Un incontro che ha saputo intrecciare corpo, comunità e diritti culturali per ripensare e approfondire l’accessibilità e l’inclusione nel contesto artistico, performativo e sportivo. È stato questo il cuore della tavola rotonda “Tracce vive”, che si è svolta il 6 marzo al Teatro Camploy di Verona, aprendo ufficialmente il programma di eventi organizzato dal progetto Il Sesto Cerchio in occasione dei Giochi Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026.
L’iniziativa, promossa dall’associazione culturale Zebra impresa sociale Ets con il patrocinio del Dipartimento di Neuroscienze, Biomedicina e Movimento dell’Università di Verona, rientra nell’ambito della Cultural Olympiad, in collaborazione con il Comune di Verona e con il supporto di Cariverona e Magis S.p.A. L’obiettivo dell’evento è stato di mostrare come i Giochi Olimpici e Paralimpici, pur essendo eventi sportivi di portata internazionale, possano diventare occasioni di riflessione pubblica su salute, benessere, corpo e comunità.
L’incontro è stato aperto dai saluti istituzionali dell’assessora Marta Ugolini del Comune di Verona e di Chiara Frigo, cofondatrice de Il Sesto. La moderazione della tavola rotonda è stata affidata a Marco Cambiaghi, docente di Fisiologia all’Università di Verona, che ha guidato un vivace confronto con le esperte partecipanti: Michela Rimondini, delegata per il benessere organizzativo della comunità universitaria e docente di Psicologia Clinica, e Marialuisa Gandolfi, docente di Medicina Fisica e Riabilitativa.
Le due docenti hanno esplorato, in modo interdisciplinare, il concetto di benessere comune, mettendo in luce l’importanza della partecipazione collettiva nella costruzione della salute. Hanno discusso della salute come un processo relazionale, che si sviluppa all’interno della comunità e che non può essere separato dal contesto sociale, culturale e territoriale. Questo spazio di dialogo ha permesso di connettere la ricerca scientifica con le pratiche artistiche, proponendo una visione di benessere che va oltre il semplice trattamento medico, includendo la dimensione culturale e comunitaria.
“Tracce vive – hanno spiegato gli organizzatori – non si limita al solo incontro del 6 marzo. L’obiettivo è portare questa riflessione in azioni concrete, integrando le pratiche artistiche con il territorio. In questa prospettiva, Il Sesto Cerchio attiverà due momenti di ‘sci clubbing’, ovvero interventi performativi da realizzare all’interno degli spazi universitari e ospedalieri, per diffondere il linguaggio artistico in luoghi simbolo della formazione, della cura e della ricerca.”
La prima di queste azioni si terrà giovedì 23 aprile al Polo Santa Marta dell’Università di Verona, dove gli spazi universitari saranno coinvolti in un intervento performativo che intende ridefinire l’atmosfera accademica, non solo come luogo di trasmissione del sapere, ma come un ecosistema relazionale. Il ciclo di eventi si concluderà giovedì 14 maggio al Parco Aoui di Borgo Roma, con un’azione performativa che si terrà all’interno di un contesto ospedaliero. Questo finale segnerà l’integrazione della riflessione sul benessere fisico e mentale in un contesto comunitario, per promuovere una visione della salute che va oltre il singolo atto clinico, abbracciando la dimensione corporea, comunitaria e immaginativa.
Sara Mauroner



























