“Cambiando verso significa dare continuità all’impegno assunto: verificare i risultati, affrontare gli ostacoli e prendere le decisioni necessarie”. Con queste parole la rettrice Chiara Leardini ha aperto la relazione per l’inaugurazione del 44° anno accademico dell’Università di Verona, dedicata alla presentazione delle nuove progettualità dell’ateneo. “Il futuro del nostro territorio non è già scritto. Per costruirlo dobbiamo partire da ciò che desideriamo e adottare le scelte necessarie per renderlo possibile. Questo per creare le condizioni perché studentesse e studenti, ricercatrici e ricercatori possano scegliere Verona per arrivare, restare o tornare”.
La cerimonia si è svolta giovedì 5 novembre nell’aula magna del Polo Zanotto. Dopo l’intervento della rettrice sono intervenuti il presidente della Camera dei deputati Lorenzo Fontana, il presidente della Regione del Veneto Alberto Stefani e il sindaco di Verona Damiano Tommasi.
“La conoscenza e il ragionamento costruiscono il futuro e sono un’ ‘arma’ potentissima per combattere molti dei mali del mondo – ha dichiarato il presidente della Camera dei deputati Lorenzo Fontana -. Nell’università si sviluppano questi strumenti: per questo è fondamentale valorizzare e sostenere sempre più gli atenei e la ricerca. Lo studio è una risorsa preziosa per sé e per gli altri. Sono felice dei tanti progetti che sta portando avanti l’Università di Verona, alla quale sono profondamente legato. La sua crescita è un bene per la nostra comunità. Grazie a quanti si impegnano per questo. I migliori auguri di buon anno accademico a studenti e docenti”.
“L’inaugurazione del 44° anno accademico dell’Università di Verona rappresenta un’occasione per celebrare il più giovane degli atenei veneti, una realtà che si distingue per la qualità della didattica e contribuisce all’eccellenza del sistema universitario regionale – ha detto Alberto Stefani, presidente della Regione del Veneto -. Rivolgo i miei migliori auguri alla rettrice Chiara Leardini, agli studenti, al corpo docente e a tutto il personale amministrativo, tecnico e di servizio, ringraziando ciascuno per l’impegno e la professionalità con cui contribuisce ogni giorno alla crescita e al prestigio dell’Ateneo. Agli studenti, in particolare, voglio assicurare il massimo impegno dell’amministrazione regionale affinché possano trovare in Veneto opportunità concrete per valorizzare il proprio percorso di studi e costruire il proprio futuro. Il nostro sistema economico e sociale ha bisogno del loro talento ed è proprio con questo obiettivo che, nei giorni scorsi, abbiamo siglato un protocollo con le università del territorio, mettendo a disposizione 30 milioni di euro per rendere la nostra regione sempre più attrattiva per studenti, ricercatori e neolaureati, favorendo al tempo stesso le condizioni per scegliere di rimanere o tornare in Veneto, promuovendo anche dottorati industriali presso le aziende più innovative. L’Università di Verona riveste un ruolo strategico in questo progetto, che sono certo darà risultati importanti “
“Il rapporto con l’università è per noi un rapporto privilegiato: l’università ci stimola e noi stimoliamo l’università – ha spiegato il sindaco di Verona Damiano Tommasi-. Dobbiamo smettere di raccontare i giovani solo attraverso i problemi, perché nelle nostre scuole e nei nostri atenei abbiamo ricchezze straordinarie. E se dobbiamo parlare di difesa, l’investimento migliore è nella cultura e nelle competenze. Noi adulti e le istituzioni dobbiamo avere il coraggio di aprire la porta e lasciare spazio ai giovani. Il nostro compito è preparare il terreno, con servizi, opportunità e una qualità della vita all’altezza delle nostre eccellenze. Buon anno accademico a tutti: mi auguro che Verona sia la casa dei vostri sogni”.
