C’è chi sogna una spiaggia tropicale, chi non vede l’ora di passeggiare tra le vie di una capitale europea e chi ha già prenotato un’avventura dall’altra parte del mondo. Qualunque sia la meta, una cosa è certa: quando si viaggia, riuscire a comunicare può trasformare completamente l’esperienza. Se l’inglese continua a essere la lingua franca del turismo internazionale, non sempre è sufficiente per comunicare con facilità in ogni destinazione. In molte aree del mondo conoscere anche solo alcune espressioni nella lingua locale può fare la differenza, facilitando gli spostamenti, favorendo l’incontro con le persone e rendendo l’esperienza di viaggio più immersiva e autentica.
QQQuali sono oggi le lingue più utili da imparare per chi ama viaggiare? E quali destinazioni internazionali attirano il maggior numero di viaggiatori?
Abbiamo avuto modo di parlarne con Elisa Sartor, docente del dipartimento di Lingue e letterature straniere e referente per Lingua spagnola al Cla, per capire quali competenze linguistiche possono rivelarsi più preziose e come l’evoluzione dei flussi turistici stia influenzando il valore delle lingue nel mondo contemporaneo.
Negli ultimi anni le mete di viaggio si sono moltiplicate e sempre più turisti scelgono destinazioni al di fuori dei classici itinerari europei. Secondo lei, questo sta cambiando anche le lingue che vale la pena imparare?
Direi che vale la pena imparare le lingue per il loro valore intrinseco e per la possibilità che offrono di avvicinarsi alla cultura attraverso i libri, il cinema, il dialogo e le tradizioni; la popolarità delle mete di viaggio è un fenomeno che può essere influenzato anche da mode passeggere. Dopo questa premessa, il mio invito è di studiare le lingue con passione e di essere aperti al confronto con le altre culture, sia quelle più vicine e familiari, come quelle dell’Europa centro-occidentale, sia quelle più lontane e percepite come “esotiche”, dall’Europa orientale all’Asia fino all’Africa.
Molti viaggiatori si affidano alle app di traduzione per comunicare durante le vacanze. Quanto è ancora importante conoscere una lingua straniera quando si visita un altro Paese?
Personalmente, non uso le app di traduzione durante le vacanze. Mi è capitato di viaggiare in Paesi di cui non conosco la lingua e parte dell’avventura consiste proprio nell’affrontare delle nuove sfide ogni giorno, come decifrare un menù a Sofia o comprare un biglietto del treno da Belgrado a Novi Sad. A volte sottovalutiamo il fatto che molte persone nei luoghi che visitiamo parlano a loro volta delle lingue straniere, quindi è decisamente utile (e divertente) conoscerne più di una e cercare una lingua in comune. Ricordo, ad esempio, di aver potuto parlare tedesco in varie occasioni in Polonia e spagnolo in Macedonia del Nord. Senza contare che una buona conoscenza dell’inglese aiuta moltissimo a destreggiarsi in quasi tutte le situazioni, dall’aeroporto alla visita al museo.
Viaggiare significa anche entrare in contatto con culture diverse e instaurare relazioni con le persone del luogo. Quanto può fare la differenza conoscere, almeno in parte, la lingua del Paese che si visita?
Sicuramente conoscere la lingua locale aiuta a vivere il viaggio in modo più rilassato, sapendo di poter interagire con le persone del luogo e di poter approfondire gli aspetti culturali del paese, ad esempio, andando a teatro o partecipando a festival artistici o musicali. Ma non è detto che il viaggio non possa essere altrettanto coinvolgente quando ci troviamo di fronte a una lingua a noi totalmente sconosciuta, magari con un sistema di scrittura diverso dall’alfabeto latino, come il russo o il cinese: in questi casi, è utile imparare almeno qualche convenevole per poter salutare e ringraziare nella lingua locale. Per esperienza personale, rivolgersi alle persone del luogo nella loro lingua e dimostrarsi aperti alla comunicazione permette di sperimentare degli scambi personali molto più arricchenti.
Le vacanze rappresentano spesso l’occasione per mettersi alla prova in contesti internazionali e confrontarsi con persone provenienti da tutto il mondo. Quali lingue, oltre all’inglese, ritiene che acquisiranno sempre più importanza per chi ama viaggiare nei prossimi anni?
In questa risposta sarò sicuramente di parte, dato che la lingua di cui mi occupo, lo spagnolo, è parlata da più di 630 milioni di persone al mondo tra madrelingua e discenti: con lo spagnolo, si può comunicare non solo in Europa, in America Latina e nei Caraibi, ma anche negli Stati Uniti, dove è parlato o studiato da oltre 40 milioni di persone. Anche il francese apre numerose prospettive per i viaggiatori curiosi: non dimentichiamoci infatti che la Francia si estende al di fuori del nostro continente, comprendendo le isole antillane di Martinica e Guadalupa, La Réunion nell’Oceano Indiano, la Nuova Caledonia e parte della Polinesia nell’Oceano Pacifico. Inoltre, il francese è lingua coufficiale in Canada e in numerosi paesi dell’Africa. Conoscere queste lingue ci consente di avvicinarci alla storia ricca e complessa di paesi segnati da un passato coloniale, che possiamo esplorare anche grazie alle lingue di mediazione.
EI





























