L’intelligenza artificiale sta cambiando il modo di studiare, insegnare, fare ricerca e lavorare. Per accompagnare la comunità universitaria in questa trasformazione, l’Università di Verona mette a disposizione una nuova sezione del sito dedicata all’IA https://www.univr.it/ia , dove trovare informazioni, linee guida, strumenti, risorse e aggiornamenti per un utilizzo consapevole, responsabile e innovativo di queste tecnologie.
Ne parliamo con Roberto Posenato, delegato della rettrice per la Transizione all’intelligenza digitale.
Professore, l’intelligenza artificiale è ormai una realtà che interessa tutti gli ambiti della vita universitaria. Qual è la visione dell’Università di Verona rispetto a questa trasformazione?
La visione dell’Università di Verona è molto chiara: l’intelligenza artificiale non è solo una tecnologia da adottare, ma una trasformazione culturale, organizzativa e formativa da governare.
Nel Piano Strategico 2026-2028 abbiamo scelto di parlare di transizione all’intelligenza digitale proprio per sottolineare che al centro non c’è la macchina, ma la capacità delle persone di usare in modo critico, responsabile e competente strumenti sempre più potenti.
Per noi l’IA deve rafforzare le missioni fondamentali dell’Ateneo: migliorare la didattica, sostenere la ricerca, semplificare l’amministrazione e rendere i servizi più accessibili. Questo significa investire nell’alfabetizzazione all’intelligenza artificiale (AI Literacy) per studenti, docenti e personale tecnico-amministrativo; adottare strumenti di IA generativa per la didattica; sviluppare sistemi di supporto all’amministrazione, come chatbot e sistemi RAG; rilanciare infrastrutture avanzate come l’HPC a supporto della ricerca e della formazione.
La scelta di fondo è però istituzionale ed etica: l’IA deve essere trasparente, controllata, verificabile e sempre sottoposta a responsabilità umana. Non deve sostituire le persone, ma migliorare la qualità del loro lavoro, delle decisioni e dei servizi che l’Università offre alla propria comunità e al territorio.
La nuova sezione del sito nasce come punto di riferimento per la comunità universitaria. Quali strumenti e contenuti mette a disposizione e a quali esigenze intende rispondere?
La nuova sezione www.univr.it/ia nasce per essere il punto di accesso unitario alle iniziative dell’Università di Verona sull’intelligenza artificiale. Non è solo una pagina informativa: raccoglie in modo ordinato policy, linee guida, documenti operativi, percorsi formativi, eventi, corsi di studio, attività di ricerca e progetti collegati all’IA.
L’esigenza è duplice. Da un lato, offrire alla comunità universitaria — studenti, docenti, ricercatori e personale tecnico-amministrativo — riferimenti chiari per usare l’IA in modo consapevole, sicuro e responsabile. Dall’altro, rendere visibile verso l’esterno che l’Ateneo sta affrontando questa trasformazione in modo strutturato, non episodico.
La sezione rimanda anche ad altre pagine di approfondimento. In particolare, la pagina del Team AI, disponibile all’indirizzo www.univr.it/ateneo/team-ai, presenta il gruppo multidisciplinare che guida l’Ateneo nell’adozione responsabile dei sistemi di IA e raccoglie documenti, determinazioni e materiali di riferimento.
Per gli aspetti più operativi, inoltre, sono disponibili indicazioni pratiche in MyUnivr, nella sezione “Come fare per”, alla voce dedicata all’uso degli assistenti basati su intelligenza artificiale. Per una pubblicazione a stampa, il percorso può essere indicato così: myunivr.univr.it → Come fare per → Uso di assistenti basati su intelligenza artificiale.
L’idea è quindi costruire un ecosistema informativo coerente: una pagina pubblica di orientamento generale, una pagina istituzionale del Team AI per governance e documenti, e una sezione interna con istruzioni operative per chi deve concretamente usare questi strumenti nelle attività di studio, didattica, ricerca e amministrazione.
L’innovazione tecnologica apre nuove opportunità, ma richiede anche responsabilità e spirito critico. Quali competenze ritiene indispensabili per utilizzare l’intelligenza artificiale in modo consapevole nel contesto universitario?
Le competenze indispensabili sono prima di tutto culturali e critiche, non solo tecniche. Dobbiamo comprendere che i sistemi di intelligenza artificiale generativa non producono necessariamente contenuti veri: producono contenuti plausibili. Sono strumenti che calcolano quale risposta sia statisticamente più coerente con una richiesta, ma non hanno coscienza di ciò che generano, non comprendono il significato nel senso umano del termine e non distinguono autonomamente tra vero, falso, incompleto o fuorviante.
Per questo, nel contesto universitario, la competenza più importante è la capacità di valutazione critica. Chi usa l’IA deve saper formulare buone domande, interpretare le risposte, verificare le fonti, controllare i dati, riconoscere errori, distorsioni e semplificazioni indebite. L’IA può essere un supporto molto potente per studiare, insegnare, fare ricerca e lavorare, ma non può sostituire il giudizio umano, il metodo scientifico e la responsabilità professionale.
A queste competenze si aggiungono la conoscenza dei limiti giuridici ed etici: protezione dei dati personali, riservatezza delle informazioni, trasparenza nell’uso degli strumenti, rispetto della proprietà intellettuale, attenzione ai bias e alle possibili discriminazioni. In ambito universitario è essenziale anche dichiarare quando e come si è usata l’IA, soprattutto nella didattica e nella ricerca.
La vera AI Literacy, quindi, non consiste nel saper “premere i tasti giusti”, ma nel sapere quando usare l’IA, quando non usarla, come controllarne i risultati e come assumersi la responsabilità finale di ciò che viene prodotto. È questa la competenza che un’università deve formare: non utenti passivi di strumenti automatici, ma persone capaci di governarli criticamente.
SM
