“Dobbiamo rendere altrettanto concreta la possibilità di scegliere Verona”, ha detto Leardini. La scelta, ha aggiunto, dipende dalla qualità del lavoro e dal riconoscimento delle competenze, ma anche dalle condizioni della vita quotidiana: “Trovare casa, curarsi, muoversi, accedere ai servizi e sentirsi parte della comunità che ha fiducia nel futuro”.
Per tradurre questo obiettivo in azioni, la rettrice ha richiamato l’Agenda territori attrattivi, nata dal programma di mandato e collegata al Piano strategico. “Il Piano prevede 77 milioni di euro di investimenti nel triennio 2026/2028, di cui oltre 33 milioni destinati alla ricerca”, ha ricordato. L’Agenda chiama fondazioni, imprese, istituzioni e cittadinanza a contribuire con risorse e progetti aggiuntivi. “Una strategia unitaria, tre linee di intervento: Student talent, Research talent e CampusUnivr, formazione, ricerca e qualità della vita universitaria”, ha spiegato la rettrice.
La prima linea, Student talent, riguarda chi studia: “L’Università di Verona accoglie oggi oltre trentamila persone che hanno scelto di affidarle una parte importante della propria formazione”, ha detto. L’ateneo offre 101 corsi di laurea e forma circa 6.000 laureate e laureati ogni anno. Secondo la classifica Censis 2026/2027, l’Università di Verona è all’11° posto tra gli atenei statali di grandi dimensioni e al primo posto nell’indicatore dell’occupabilità dei laureati. Il rapporto AlmaLaurea 2026 rileva che, a cinque anni dal titolo, lavora il 96,9% dei laureati magistrali.
Research talent punta sulle nuove generazioni della ricerca. Nell’ultimo quinquennio l’ateneo ha vinto 600 progetti competitivi europei e nazionali. “La programmazione approvata prevede 78 posizioni da ricercatore nel triennio; a regime, il piano potrà arrivare ad almeno 100 posizioni”, ha spiegato Leardini. “Alla fine, l’investimento sarà di circa 40 milioni di euro per l’innovazione e la ricerca di personale altamente qualificato”. Per sostenere il percorso di dottorato, “accanto all’aumento di 100 euro netti mensili della borsa, è già prevista da quest’anno accademico l’esenzione dal contributo annuale di iscrizione di 250 euro”. Inoltre, sempre nell’ambito della ricerca, è stato istituito il fondo “Curiosity driven”. “La libertà della ricerca comprende anche la possibilità di seguire un’idea senza dover dimostrare subito una ricaduta pratica – ha spiegato la rettrice – È la ricerca guidata dalla curiosità. Richiede tempo, rigore e fiducia. Da una scoperta di oggi potranno nascere anche a distanza di anni ricadute in ambito medico sanitario, tecnologico e sociale”
La terza linea, CampusUnivr, riguarda i luoghi e la qualità della vita universitaria. Tra le azioni ci sono le Agorà per la comunità studentesca, Campus Living a Ca’ Vignal, una International house e il lavoro con l’Azienda regionale per il diritto allo studio universitario (Esu), la Regione, il Comune e altri partner per ampliare l’offerta abitativa. “Oggi possiamo già contare su quasi mille posti letto a prezzi calmierati. Perché la possibilità di studiare e fare ricerca a Verona dipende anche dalla possibilità concreta di viverci”.
L’Agenda, ha precisato la rettrice, richiede un impegno condiviso con il territorio. Leardini ha annunciato la piattaforma “Sostieni Univr”, attraverso cui “chi lo desidera potrà contribuire, anche con piccole donazioni, a una linea o a un progetto specifico”.
Un altro passaggio della relazione ha riguardato il Graduation day del 7 maggio 2027 in Arena. “Sarà un’occasione per rendere visibile questo legame. Vogliamo far incontrare i simboli millenari di Verona con la conoscenza che costruisce il suo futuro. Le laureate e i laureati sono parte del futuro di questa città”, ha detto la rettrice. Per l’evento sono attese circa 3700 laureate e laureati; con le famiglie, le rappresentanze istituzionali e la comunità universitaria, la partecipazione complessiva è stimata in circa 11 mila persone. Leardini ha ricordato anche le 98 nuove dottoresse e i nuovi dottori di ricerca celebrati in città il 25 settembre. “Il nostro compito è fare in modo che quel giorno sia un inizio”, ha concluso, prima di affidare alla comunità l’invito: “Cambiando verso, insieme”.
