Il Centro Ricerche Cliniche di Verona rafforza il proprio impegno nella ricerca oncologica traslazionale con l’avvio di cinque nuovi studi clinici dedicati agli inibitori di KRAS, una delle strategie terapeutiche più promettenti per il trattamento del tumore del pancreas.
I protocolli, che coinvolgeranno pazienti selezionati sulla base delle caratteristiche molecolari della malattia, valuteranno l’efficacia e la sicurezza di nuove molecole a bersaglio specifico, tra cui daraxonrasib e altri inibitori di nuova generazione diretti contro KRAS G12D, in pazienti con tumore pancreatico di nuova diagnosi, sia in fase operabile sia in fase avanzata.
Le mutazioni del gene KRAS rappresentano infatti una delle alterazioni genetiche più frequenti nel carcinoma pancreatico e uno dei principali obiettivi della ricerca farmacologica contemporanea. L’obiettivo degli studi è accelerare lo sviluppo di terapie personalizzate capaci di intervenire sui meccanismi molecolari che guidano la crescita tumorale.
“L’attivazione di cinque studi clinici dedicati agli inibitori di KRAS rappresenta un risultato di grande rilievo per il nostro Centro e conferma la capacità di Verona di attrarre programmi di ricerca altamente innovativi – afferma Stefano Milleri, direttore del Centro ricerche cliniche di Verona – Questi studi sono il risultato di un modello che integra ricerca, assistenza e sperimentazione clinica, con l’obiettivo di offrire ai pazienti nuove opportunità terapeutiche”.
“Le mutazioni di KRAS sono tra le più comuni nel tumore del pancreas e rappresentano oggi uno dei bersagli più interessanti per lo sviluppo di nuove cure – dichiara Davide Melisi, Principal Investigator degli studi e docente di Oncologia medica all’Università di Verona – Dopo i risultati ottenuti da daraxonrasib nei pazienti già trattati con chemioterapia, l’avvio di questi protocolli apre una nuova fase della ricerca, portando queste strategie anche nelle fasi più precoci della malattia, con l’obiettivo di migliorare le prospettive terapeutiche”.
Il primo studio prenderà avvio all’inizio di luglio e sarà rivolto ai pazienti sottoposti a intervento chirurgico, con l’obiettivo di ridurre il rischio di recidiva della malattia.
“Si tratta di un passaggio particolarmente significativo anche alla luce del ruolo storico di Verona nello sviluppo della chirurgia pancreatica in Italia – sottolinea Melisi – Nei mesi successivi saranno inoltre attivati nuovi protocolli dedicati a pazienti con tumore pancreatico non operabile di nuova diagnosi, ampliando ulteriormente l’accesso a strategie terapeutiche innovative”.
Con questa nuova iniziativa, il Centro ricerche cliniche di Verona consolida il proprio ruolo di riferimento nella sperimentazione clinica oncologica e nella ricerca traslazionale sul tumore del pancreas, mettendo in rete competenze cliniche, biologiche e molecolari per accelerare il trasferimento delle scoperte scientifiche nella cura dei pazienti.
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