Per due giorni Verona si è trasformata in un laboratorio a cielo aperto di idee, tecnologia e sperimentazione. Al Polo Santa Marta dell’Università degli Studi di Verona, il 16 e 17 aprile, l’Hackathon AgrifoodTech 2026 ha messo attorno allo stesso tavolo studenti, ricercatori, imprese ed esperti per lavorare su sfide reali e immaginare il futuro dell’agroalimentare. Non una semplice competizione, ma un’esperienza immersiva in cui competenze diverse si sono intrecciate per generare soluzioni concrete.
L’hackathon rappresenta una delle azioni più significative del Verona Agrifood Innovation Hub, nato dalla sinergia tra l’Università di Verona, Fondazione Cariverona, UniCredit, Eatable Adventures, il Comune di Verona, Veronafiere e Confindustria Verona. L’obiettivo è rafforzare e far crescere l’ecosistema agrifoodtech italiano, creando connessioni tra startup, industria, università e investitori e favorendo uno scambio continuo di competenze. In questo contesto, iniziative come l’hackathon diventano strumenti concreti per attivare networking, formazione e sviluppo di nuove progettualità.
Durante le due giornate, partecipanti provenienti da ambiti come informatica, intelligenza artificiale, biotecnologie e agronomia hanno lavorato fianco a fianco, affiancati da mentor, per sviluppare idee capaci di rispondere a tre challenge aziendali reali. Le sfide, lanciate da Mulino Padano, Revo Insurance e Vason Group, hanno spinto i team a confrontarsi con temi centrali per il settore: dall’innovazione di prodotto nel mercato B2B alla gestione del rischio agroindustriale, fino alle nuove modalità di comunicazione nel mondo del vino.
Ne è nato un lavoro intenso, fatto di analisi dati, sviluppo di concept tecnologici, costruzione di modelli di business e progettazione di servizi innovativi. L’approccio multidisciplinare ha permesso di trasformare idee in proposte strutturate, evidenziando il valore della contaminazione tra saperi diversi.
A emergere con forza è stata la partecipazione dell’ateneo veronese, che ha raggiunto il 68% del totale, confermando la centralità dell’università di Verona nell’ecosistema locale dell’innovazione. Accanto a essa, una presenza significativa di altri atenei italiani, tra cui Iusve con il 16%, insieme alle università di Padova, Milano, Bologna e Perugia, a testimonianza della capacità dell’iniziativa di attrarre talenti da tutto il Paese.
La valutazione finale, affidata a una giuria composta da rappresentanti del mondo accademico, industriale e dell’innovazione, ha premiato i progetti più promettenti sulla base dell’impatto, della scalabilità e del potenziale di trasferimento tecnologico. Più che decretare vincitori, l’hackathon ha messo in luce il ruolo strategico dei giovani talenti e della collaborazione interdisciplinare nello sviluppo di soluzioni per il futuro dell’agrifood.
“Iniziative come questa rafforzano in modo concreto il dialogo tra mondo accademico, studenti e imprese, generando sinergie capaci di produrre valore reale – sottolinea il prorettore per la Valorizzazione delle conoscenze per la società. Matteo Ballottari – In questo modo, il nostro ateneo consolida il proprio ruolo di punto di riferimento per il territorio, contribuendo attivamente a promuovere l’innovazione, il trasferimento tecnologico e nuove opportunità di crescita condivisa.”
Sara Mauroner

































