Psicofarmaci come antidepressivi e benzodiazepine, statine, diuretici e inibitori di pompa protonica (gastroprotettori) rientrano tra le categorie di farmaci maggiormente eliminati o ridotti per i pazienti in politerapia.
Continua l’attività di Medication review e deprescribing in Azienda ospedaliera, iniziata nel 2024 con il progetto pilota di revisione dei trattamenti farmacologici, con il coordinamento di Gianluca Trifirò, direttore della sezione di Farmacologia dell’Università di Verona, e con il coinvolgimento dell’Unità operativa complessa (Uoc) di Geriatria B, diretta da Mauro Zamboni e dell’Uoc Medicina Interna C, diretta prima da Pietro Minuz ed ora da Luca Dalle Carbonare, docenti dell’Università di Verona. Quest’anno l’attività si è ampliata, includendo le Uoc Medicina d’urgenza, diretta dal docente Domenico Girelli, e Medicina generale B, diretta dalla docente Simonetta Friso.
Valore assistenziale della gestione polifarmacoterapie. Nella fascia d’età over 65, circa il 30% dei pazienti assume quotidianamente 10 o più farmaci. Questa condizione, definita politerapia farmacologica, espone il soggetto a un elevato rischio di eventi clinici avversi, tra cui interazioni farmacologiche e reazioni indesiderate ai farmaci. Perciò, il progetto veronese ha studiato e dimostrato come la revisione periodica delle terapie e la sospensione di farmaci potenzialmente inappropriati o innecessari in ospedale giochino un ruolo fondamentale nella tutela dei pazienti anziani e fragili. I dati dei primi 100 pazienti con un’età media di 85 anni presi in esame per il progetto pilota documentano l’impatto positivo della rivalutazione delle terapie farmacologiche: in concreto, sono stati sospesi circa quattro farmaci inappropriati per paziente.
Risparmi per il Ssn. Non solo un risparmio per il paziente stesso, ma al miglioramento delle cure si accompagna una significativa sostenibilità economica per il Sistema sanitario nazionale: di 60 mila euro è il risparmio annuo dei primi 100 pazienti valutati. Un beneficio che potrebbe essere di gran lunga superiore considerando anche la riduzione delle ri-ospedalizzazioni correlate alle reazioni avverse ai farmaci, contribuendo così a una gestione più efficiente delle risorse sanitarie.
IA per il deprescribing. Dalla collaborazione dei farmacologi clinici di Aoui Verona e degli informatici della sezione di farmacologia dell’Università di Verona è nato lo spin-off accademico Inspire, specializzato in big data analytics e strumenti digitali per la sanità. Inspire ha sviluppato l’innovativo software Pina (Prescribing inappropriateness assessment), basato su algoritmi di intelligenza artificiale, che supporta i farmacologi clinici con valutazioni semi-automatiche di parametri di appropriatezza prescrittiva. La piattaforma raccoglie i dati clinici e farmacologici in modo organizzato per facilitare l’accesso alle fonti utili per la revisione medica, contribuendo a rendere gli interventi clinici più tempestivi, precisi ed efficaci.
Ricerca e corso di formazione. Il Ministero della Salute ha riconosciuto il valore dell’attività di ricerca scientifica finanziando lo studio che valuterà l’efficacia e la sostenibilità di questi servizi di medication review e deprescribing contribuendo alla diffusione di modelli organizzativi avanzati in ambito ospedaliero. Il progetto è coordinato dal docente Gianluca Trifirò, in collaborazione con la docente Elena Zoico dell’Uoc Geriatria B dell’Aoui Verona, con l’Irccs Azienda ospedaliera universitaria di Bologna e con la Fondazione policlinico universitario Agostino Gemelli Irccs. Insieme a loro collaborerà il team multidisciplinare di farmacologi clinici, geriatri e internisti che due anni fa ha avviato il primo servizio ospedaliero italiano in questo campo. Con l’obbiettivo di diffondere questo approccio, l’Università di Verona ha organizzato il corso di perfezionamento “Medication review e deprescribing”. La formazione, della durata 9 mesi, ha registrato la partecipazione di circa 70 professionisti sanitari, tra cui medici, farmacisti e infermieri provenienti da tutta Italia, ora pronti a trasferire le competenze acquisite ai rispettivi contesti ospedalieri e territoriali.
Convegno a Verona 24-25 giugno. Organizzato dall’Università di Verona con responsabile scientifico il docente Trifirò, il convegno “Medication review e deprescribing come strategia di ottimizzazione delle polifarmacoterapie” ha riunito gli esperti italiani a Verona per condividere i risultati raccolti fino ad ora e discutere su ottimizzazione delle polifarmacoterapie, diffusione di modelli tecnologici ed innovativi, ricerca e formazione dei professionisti sanitari. Nella faculty presenti anche le docenti e i docenti Luca Giuseppe Dalle Carbonare, direttore Uoc Medicina generale C, Simonetta Friso, direttrice Uoc Medicina generale B, Domenico Girelli, direttore Uoc Medicina d’urgenza, Mauro Zamboni, direttore Uoc Geriatria B.
“La nostra attività di medication review è punto di riferimento nazionale perché questo specifico servizio ospedaliero è unico in Italia. Dall’avvio, in Aoui è stato esteso in altri reparti e può essere allargato anche ad altre strutture sanitarie e al territorio – ha dichiarato Gianluca Trifirò, docente di Farmacologia e farmacologo medico del Servizio farmacologia Aoui -. I risultati di questi due anni hanno confermato l’utilità, sia in termini di benefici per il paziente sia dal punto di vista della sostenibilità economica con risparmi importanti per il Sistema sanitario nazionale. Il naturale potenziamento dell’attività sarà supportato dal finanziamento del ministero della Salute che permetterà di validare strumenti di intelligenza artificiale per la revisione delle terapie farmacologiche, aprendo così una nuova fase di sviluppo. Nuovi modelli organizzativi dovranno essere considerati per l’implementazione di servizi di medication review e deprescribing in differenti setting assistenziali”.
EI
con il contributo dell’ufficio stampa Aoui di Verona

























