Le politiche migratorie europee, tema di grande attualità, sono state al centro del convegno “Il nuovo patto europeo sulla migrazione e l’asilo”, svoltosi giovedì 18 giugno al polo Santa Marta. L’incontro, dedicato alle nuove strategie dell’Unione Europea in materia di immigrazione, è stato promosso dal dipartimento di Scienze giuridiche e dalla Commissione di Ateneo per la cooperazione allo sviluppo internazionale dell’Università di Verona. Organizzato in occasione della Giornata mondiale del rifugiato, che ricorre il 20 giugno, l’evento si è aperto con i saluti istituzionali di Stefania Pontrandolfo, referente della rettrice per la Cooperazione internazionale allo sviluppo.
Al convegno, introdotto da Giacomo Melotti, membro dell’Ordine degli avvocati di Verona, sono intervenuti Caterina Fratea, docente di Diritto dell’unione europea del dipartimento di Scienze giuridiche dell’Ateneo scaligero, Marilù Porchia, dottoranda del dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Ferrara e Giovanni Barbariol, referente per la Regione Veneto dell’Associazione studi giuridici per l’immigrazione (Asgi). L’incontro si è svolto con la collaborazione della Commissione dei diritti umani dell’ordine degli avvocati di Verona, il Community center di Csd Diaconia Valdese, il Community center Verona e l’associazione One bridge to. I partner coinvolti operano al fianco dell’Università di Verona in progetti internazionali dedicati all’accoglienza di studiose e studiosi richiedenti asilo, rifugiati o in fuga da Paesi a rischio.
“L’Università di Verona accoglie regolarmente studentesse e studenti con status di rifugiati – ha dichiarato Stefania Pontrandolfo – Questo nuovo patto darà le direttive per il riassetto di tutte le linee guida sull’immigrazione a livello nazionale, e ovviamente questo ha un forte impatto. Bisogna capire in che direzione stiamo andando e come verranno interpretate queste nuove norme”.
“Ci occupiamo di servizi a persone in situazioni di grave marginalità. Per lo più nella nostra città sono dei giovani stranieri richiedenti asilo, che arrivano da diverse rotte migratorie – ha spiegato Jacopo Rui, Project manager dell’associazione One bridge to – Oggi è importante affrontare l’introduzione del nuovo patto europeo perché eserciterà una forte influenza anche sulla vita delle persone che coabitano la città in cui viviamo”.
Il nuovo Patto europeo, come esplicitato durante gli interventi, mira a rendere più omogenee le normative in materia di migrazione e asilo all’interno dei Paesi membri. Le nuove disposizioni sono destinate ad avere un impatto significativo sulla gestione dei flussi migratori, un fenomeno in costante crescita che rappresenta una delle principali sfide per il futuro dell’Unione Europea.
























