È possibile percepire la musica non solo attraverso l’udito e averne anche una percezione corporea? La musicoterapia può essere utilizzata in contesti educativi e clinici? Questi sono stati i temi al centro del convegno internazionale “Il corpo che ascolta. Musicoterapia e vibroacustica per la salute e il benessere in contesti educativi e clinici”, che si è tenuto al Conservatorio di musica “Evaristo Felice Dall’Abaco” di Verona.
Sabato 10 ottobre ricercatrici e ricercatori, professionisti della salute e progettisti si sono confrontati sulle tecnologie vibroacustiche e aptiche, che trasmettono la musica anche attraverso il tatto, e sui loro possibili effetti sulla salute e sul benessere. Il suono, infatti, non arriva soltanto all’orecchio: raggiunge la pelle, le ossa e il corpo intero. È su questa dimensione corporea dell’ascolto che si concentra la vibroacustica.
Per l’Università di Verona, il convegno è stato l’occasione per presentare il lavoro condotto nell’ambito del progetto nazionale 4 Challenges 4 Wellbeing 2.0 (Proben2), finanziato dal ministero dell’Università e della ricerca per promuovere il benessere psicofisico della popolazione studentesca. Il progetto, guidato dall’Università di Foggia, riunisce sette istituzioni universitarie e dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica.
A Verona, Proben2 si sviluppa attraverso la collaborazione scientifica tra l’Università e il Conservatorio. Le due istituzioni promuovono e coordinano lo studio Con-Tatto Sonoro – ConSon – nato da un progetto di Silvia Maserati, dottoranda all’Università di Verona e al Conservatorio Dall’Abaco, e condotto insieme al gruppo di ricerca guidato da Valentina Moro, direttrice del dipartimento di Scienze umane dell’ateneo. “Lo studio – spiegano – analizza gli effetti sullo stress di studentesse e studenti dell’Università e del Conservatorio di una forma di musicoterapia recettiva con tecniche vibroacustiche. La musica d’arpa, eseguita dal vivo, viene trasmessa attraverso un lettino sonoro. La ricerca affianca alle misure dello stress le registrazioni psicofisiologiche e considera il ruolo dell’interocezione, cioè la capacità di percepire i segnali che provengono dall’interno del corpo, come il battito cardiaco, il respiro e le sensazioni dello stomaco”.
Il programma ha riunito esperienze di ricerca clinica, tecnologie aptiche e indossabili e progettazione di dispositivi vibroacustici. La giornata, condotta da Stefania Mattiello, si è aperta con i saluti istituzionali e con l’intervento di Lidia Del Piccolo del dipartimento di Neruscienza, biomedicina e movimento dedicato alla cornice scientifica di Proben. Gli interventi al convegno hanno affrontato il benessere delle persone studentesse, le demenze, il Parkinson e il lavoro con bambini con disabilità multiple. Si è discusso anche di accessibilità dell’ascolto musicale e di realtà virtuale. Una tavola rotonda aperta alle domande del pubblico ha concluso il convegno.
SM

























