La scuola italiana tiene, ma fatica ad avanzare. I risultati 2025 del Programma per la valutazione internazionale degli studenti (Pisa), promosso dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), collocano i quindicenni italiani vicino alla media dei Paesi coinvolti e mostrano prestazioni sostanzialmente stabili rispetto al 2022. Un segnale positivo arriva dalle scienze, dove i risultati superano quelli del 2018 e tornano sui livelli registrati dieci anni fa. Dietro questa tenuta emergono però alcuni elementi che chiedono attenzione: il calo in matematica nel confronto con il 2018, la quota ridotta di studentesse e studenti ai livelli più elevati e le difficoltà nella risoluzione di problemi in ambiente digitale. La rilevazione riguarda gli studenti quindicenni, ma le competenze, la motivazione e il rapporto con l’apprendimento si costruiscono fin dai primi anni di scuola.
Ne abbiamo parlato con Alessia Bevilacqua, docente di Pedagogia sperimentale nel dipartimento di Scienze umane e presidente del Collegio didattico del corso di laurea magistrale a ciclo unico in Scienze della formazione primaria dell’Università di Verona. Abbiamo inoltre raccolto il punto di vista di Ubaldo Pernigo, docente di matematica e scienze nella scuola secondaria di primo grado che da diversi anni collabora con lo stesso dipartimento, per affiancare alla lettura pedagogica l’esperienza maturata in classe.
Domande a Alessia Bevilacqua
Professoressa Bevilacqua, i risultati Pisa 2025 descrivono un sistema italiano vicino alla media Ocse, ma mostrano anche criticità che emergono nel confronto con gli anni precedenti. Quale lettura possiamo dare di questo quadro, evitando sia valutazioni rassicuranti sia giudizi allarmistici?
Prima di approfondire i dati, è utile chiarire cos’è e cosa misura Pisa. Si tratta di un’indagine promossa dall’Ocsa per confrontare, a livello internazionale, i compiti e le sfide che le studentesse e gli studenti quindicenni, quindi soggetti vicini al termine dell’obbligo formativo, sono in grado di affrontare con le proprie abilità. In un quadro che descrive una crisi educativa che attraversa quasi tutto il mondo industrializzato, ovvero un arretramento degli apprendimenti particolarmente evidente in lettura e matematica, nel 2025 i risultati degli studenti italiani si mostrano sostanzialmente stabili, ovvero vicini alla media Ocse in matematica e scienze, ma anche superiori alla media in lettura. La media nazionale va però letta con dovizia di dettaglio, perché persistono significativi divari territoriali, tra indirizzi e tra generi.
Pisa valuta le competenze dei quindicenni, mentre le basi degli apprendimenti si costruiscono fin dalla scuola dell’infanzia e dalla primaria. Quali aspetti della didattica nel primo ciclo possono incidere maggiormente sullo sviluppo della comprensione, del ragionamento e della capacità di affrontare problemi nuovi?
La scuola è un contesto complesso in cui le soluzioni semplici, orientate al passato, raramente risultano efficaci. Richiamando quanto evidenziato precedentemente, se le studentesse e gli studenti faticano nella comprensione profonda del testo, oppure se i compiti richiedono soprattutto di ricordare e riprodurre, l’ia può facilmente diventare una scorciatoia, soprattutto quando la motivazione allo studio è prevalentemente estrinseca.
L’invito rivolto a tutti coloro che, a diverso titolo, abitano le istituzioni scolastiche, è quindi duplice. In primo luogo, continuare a porsi la seguente domanda: “Cosa può fare lo studente con ciò che gli ho insegnato oggi?”, in modo tale che la scuola torni uno spazio in cui gli studenti percepiscono che vale davvero la pena esserci, creando esperienze di apprendimento realmente significative ai loro occhi. In secondo luogo, continuare a ricercare e riflettere: poiché non esistono strategie o metodologie efficaci in assoluto, è fondamentale sfruttare la grande ricchezza di evidenze a disposizione (osservazioni, documentazione, valutazioni, rav, invalsi…) per orientare le scelte nelle direzioni maggiormente utili a promuovere il fiorire delle potenzialità dei bambini e dei giovani.
I dati richiamano l’attenzione anche sulle assenze e sul rapporto degli studenti con la scuola. Quanto incidono il senso di appartenenza, la qualità delle relazioni e la partecipazione alla vita della classe sui processi di apprendimento?
Molto! Benché il 72% delle studentesse e degli studenti concordi sull’essere incuriosito da molte cose diverse – percentuale in calo di 5,7 punti rispetto alla precedente rilevazione – a fronte di una media Ocse del 22%, il 63% circa degli studenti italiani dichiara di aver saltato almeno un giorno di scuola nelle due settimane precedenti la rilevazione. L’elevata incidenza di ritardi e assenze, accanto al peggioramento del clima d’aula e alla riduzione del senso di appartenenza, rivela una fragilità nell’aggancio quotidiano degli studenti alla vita scolastica. La discontinuità della frequenza non si traduce soltanto in una perdita di ore di lezione, ma in un crescente rischio di dispersione scolastica, considerando che la sicurezza emotiva che deriva dal sentirsi parte di una comunità favorisce la motivazione e lo sviluppo di una mentalità orientata alla crescita.
