Con l’apertura ufficiale nell’aula magna del Polo Zanotto dell’Università di Verona è iniziato il 12° World Shakespeare Congress, il più prestigioso appuntamento internazionale dedicato agli studi su William Shakespeare. Per la prima volta nella sua storia il Congresso approda in Italia e sceglie Verona, città simbolo dell’immaginario shakespeariano, trasformandola fino al 26 luglio nella capitale mondiale della ricerca sul Bardo.
Promosso dall’International Shakespeare Association nel cinquantesimo anniversario della sua fondazione, il Congresso riunisce centinaia di studiose e studiosi provenienti da 48 Paesi, insieme ad artiste, artisti e appassionati, in una settimana di confronti scientifici, spettacoli, concerti ed eventi culturali diffusi in tutta la città.
L’organizzazione scientifica è affidata a Silvia Bigliazzi, direttrice del Centro di ricerca interdipartimentale Skenè dell’Università di Verona, insieme a Emanuel Stelzer, docente dell’ateneo. L’iniziativa si svolge con il patrocinio del ministero della Cultura, del Comune di Verona e del Consiglio regionale del Veneto.
Ad aprire ufficialmente il Congresso sono stati i saluti istituzionali del prorettore vicario dell’Università di Verona, Giovanni De Manzoni, Silvia Bigliazzi e Alberto Battaggia, consigliere comunale di Verona.
“Siamo onorati di accogliere a Verona il World Shakespeare Congress – ha dichiarato il prorettore vicario Giovanni De Manzoni –. Per l’università rappresenta un riconoscimento internazionale al lavoro scientifico svolto in questi anni dal Centro di ricerca Skenè e, più in generale, alla qualità della ricerca umanistica del nostro ateneo. Verona è una città che appartiene all’immaginario universale grazie a Shakespeare: ospitare qui studiose e studiosi provenienti da ogni parte del mondo significa creare un dialogo tra patrimonio culturale, ricerca e comunità, confermando il ruolo dell’università come luogo di incontro, produzione di conoscenza e apertura internazionale.
Nel suo intervento Silvia Bigliazzi ha ricordato il percorso che ha portato Verona a ottenere l’organizzazione del congresso: “Il Centro di ricerca Skenè lavora da molto tempo su Shakespeare. Nel 2022 siamo stati contattati per la candidatura a questo evento, che si svolge una volta ogni cinque anni in un Paese diverso del mondo. In Italia non si era mai svolto e difficilmente tornerà nel prossimo futuro. Siamo stati scelti per le attività che portiamo avanti a livello universitario e, naturalmente, per l’importanza di Verona, che è la seconda casa di Shakespeare. Questa combinazione tra l’eccellenza scientifica del nostro Centro di ricerca e il luogo simbolo dell’immaginario shakespeariano ha reso possibile l’assegnazione di questo importante appuntamento internazionale. Oggi abbiamo delegati provenienti da 48 Paesi presenti a Verona, mentre molti altri seguono costantemente i lavori del Congresso”.
Accanto al programma scientifico, dal 20 al 25 luglio torna anche il Verona Shakespeare Fringe Festival, organizzato dal Centro di ricerca Skenè. La rassegna porta in città sei produzioni internazionali in prima nazionale, tutte in lingua originale con sottotitoli in italiano e inglese, affiancate da appuntamenti musicali realizzati in collaborazione con il Conservatorio “Evaristo Felice Dall’Abaco”. Tra gli eventi più attesi figura Caesar’s Maze: An Infinite Loop, spettacolo della compagnia taiwanese Contemporary Legend Theatre, in scena il 24 luglio al Teatro Romano, insieme ai concerti dedicati alla musica rinascimentale inglese e a una rilettura contemporanea de La tempesta.
SC, tirocinante UniVerona news

























