Verona è tornata a celebrare la Notte Europea della Ricerca, nel pomeriggio e nella serata di venerdì 25 settembre, coinvolgendo il cuore della città con un fitto palinsesto di oltre 60 eventi. L’iniziativa, promossa dall’Università di Verona insieme al Comune di Verona e alla Provincia, con il sostegno di Fondazione CariVerona, il contributo di Unicredit e la media partnership del gruppo Athesis, nell’ambito della European Researchers’ Night, ha avuto il suo centro in Piazza dei Signori e negli spazi circostanti, con decine di eventi aperti al pubblico.
“Ci tenevamo molto a portare nuovamente la ricerca nelle piazze, nel cuore di Verona, farla uscire dalle aule e dialogare con i cittadini. Si tratta di un’occasione per conoscere il lavoro di docenti e ricercatori e per comprendere il contributo della scienza all’innovazione, al benessere e alla sostenibilità. Vogliamo rafforzare il dialogo tra l’Ateneo e il territorio, mostrando che la ricerca è un patrimonio condiviso e uno strumento al servizio della società”. Ha spiegato la rettrice dell’università di Verona Chiara Leardini, prima di aprire la cerimonia di consegna dei dottorati di ricerca, che per la prima volta si è tenuta all’aperto, in piazza dei Signori. “Questa cerimonia ha per il nostro Ateneo un significato speciale: torniamo a celebrare pubblicamente le nostre dottoresse e i nostri dottori di ricerca, riconoscendo il valore di un percorso che rappresenta una delle espressioni più alte della missione universitaria. Per noi investire in una borsa di dottorato significa investire nel futuro. Con Agenda Territori Attrattivi vogliamo creare le condizioni perché i talenti scelgano Verona per formarsi, fare ricerca e costruire qui il proprio percorso professionale”.
La giornata ha avuto inizio nel pomeriggio nel Loggiato di Fra Giocondo, in Piazza dei Signori, sede di 21 talk sulla ricerca di Univr e sui progetti europei in cui l’ateneo è coinvolto, raccontati da ricercatrici e ricercatori. Nel Cortile Mercato Vecchio era allestito lo spazio per i 32 laboratori gestiti da tutti e 13 i Dipartimenti dell’ateneo, presenti con i loro stand. Il Cortile del Tribunale si è trasformato in “Area Kids” con 6 laboratori per bambini e ragazzi.
Sul palco in Piazza dei Signori si è partiti con la cerimonia di proclamazione di 98 nuove dottoresse e dei nuovi dottori di ricerca, introdotta dalla rettrice Chiara Leardini, alla presenza delle autorità cittadine, il sindaco di Verona Damiano Tommasi, e il presidente della Provincia, Flavio Massimo Pasini, che è culminata con il tradizionale lancio del tocco dalla scalinata di Cortile Mercato Vecchio, una cerimonia di forte impatto simbolico che per la prima volta si tiene nel centro cittadino, uscendo dalle aule universitarie.
Ospite della serata “Notte Europea della Ricerca. Divulgazione, ricerca e musica”, introdotto dalla musica dell’Orchestra Universitaria e condotto dal giornalista Luca Barbieri, è stato Massimo Polidoro, giornalista, scrittore e divulgatore scientifico, che ha tenuto un intervento sul tema “Comunicare la scienza. Una sfida creativa”. Sul palco per un saluto anche il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, che ha voluto ricordare l’importanza della ricerca anche nel comparto turistico.
Il cuore della serata è stato costituito da tre racconti coinvolgenti di importanti ricerche scientifiche in corso nell’ateneo scaligero, narrati da altrettanti ricercatori. Paolo Pellegrini, docente di Filologia della Letteratura italiana, ha accompagnato il pubblico tra i luoghi della città di Verona e del suo territorio, visti attraverso gli occhi e i versi di Dante Alighieri,
la docente di Farmacologia Ilaria Decimo ha messo al centro le “Terapie avanzate per la rigenerazione del tessuto nervoso” a partire dalla recente scoperta del suo team dell’Università di Verona della prima terapia in grado di riparare il tessuto nervoso degenerato, grazie all’utilizzo di cellule dell’immunità, brevettate, come farmaci in grado di affrontare la malattia sotto diversi aspetti. “Siamo tutti ‘geni’ (e genomi)” è stato il titolo dell’intervento del docente di Genetica Massimo Delledonne, che dal 2007, con l’arrivo delle nuove tecnologie di sequenziamento del DNA, si dedica prevalentemente al sequenziamento e all’interpretazione del genoma umano applicati alla clinica.
Dalle 22.30 il lato musicale della notte è entrato nel vivo con il concerto di Giulia Mei, cantautrice e pianista di origini palermitane trapiantata a Milano, autrice tra gli altri del singolo “Bandiera”, vincitore del premio della critica a Voci per la libertà – Amnesty International 2024. La festa è proseguita con il dj set di Greta Tedeschi, che ha fatto ballare tutti i presenti fino a tarda notte.
Elisa Innocenti









































