L’Università di Verona ha accolto, nella serata del 20 maggio, la rappresentazione teatrale di “Lea e le Eumenidi, donne contro la vendetta del sangue”. Lo spettacolo, scritto da Anna Rapisarda e diretto da Enzo Rapisarda, è stato introdotto da Michela Rimondini, delegata della rettrice al Benessere, e Cecilia Pedrazza Gorlero, docente del dipartimento di Scienze giuridiche, promotrici dell’evento.
L’attività è stata un momento di riflessione pubblica sui temi della lotta alle mafie, della giustizia e della violenza di genere. In particolare, questo progetto è stato possibile grazie al prezioso contributo del Consiglio studentesco, ed è rivolto anche a studentesse e studenti dell’ateneo, per sensibilizzare tutti i giovani ai temi della lotta alle mafie e alla criminalità.
Al centro dell’opera c’era la figura di Lea Garofalo, testimone di giustizia uccisa dalla ’ndrangheta dopo aver denunciato il sistema criminale della propria famiglia. Attraverso un intenso dialogo tra teatro classico e contemporaneo, il testo voleva mettere in parallelo la vicenda di Lea e della figlia Denise con “Le Eumenidi” di Eschilo, facendo un richiamo nel passaggio dalla vendetta privata allo Stato di diritto.
“In questa rappresentazione teatrale si è parlato del benessere sia collettivo che personale. Infatti il teatro riesce a mettere in contatto le persone con le proprie emozioni, sviluppando una maggiore consapevolezza e autenticità nei rapporti con gli altri. – ha dichiarato Michela Rimondini – Tramite la vicenda di Lea Garofolo emerge l’importanza di avere il coraggio di scegluere il bene comune anche se questo potrebbe comportare a scontrarsi contro persone o ambienti a cui si è legati. Il messaggio che si vuole trasmette al pubblico è quello di costruire una società basata su fiducia e rispetto reciproco.”
Il progetto, è stato realizzato con il contributo di Confprofessioni e ha ottenuto il patrocinio di Regione Veneto, Avviso Pubblico, Associazione Nazionale Polizia di Stato e degli Ordini professionali veronesi di avvocati, commercialisti e ingegneri.
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