Il rapporto segnala difficoltà nella risoluzione di problemi in ambiente digitale, mentre l’ia entra sempre più spesso nelle attività di studio. Come deve cambiare la formazione iniziale degli insegnanti per integrare questi strumenti con consapevolezza pedagogica e capacità critica?
Nel 2025 le studentesse e gli studenti hanno riferito di utilizzare i dispositivi digitali a scuola una media di 2 ore al giorno per attività di apprendimento e una media di 1,5 ore per attività ricreative. Il 47% degli studenti ha inoltre dichiarato di utilizzare chatbot basati sull’ia. Fra le attività principali vi è lo svolgimento di ricerche preliminari su nuovi argomenti (39%), la sintesi di testi da leggere (36%) e l’elaborazione di testi per compiti di scrittura (30%). Considerando che la presenza di distrazioni legate all’utilizzo di risorse digitali durante le lezioni – dichiarata dal 37% degli studenti – è correlata ad un punteggio in scienze inferiore di 13 punti rispetto agli studenti che non riportano tali distrazioni, è forse opportuno sottolineare come non serva tanto un divieto assoluto del digitale a scuola, quanto un utilizzo mirato, come evidenziato invece dalla letteratura scientifica. Ed è proprio su questo che gli insegnanti possono e devono formarsi, ovvero su come utilizzare le tecnologie, come qualunque altra metodologia o strumento didattico, per supportare l’apprendimento degli studenti.
Domande a Ubaldo Pernigo
Professor Pernigo, i risultati mostrano che in matematica l’Italia resta vicina alla media Ocse, ma registra un arretramento rispetto al 2018 e una quota contenuta di studenti ai livelli più elevati. Nella sua esperienza, quali difficoltà incontra più spesso chi studia matematica e quali pratiche didattiche aiutano a costruire un ragionamento solido?
Oggi si riscontra una lettura meno attenta con ripercussioni sulla comprensione dei problemi così come spesso la focalizzazione è sul risultato e sulla ricerca della ricerca della formula o della regola da applicare ne consegue, inoltre, che si rilevano difficoltà nel passaggio dal testo alla formalizzazione matematica. La didattica per questo a focalizzata meno sulla ripetitività dell’esercizio. Serve spendere tempo sulla reale comprensione di un problema, individuandone le informazioni e sul proporre strategie risolutive. Serve un lavoro più lento, meno “frontale” con l’applicazione di nuove metodologie didattiche e di lavoro, lavorando sul passaggio dal testo espresso in linguaggio naturale alla rappresentazione matematica o geometrica. Le nuove indicazioni 2025 indicano nel laboratorio di matematica, nella cura del percorso storico e nelle opportunità offerte dalle nuove tecnologie una via da percorrere. Serve alternare esercizi e attività alla discussione. L’esercizio serve a consolidare le procedure, ma il confronto tra pari, la capacità di giustificare e argomentare e di utilizzare diverse forme di rappresentazione servono a trasformarle in comprensione. Nello stesso modo l’errore deve essere visto come parte del percorso di apprendimento e non come fallimento dell’allievo. Un ruolo non secondario lo riveste la famiglia con l’interesse che questa mostra su quanto avviene a scuola ogni giorno. Aspetto anche questo messo in luce dal rilevamento Ocse Pisa.
Calcolatrici, applicazioni, piattaforme e strumenti di ia possono sostenere lo studio, ma anche favorire un uso passivo delle procedure. Come può un insegnante impiegarli senza rinunciare alla comprensione, all’argomentazione e alla verifica autonoma dei risultati?
L’uso della calcolatrice e degli strumenti offerti dalla tecnologia non sono da bandire, ma serve spostare il focus su quando e su come utilizzarli. La lettura attenta dei quesiti identificandone gli elementi chiave, la capacità di ragionamento, di produrre stime e previsioni sui risultati e di problem solving sono prerequisiti richiesti per un corretto uso della tecnologia. Nel dominio della lettura – considerato quanto emerge dall’Indagine Pisa – occorre aiutare le allieve e gli allievi a valutare le informazioni, a integrare i contenuti provenienti da più fonti e a riflettere criticamente su ciò che si legge o si ottiene usando l’ia. La comprensione dei testi ha, infatti, un ruolo chiave sia in matematica sia nell’uso dell’intelligenza artificiale e su questo non sempre si lavora in modo adeguato. Le docenti e i docenti hanno, inoltre, un ruolo fondamentale nel guidare a un uso consapevole e critico dei risultati ottenuti con l’ia. Serve spostare il focus dal risultato al processo. Serve che le alunne e gli alunni siano guidati a non limitarsi al risultato ma che siano in grado di dettagliare il processo e chiarirne la logica e il ragionamento. Se la tecnologia fornisce rapidamente il risultato, il compito può diventare la ricerca di un altro modo per arrivare allo stesso risultato. Senza un lavoro in questo senso avremo risultati corretti ma assenza di apprendimento e consolidamento.
SM
























