Dalle trasformazioni del latino alle origini delle lingue romanze, per sei giorni Verona è diventata un punto di riferimento internazionale per gli studi sul latino volgare e tardo. Dal 14 al 19 settembre, il Polo Zanotto ha accolto circa 180 studiosi e partecipanti provenienti da università italiane ed europee, con interventi, laboratori e visite guidate ad alcune istituzioni museali veronesi.
L’inaugurazione si è svolta il 14 settembre nel Palazzo della Gran Guardia, alla presenza della rettrice Chiara Leardini e delle autorità civili. “Ospitare la sedicesima edizione del convegno internazionale Latin Vulgaire – Latin Tardif è un riconoscimento per la nostra università e per la qualità della ricerca condotta nel campo della linguistica, della filologia e degli studi storico-culturali del dipartimento di Culture e civiltà”, ha dichiarato la rettrice. “La presenza di circa 180 partecipanti provenienti da diverse università europee testimonia la rilevanza scientifica internazionale dell’incontro e favorisce lo scambio di risultati, prospettive e collaborazioni”.
Dopo l’edizione ospitata a Monaco di Baviera, l’organizzazione del convegno è stata affidata a Paolo De Paolis, direttore del dipartimento di Culture e civiltà, e a Paola Cotticelli, docente dello stesso dipartimento, con la collaborazione dell’associazione culturale Urbs Picta. L’iniziativa si è svolta sotto la direzione scientifica del Comité international du latin vulgaire et tardif.
“Il latino volgare e il latino tardo rappresentano un passaggio decisivo nella formazione delle lingue romanze – ha spiegato De Paolis -. Le lingue romanze derivano dal latino parlato, non soltanto da quello scritto: per questo lo studio delle contaminazioni e dei cambiamenti linguistici permette di comprendere anche la storia dell’italiano. Il latino conserva inoltre un patrimonio culturale che non può essere disperso, con opere letterarie che hanno costruito l’identità culturale del mondo occidentale e come mostra la sua sopravvivenza anche dopo la fine del mondo antico in tanti ambiti culturali, compresa la terminologia scientifica”.
Cotticelli ha sottolineato il rapporto tra ricerca storica e presente. “Ogni contenuto può essere attualizzato quando si costruisce un ponte verso la realtà contemporanea e si sviluppa una consapevolezza adeguata – ha evidenziato Cotticelli -. La storia delle lingue ci offre una traccia di come gli idiomi si formano e cambiano nel tempo; la lingua è anche un elemento di identificazione che racconta la nostra storia”.
Tra i relatori figuravano Maria Selig dell’Università di Regensburg, Guillaume Bonnet dell’Università della Borgogna, Wolfgang D. C. de Melo dell’Università di Oxford.
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