A tenere la lectio magistralis è stata Francesca Dominici, docente di biostatistica alla Harvard T.H. Chan school of public health e direttrice della Harvard data science initiative. Tra le maggiori esperte nell’applicazione della statistica e dei dati alla salute pubblica, studia gli effetti dell’inquinamento atmosferico e il modo in cui le evidenze scientifiche possono orientare le politiche ambientali. Nella lezione “Conoscere per decidere. Dall’evidenza scientifica alle decisioni che generano impatto”, ha illustrato il passaggio dai dati alle decisioni pubbliche, il ruolo delle prove scientifiche e l’impatto ambientale degli investimenti tecnologici, dai consumi energetici alle emissioni e all’uso dell’acqua. Tra gli esempi presentati, uno studio sui dati di circa 68 milioni di beneficiari Medicare negli Stati Uniti, raccolti tra il 2000 e il 2016. Il gruppo di ricerca ha applicato cinque metodi di analisi statistica per valutare se il particolato fine avesse un effetto diretto sulla mortalità. I risultati indicano che una riduzione di 10 microgrammi per metro cubo di Pm2,5 è associata a una diminuzione del 6–7% dei decessi. La lezione ha esaminato anche l’impatto dei centri dati per l’intelligenza artificiale. Per gli impianti di grandi dimensioni negli Stati Uniti, le stime illustrate indicano circa 45 milioni di tonnellate di anidride carbonica e 300 miliardi di litri d’acqua consumati ogni anno; il 75% dell’impronta idrica è legato alla produzione dell’elettricità. Le evidenze, ha spiegato Dominici, possono aiutare a orientare le scelte sulla localizzazione degli impianti, sulle fonti energetiche e sulle risorse idriche.
Cecilia Sideri, ricercatrice del dipartimento di Culture e civiltà dell’Università di Verona, ha presentato “Annotare e ricercare”, il progetto MapNot dedicato ai notabilia, le annotazioni marginali usate dai lettori umanisti per individuare e organizzare le informazioni nei testi. Lo studio analizzerà oltre 3.000 manoscritti, incunaboli e cinquecentine, con un gruppo di sette ricercatrici e ricercatori. Il progetto, finanziato dal Fondo italiano per la scienza con oltre 1.300.00 euro per il periodo febbraio 2026–gennaio 2029, studia come queste pratiche abbiano contribuito allo sviluppo degli indici e di strumenti per la ricerca delle informazioni.
La parola è poi passata alle rappresentanze della comunità accademica, con gli interventi della presidente del Consiglio studentesco, Irene Lupi che ha ricordato l’importanza del diritto allo studio, e del rappresentante del personale tecnico-amministrativo, Alberto Maria Arena Agostino.
“Dietro ogni risultato dell’Università esiste il lavoro di persone lontane dai riflettori, ma senza le quali quei riflettori non si accenderebbero nemmeno – ha commentato Alberto Maria Arena Agostino, rappresentante del personale tecnico-amministrativo –. La vera sfida dei prossimi anni sarà trasformare il ricambio generazionale in continuità, valorizzando competenze, esperienza e talenti, affinché le nuove generazioni possano scegliere l’Università non solo come luogo di lavoro, ma come luogo in cui costruire il proprio futuro professionale”.
La cerimonia si è conclusa con la dichiarazione ufficiale di apertura del 44° anno accademico 2026/2027 da parte della rettrice, il “Gaudeamus igitur” eseguito dal coro dell’Università di Verona e il brindisi conclusivo.
Sara Mauroner




























