Come riconoscere e prevenire la trombosi del viaggiatore? Per rispondere a queste domande, martedì 13 ottobre la sezione di Medicina interna b del dipartimento di Medicina dell’ateneo organizzerà un’iniziativa divulgativa negli aeroporti Catullo di Verona e Marco Polo di Venezia. L’obiettivo sarà fornire ai viaggiatori informazioni e indicazioni pratiche per ridurre i rischi, soprattutto durante gli spostamenti di lunga durata. L’iniziativa si svolgerà in occasione della Giornata mondiale della trombosi, ma porrà al centro la prevenzione e la corretta informazione sanitaria.
Ne abbiamo parlato con Simonetta Friso e Nicola Martinelli docenti del dipartimento di Medicina dell’Università di Verona.
Che cos’è la trombosi del viaggiatore?
Per trombosi venosa del viaggiatore si intende la trombosi venosa profonda, che si manifesta dopo viaggi di lunga durata – soprattutto viaggi aerei, ma non solo in quanto può manifestarsi anche a seguito di viaggi in auto o in treno – essendo dovuta soprattutto alla prolungata immobilizzazione durante tali spostamenti. Infatti, stare seduti per lunghi periodi, soprattutto se in spazi ristretti, limita il movimento e riduce il flusso sanguigno nelle vene delle gambe, favorendo così il rischio di trombosi venosa.
Quali comportamenti aiutano a prevenirla durante il viaggio?
Il comportamento più importante per ridurre il rischio e prevenire la trombosi del viaggiatore è mantenere una regolare mobilizzazione. Pertanto, si consiglia di evitare di rimanere seduti a lungo, ma passeggiare nelle aree consentite in attesa dell’imbarco; durante il viaggio, se possibile, alzarsi ogni due ore e camminare nel corridoio; quando seduti, flettere ed estendere alternativamente ginocchia e caviglie a intervalli regolari e muovere anche le spalle. In tal senso si consiglia anche, a bordo, di sedersi allungando le gambe per evitare di tenere flesse con le ginocchia a 90 gradi, poiché questa posizione può ostacolare il flusso sanguigno delle vene delle gambe. È inoltre consigliato di ridurre al minimo le dimensioni del bagaglio a mano da disporre sotto il sedile per garantire alle gambe un sufficiente spazio di movimento. È parimenti opportuno indossare abiti comodi nel giorno del viaggio e mantenersi ben idratati con acqua ed astenersi dagli alcolici prima e durante il viaggio. Infine si consiglia di evitare di assumere sonniferi, che possono favorire lunghi periodi d’immobilità.
In caso di ridotta mobilità e/o condizioni personali, che configurano un rischio elevato di tromboembolismo venoso, si può valutare l’utilizzo di calze a compressione graduata per favorire il flusso sanguigno dalle vene delle gambe al cuore, se non vi sono controindicazioni e previa valutazione medica.
Molto raramente, per alcuni viaggiatrici e viaggiatori ad elevato rischio trombotico, può essere valutata la prescrizione di farmaci anticoagulanti o antiaggreganti da somministrare/assumere prima del viaggio. L’utilizzo di questi farmaci rimane peraltro controverso e con evidenze limitate per la prevenzione della trombosi del viaggiatore. Pertanto, ne è fortemente sconsigliato il ricorso e l’autosomministrazione in assenza di specifica valutazione e consulenza medica, anche in considerazione dei possibili effetti collaterali tra cui in particolare il rischio di sanguinamento e/o reazioni allergiche.
Quali sono i viaggi e le situazioni che aumentano il rischio?
La trombosi del viaggiatore non deve essere sottovalutata, ma nemmeno deve spaventare i viaggiatori. Il rischio assoluto di trombosi venosa del viaggiatore aumenta con la durata del viaggio, ma rimane generalmente basso. È stato stimato che un viaggio aereo superiore a 4 ore aumenta il rischio di trombosi venosa di 2-3 volte rispetto alla popolazione generale, con una probabilità comunque modesta (con circa 1 evento trombotico su 4.600 voli, ovvero 0,02%).
Quali persone sono più esposte?
Il tromboembolismo venoso può essere favorito da molteplici fattori di rischio fra i quali troviamo anche i viaggi aerei, ma bisogna considerare sempre il profilo di rischio globale. Il rischio di trombosi del viaggiatore è più elevato negli individui, che presentano già altri fattori di rischio – tanti più sono i fattori di rischio, tanto maggiore è il rischio totale -, fra i quali ricordiamo: età avanzata, obesità, sesso femminile, gravidanza e puerperio (6-8 settimane dopo il parto), uso di contraccettivi orali e terapie sostitutive estro-progestiniche, storia personale di precedenti trombosi venose, storia familiare di tromboembolismo venoso, trombofilie ereditarie, cancro, fumo, recente intervento chirurgico o trauma (entro 6 settimane prima del viaggio), altre specifiche condizioni mediche come scompenso cardiaco cronico, malattie reumatologiche ed insufficienza venosa agli arti inferiori.
Quando è consigliabile consultare il medico prima di partire?
Quando concomitano molteplici e/o importanti fattori di rischio per il tromboembolismo venoso è opportuna una consultazione con il medico curante, per valutare la più adeguata misura di prevenzione. Peraltro, si ribadisce soprattutto come si debba evitare l’autosomministrazione di farmaci anticoagulanti o antiaggreganti, che potrebbero esporre al rischio di significativi effetti collaterali.
Sara Mauroner
























