Sotto la volta della basilica di Sant’Anastasia, l’abbraccio dipinto tra san Francesco e san Domenico ha incontrato le parole con cui Dante celebra i due protagonisti della spiritualità medievale. Arte, poesia e riflessione si sono intrecciate martedì 25 agosto nella Lectura Dantis “Francesco e Domenico in Dante”, uno degli appuntamenti della ventesima edizione della Summer School internazionale in Studi danteschi Ravenna-Verona, in programma dal 22 al 27 agosto 2026.
Inserita nel percorso “Verona, Dante e la sua eredità 1321-2021”, la serata ha accompagnato il pubblico alla scoperta delle figure dei due santi attraverso i versi della Commedia, la storia dell’arte e una riflessione sulla loro eredità spirituale.
A portare i saluti istituzionali dell’Ateneo è stata Maria Clara Rossi, referente della rettrice per la Valorizzazione delle attività culturali. Dopo la riflessione di Domenico Pompili, vescovo di Verona, Tiziana Franco, docente di Storia dell’arte medievale all’Università di Verona, ha approfondito la rappresentazione dell’abbraccio tra Francesco e Domenico raffigurata sulla volta della basilica, a partire dal verso del Paradiso “Due principi ordinò in suo favore”. Giovanna Scardoni ha quindi proposto una lettura del canto XI del Paradiso, incentrata sulla figura di Francesco e sul suo rapporto con la povertà.
La Summer School internazionale in Studi danteschi è un percorso di alta formazione nato dalla collaborazione tra l’Università Cattolica del Sacro Cuore, il Centro dantesco dei Frati minori conventuali e la Biblioteca Classense di Ravenna. La recente partecipazione dell’University of Notre Dame, in Indiana, al comitato scientifico ne ha ulteriormente rafforzato la dimensione internazionale. Da oltre dieci anni anche l’Università di Verona contribuisce al progetto con i propri studiosi e le proprie competenze.
L’appuntamento rientrava inoltre nel programma “Francesco d’Assisi 800 anni dopo. Eventi e intersezioni”, promosso dall’ateneo insieme a numerose istituzioni culturali e religiose della città. La serata ha così confermato il valore della collaborazione tra università e territorio, capace di portare la ricerca fuori dagli spazi accademici e di creare occasioni di conoscenza e dialogo aperte alla comunità.
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