b) nel dipartimento di Medicina dell’Università di Verona, autore di oltre 130 pubblicazioni scientifiche e già coinvolto in numerosi studi clinici nazionali e internazionali. Il progetto vede la collaborazione di Giovanni Benfari, professore associato di Cardiologia e co-principal investigator, e di Simone Fezzi, esperto in angioplastica coronarica e imaging intracoronarico, responsabile del core-lab indipendente.
In relazione al progetto e ai suoi obiettivi, Roberto Scarsini ha risposto alle domande di Univrmagazine.
Dottor Scarsini, di cosa si occupa il progetto Dilemma e quali sono i suoi obiettivi principali?
Il progetto Dilemma nasce per affrontare un problema ancora aperto nella pratica clinica: la gestione della malattia coronarica diffusa. In questi pazienti le lesioni si estendono lungo tratti lunghi delle arterie, rendendo meno efficace l’utilizzo degli stent tradizionali. Lo studio metterà a confronto due strategie: da un lato la terapia farmacologica ottimale, dall’altro una rivascolarizzazione guidata da imaging intracoronarico, che prevede l’uso combinato di stent e palloni medicati. L’obiettivo è capire quale approccio garantisca risultati migliori in termini di efficacia e sicurezza.
Qual è l’elemento innovativo dello studio?
Uno degli aspetti distintivi di Dilemma è l’integrazione di tecnologie avanzate e algoritmi di intelligenza artificiale. Questi strumenti permettono di caratterizzare in modo più preciso la malattia e di guidare le decisioni terapeutiche, rendendo il trattamento sempre più personalizzato. È un passo importante verso una medicina di precisione anche in ambito cardiovascolare.
Perché la malattia coronarica diffusa rappresenta ancora un’area di incertezza clinica?
Perché non esiste ancora una strategia terapeutica chiaramente superiore. I trattamenti disponibili presentano limiti, soprattutto nei casi più complessi. Con questo studio vogliamo verificare se un approccio guidato da tecnologie avanzate possa migliorare gli esiti rispetto alla terapia tradizionale, offrendo nuove evidenze per la pratica clinica.
Quali ricadute concrete potrà avere il progetto per pazienti e sistema sanitario?
Se i risultati saranno positivi, Dilemma potrà contribuire a definire nuovi standard di cura per i pazienti con malattia coronarica diffusa. Parliamo di trattamenti più mirati, efficaci e sicuri, con un impatto diretto sulla qualità della vita dei pazienti e sull’efficienza del sistema sanitario.
Lo studio, della durata di tre anni, coinvolgerà diversi centri a livello nazionale e rappresenta un esempio concreto di come ricerca clinica, innovazione tecnologica e collaborazione multidisciplinare possano contribuire a migliorare la medicina del futuro.
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