Cinque giorni di navigazione per trasformare il mare in uno spazio di confronto, ascolto e partecipazione. Si è conclusa a Gaeta l’esperienza dell’Università di Verona a bordo di Nave Italia, il brigantino della Fondazione Tender To Nave Italia Ets, dove studenti, docenti e personale dell’ateneo hanno lavorato insieme alla costruzione della futura Carta Univr per l’inclusione.
Il progetto, dal titolo “Carta Univr per l’inclusione e la valorizzazione delle potenzialità”, ha coinvolto tredici persone della comunità accademica tra studenti, docenti, ricercatori e personale tecnico-amministrativo accomunati da esperienze legate alla disabilità e ai temi dell’inclusione. A supportare il lavoro in navigazione anche un gruppo di circa dieci persone da terra, impegnate in un percorso parallelo di confronto e progettazione condivisa.
Più che un’attività formativa, il viaggio si è trasformato in un vero laboratorio galleggiante. La quotidianità di bordo – tra manovre, turni, attività comuni e momenti di convivenza – è diventata occasione per sperimentare nuove relazioni e superare dinamiche gerarchiche tradizionali. Accanto alla vita marinaresca hanno trovato spazio laboratori narrativi e creativi, oltre a momenti di “mappatura dell’inclusione” dedicati alla raccolta di esperienze, criticità e proposte utili a immaginare un’università sempre più accessibile e partecipata.
L’esperienza si è conclusa venerdì 9 maggio a Gaeta con “Rotte di inclusione – incontro interuniversitario di scambio culturale e scientifico”, ospitato al Castello Angioino di Gaeta.
All’evento organizzato dall’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale hanno partecipato la direttrice generale dell’ateneo scaligero Donatella Marsiglia e rappresentanti della Fondazione Tender To Nave Italia Ets e della Marina Militare. L’incontro è stato dedicato ai temi dell’accessibilità, dell’inclusione e della valorizzazione del patrimonio culturale, con la presentazione di esperienze e progetti sviluppati in ambito universitario.
“Questo viaggio ha rappresentato il punto di partenza di un percorso più ampio, che proseguirà nei prossimi mesi con nuove attività dedicate all’inclusione. – commenta Sara Svaluto Ferro referente della rettrice per l’inclusione – Nel frattempo, l’ateneo sta elaborando i contributi raccolti dai due gruppi per dare forma alla Carta Univr per l’inclusione e la valorizzazione delle potenzialità all’interno della comunità accademica: uno strumento che, accanto all’attenzione per i servizi e al superamento delle barriere fisiche, intende allargare lo sguardo alla dimensione delle relazioni quotidiane. L’obiettivo è promuovere una cultura capace di valorizzare il modo in cui si guarda e si ascolta chi ci sta accanto, insieme a quegli atteggiamenti e a quelle accortezze che spesso restano impliciti, ma che possono fare la differenza, per chiunque”.
Sara Mauroner




































