È stato presentato martedì 27 ottobre, l’Aula T1 del Polo Zanotto, il Dossier Statistico Immigrazione 2026, realizzato dal Centro Studi e Ricerche IDOS in collaborazione con il Centro Studi Confronti e l’Istituto di Studi Politici “S. Pio V”.
Promosso dal Cestim e dalla Commissione per la cooperazione internazionale allo sviluppo dell’Università di Verona, l’incontro ha offerto una fotografia aggiornata della presenza straniera nel territorio scaligero, soffermandosi sul profilo anagrafico della popolazione immigrata e sulle trasformazioni sociali ed economiche in atto. In sala circa 150 persone, tra addetti ai lavori del mondo universitario e scolastico, rappresentanti dei sindacati e del terzo settore e del volontariato e amministratori locali.
Alla presentazione sono intervenuti Stefania Pontrandolfo, referente della rettrice per la Cooperazione internazionale allo sviluppo, Emanuela Gamberoni, docente di ateneo e membro della commissione per la Cooperazione allo sviluppo, l’assessore alle Politiche giovanili del Comune di Verona, Jacopo Buffolo, Alberto Benetti, presidente del Cestim, Gloria Albertini, sociologa Cestim e, per le associazioni di giovani di seconda generazione, Michael Kolade, presidente di Afroveronesi, e Richard Brayen Fernando Dambage, dell’associazione Il Nuovo Porto. Entrambi hanno richiamato il loro protagonismo, in crescita dei ragazzi e ragazze con retroterra migratorio.
«L’impegno dell’Ateneo veronese per un’internazionalizzazione inclusiva ha portato quest’anno la Commissione per la cooperazione internazionale allo sviluppo a co-organizzare con il Cestim la presentazione di un Dossier su temi di particolare interesse per il mondo universitario», ha dichiarato Stefania Pontrandolfo. «L’iniziativa ha offerto l’occasione di approfondire forme di mobilità per studio e ricerca meno visibili mediaticamente e meno esposte a forme di stereotipizzazione dei migranti, ma capaci di generare ricadute positive sulle comunità locali. Negli ultimi anni, l’Ateneo, insieme a una rete coesa di partner nazionali e territoriali, tra cui il Cestim, ha contribuito a costruire un modello di accoglienza per studenti, studentesse, ricercatori e ricercatrici provenienti da Paesi in emergenza o a rischio, riconosciuto dal Dossier come una best practice di community sponsorship. Un’esperienza da valorizzare anche a livello nazionale per promuovere una migrazione legale e pianificata, integrata con percorsi di inclusione e replicabile su più ampia scala, in contesti migratori diversi».
A Verona il 12,1% dei residenti ha cittadinanza straniera
A inizio 2026, i cittadini stranieri residenti nei 98 Comuni della provincia di Verona erano 112.714 su un totale di 930.842 abitanti (il 12,1%), registrando un lieve incremento (+1.265 persone) rispetto all’anno precedente.
Si confermano i recenti cambiamenti di tendenza riguardo ai Paesi di provenienza dei nuovi arrivati in Italia: crescono le presenze dal subcontinente indiano – in particolare da Sri Lanka (+357), Pakistan (+265), India (+231) e Bangladesh (+209) – mentre diminuiscono gli arrivi da aree a consolidata tradizione migratoria, come l’Europa dell’Est (Romania -471, Moldova -662).
La componente maschile risulta in aumento (+1.527 unità), confermando un trend di crescita già registrato l’anno precedente. Questo incremento è probabilmente legato al maggior afflusso di cittadini da India, Pakistan e Bangladesh, bacini caratterizzati da una migrazione iniziale prevalentemente maschile. Al contrario, la componente femminile continua a prevalere tra chi proviene dai Paesi dell’Est, come Ucraina, Moldova e Romania.
Infine, risulta in calo il numero dei richiedenti asilo ospitati nei Centri di Accoglienza Straordinaria (CAS), passati dai 1.893 di dicembre 2025 ai 1.666 di inizio ottobre 2026.
I “nuovi cittadini”
Nel corso dell’ultimo anno si sono registrate 5.514 acquisizioni di cittadinanza italiana (-5% rispetto all’anno precedente). Questo dato testimonia un percorso di integrazione e radicamento pluriennale che coinvolge una quota rilevante di stranieri e di seconde generazioni. Tali acquisizioni contribuiscono ad accrescere il numero, già significativo, di italiani con background migratorio: secondo le stime dell’Istat, infatti, a inizio 2025 nella provincia di Verona risiedevano almeno 27.122 cittadini italiani nati all’estero.
Una popolazione giovane ma diminuisce la fecondità
Il Dossier conferma la natura strutturalmente giovane della popolazione straniera rispetto a quella italiana. Il 44,6% dei residenti stranieri rientra nella fascia d’età compresa tra 0 e 34 anni, a fronte del 31,7% di quelli italiani.
I minori stranieri sono 23.492, rappresentando il 16,6% del totale dei minori della provincia.
Accanto a questa prevalenza giovanile emerge tuttavia il fenomeno della denatalità e del progressivo invecchiamento: i nati da genitori stranieri nel Veronese sono scesi dai 1.675 del 2019 ai 1.116 del 2025 (-33%), incidendo comunque per il 18,9% sul totale delle nascite provinciali.
«La fecondità delle donne straniere si sta progressivamente avvicinando a quella delle donne italiane», ha evidenziato Gloria Albertini, sociologa del Cestim, che ha illustrato i dati. «Da un lato le famiglie si sono assimilate ai modelli e agli stili di vita della Penisola, mostrando maggiore cautela nel programmare la propria vita a lungo termine; dall’altro lato, assistiamo all’invecchiamento della popolazione immigrata da lungo tempo radicata sul territorio».
Scheda sul Dossier Statistico Immigrazione 2026
Il Dossier Statistico Immigrazione 2026 (512 pagine, 89 tabelle, 46 infografiche), realizzato dal Centro Studi e Ricerche IDOS in collaborazione con il Centro Studi Confronti e l’Istituto di Studi Politici “S. Pio V”, si compone di 98 capitoli e un’appendice statistica redatti da 148 autori appartenenti a 24 università e a 54 tra associazioni, enti pubblici e sindacati, con un comitato scientifico formato da 35 esperti. Si tratta della più vasta e ragionata raccolta di dati ufficiali in grado di offrire una rappresentazione dei fenomeni migratori a livello internazionale, nazionale e regionale.
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