Sono 16 i progetti di ricerca dell’Università di Verona finanziati dalla Regione Veneto nell’ambito delle Reti innovative regionali (Rir), un sistema che mette in rete imprese e soggetti pubblici e privati del territorio, attivi in settori innovativi e capaci di sviluppare iniziative strategiche per l’economia regionale, nell’ambito del programma regionale per il Fondo europeo di sviluppo regionale 2021-2027.
Dopo un primo bando, che ha finanziato nel dicembre 2025 13 progetti, per un totale di circa 1.750.000 euro assegnati all’Università di Verona, nel 2025 la Regione ha aperto una nuova finestra da cui l’Ateneo ha ottenuto nel gennaio 2026 ulteriori 130.000 euro, permettendo il finanziamento di altri 3 progetti e portando così il totale a 16.
I progetti coinvolgono quattro dipartimenti dell’ateneo scaligero: Biotecnologie, Informatica, Ingegneria per la medicina di innovazione, Management e Neuroscienze, biomedicina e movimento.
Per il dipartimento di Biotecnologie, Maurizio Ugliano coordina il progetto Vitivolution, dedicato allo sviluppo di soluzioni innovative per il sistema vitivinicolo veneto. Elisa Salvetti segue Agrifuture, che guarda alla sostenibilità come leva competitiva per le aziende agroalimentari. Anita Zamboni guida Integra, focalizzato su tecnologie sostenibili per una gestione più resiliente del settore agroalimentare. Gianni Zoccatelli è invece referente di due progetti: Rix AA, dedicato all’invecchiamento attivo e alla collaborazione tra ricerca e imprese, e Food-4-life, che studia alimenti funzionali, nuove materie prime e soluzioni innovative per conservazione e packaging sostenibile.
Per il dipartimento di Informatica, Alberto Belussi coordina Indice, sulle innovazioni digitali per le imprese culturali e creative. Daniele Meli segue Valorlegno, che punta a valorizzare la filiera del legno veneto attraverso sistemi avanzati. Alessandro Farinelli è alla guida di Sinerghy, progetto dedicato a sistemi energetici sostenibili e allo sviluppo dell’idrogeno verde.
Nel dipartimento di Ingegneria per la medicina di innovazione, Gloria Menegaz coordina Intelli-mi, focalizzato su tecnologie intelligenti per la medicina. Franco Fummi è referente di Commiss5, che sviluppa chatbot e interfacce umano-centriche per la manifattura e i servizi 5.0, e di Supreme, che studia sistemi avanzati per processi produttivi evoluti.
Sono quattro i progetti del dipartimento di Management. Due sono guidati da Ivan Russo: Shield, dedicato a una logistica sostenibile e innovativa, e Circle-p, che si occupa di riciclo, riuso delle plastiche ed energia verde in ottica circolare. Iagnastiv, di Ilenia Confente, esplora l’uso dell’intelligenza artificiale – anche generativa – per il turismo veneto. Sara Toniolo coordina Dt4-best, progetto incentrato sulle tecnologie digitali per favorire una transizione ecosostenibile.
Per il dipartimento di Neuroscienze, biomedicina e movimento, infine, Federico Schena segue Reliable, progetto che mira a sviluppare dispositivi sostenibili e fruibili per lavoro, moda e sport, combinando riabilitazione, comfort e sicurezza.
Sara Mauroner























