L’attività fisica entra stabilmente nei percorsi di cura dei malati psichiatrici. Al via da oggi un nuovo progetto per i pazienti dell’Unità operativa complessa Psichiatria B dell’Ospedale di Borgo Roma, diretta da Corrado Barbui, che è anche direttore del dipartimento di Neuroscienze, biomedicina e movimento dell’Università di Verona e sessioni strutturate di esercizio fisico dedicate ai pazienti ricoverati, con la partecipazione attiva degli studenti del corso di laurea in Scienze motorie dell’ateneo.
L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che il movimento rappresenta un elemento centrale per la salute complessiva, anche – e soprattutto – per le persone con disturbi psichici. Questi pazienti presentano infatti con maggiore frequenza condizioni come sedentarietà, sovrappeso e patologie metaboliche e cardiovascolari, fattori che incidono negativamente sull’aspettativa di vita ma che possono essere migliorati attraverso programmi di attività fisica mirata.
Il progetto, avviato martedì 7 aprile, si svolgerà due volte alla settimana, il martedì e il giovedì mattina. Le attività saranno organizzate in sessioni guidate di movimento adattato e risveglio muscolare, pensate per essere semplici, accessibili e replicabili anche al di fuori dell’ambiente ospedaliero. Le “lezioni” saranno condotte dagli studenti di Scienze motorie, affiancati da professionisti del settore e supportati dall’équipe clinica del reparto.
L’obiettivo è duplice: da un lato migliorare il benessere psicofisico dei pazienti e favorire l’adozione di stili di vita più sani; dall’altro promuovere un percorso educativo che li renda più consapevoli e autonomi nella gestione della propria salute, con la prospettiva di continuare l’attività fisica anche dopo la dimissione.
“Integrare il movimento nei percorsi di cura significa intervenire in modo concreto su un determinante fondamentale di salute” ha sottolineato il professor Barbui “Un elemento centrale del progetto è la sua valenza educativa per i pazienti, superando la tradizionale separazione tra salute fisica e mentale. Per gli studenti, inoltre, rappresenta un’importante opportunità formativa in un contesto clinico complesso come quello della Psichiatria”.
Sulla stessa Katia De Santi, responsabile dell’Uoc Psichiatria B, che evidenzia il valore terapeutico dell’iniziativa. “L’attività fisica non è solo prevenzione, ma anche uno strumento che può migliorare il benessere psicologico, la qualità della vita e l’aderenza ai trattamenti”.
SM con il contributo di Aoui Verona Stampa























