Il rapporto tra scienza e informazione è stato al centro dell’incontro “Raccontare la scienza: etica, deontologia e responsabilità del giornalista e del ricercatore”, che si è tenuto mercoledì 15 aprile nell’aula magna Gavazzi di Borgo Roma.
Un incontro formativo che ha riunito giornalisti e dottorandi in ambito medico-sanitario, chiamati a confrontarsi sulle responsabilità e sulle criticità della comunicazione scientifica. In un contesto segnato dalla rapida diffusione di notizie e dal rischio di disinformazione, il tema della qualità delle fonti e della correttezza del linguaggio si conferma cruciale per garantire un’informazione affidabile e consapevole.
Al centro del dibattito, il valore del Manifesto di Piacenza, documento nato per contrastare la disinformazione in ambito medico e scientifico e oggi integrato nel Testo unico dei doveri del giornalista.
Ad aprire l’incontro è stata Maria Fiorenza Coppari, presidente del Consiglio di disciplina dell’Ordine dei giornalisti del Veneto, che ha posto l’accento sulle sfide contemporanee della comunicazione scientifica: “C’è bisogno di alfabetizzazione scientifica e di fare delle conoscenze un valore condiviso”. Coppari ha sottolineato l’importanza dell’affidabilità delle fonti, l’incidenza crescente dell’intelligenza artificiale, i rischi legati alla traduzione fuorviante del linguaggio scientifico in forme più accessibili e il delicato rapporto tra giornalisti e ricercatori.
Nel corso dell’incontro, Giovanni Caprara, editorialista del Corriere della Sera e presidente dell’Ugis, Unione italiana giornalisti scientifici, ha evidenziato una criticità strutturale del sistema informativo italiano: “La scienza è cultura e noi ne sopportiamo un deficit importante: in Italia nessuna testata ha una redazione scientifica”. Caprara ha inoltre ribadito il ruolo del giornalista come mediatore competente: “L’informazione è un prodotto e in quanto tale un buon giornalista deve essere in grado di saper trasmettere qualsiasi notizia nella maniera corretta. È per questa ragione che attualmente il giornalista tradizionale comprende anche quello scientifico e sono diventati un’unica professione”.
Sul rapporto tra fonti e responsabilità si è soffermato Marco Cambiaghi, neurofisiologo dell’Università di Verona, che ha richiamato l’attenzione sul ruolo attivo dei giornalisti nella costruzione dell’opinione pubblica: “Il problema non è accedere alle fonti scientifiche, ma capire di quali fidarsi”. Il suo intervento ha evidenziato il rischio di una semplificazione eccessiva e la necessità di mantenere un equilibrio tra divulgazione e rigore.
Il tema della collaborazione tra ricerca e informazione è stato al centro anche dell’intervento di Ilaria Decimo, docente di farmacologia dell’Università di Verona, che ha sottolineato l’importanza dei tempi della comunicazione: “La collaborazione tra giornalisti e ricercatori è fondamentale per raccontare le scoperte, ma bisogna dedicare il giusto tempo per permettere una giusta e buona comunicazione”.
A chiudere il quadro, Michela Rimondini, docente di Neuropsicologia e Neuroscienze cognitive dell’Università di Verona, ha posto l’accento sulla dimensione umana della comunicazione scientifica, in particolare nel rapporto con i pazienti: “La ricerca deve essere fatta con le persone e questo riguarda anche la comunicazione. Infatti, i pazienti, spiegando la loro prospettiva, riescono a comunicare in modo migliore anche grazie all’esperienza diretta, ma il racconto dell’esperienza non si sovrappone mai all’evidenza. I pazienti devono essere parte del dialogo: bisogna dare loro gli strumenti e i giornalisti devono tenere sempre presente la loro responsabilità etica”.
La moderazione dell’incontro, affidata a Sara Mauroner, giornalista e addetta stampa dell’Area Valorizzazione e divulgazione dei saperi dell’Università di Verona, ha favorito un dialogo continuo tra relatori, mettendo in luce la necessità di rafforzare le competenze nella selezione e valutazione delle fonti, considerata una delle principali criticità nell’era della sovrabbondanza informativa.
SM
























