Dalle monete riaffiorano i volti di due imperatori di cui non resta alcun ritratto scultoreo. Li hanno ricostruiti con scansioni tridimensionali e intelligenza artificiale. È uno dei percorsi che i visitatori possono scoprire nella mostra “L’impero romano in 3D: immagini del potere tra antico e moderno, dal marmo al digitale”, inaugurata mercoledì 14 ottobre nella biblioteca centrale Arturo Frinzi. Curata da Dario Calomino, numismatico del dipartimento di Culture e civiltà, l’esposizione dà vita a una plastoteca di arte classica che unisce ricerca archeologica e tecnologie digitali per rileggere i volti simbolo del potere imperiale.
La mostra è il risultato di cinque anni di lavoro di un gruppo di 15 persone. Nasce come vetrina del progetto europeo The Roman Emperor Seen from the Provinces (Resp) e usa la tecnologia 3D e l’intelligenza artificiale (IA) per studiare e ricostruire i volti delle sculture romane.
All’inaugurazione sono state presentate diverse opere realizzate dal gruppo di Calomino. Alcune sono il frutto di un’analisi approfondita dei calchi originali conservati nella storica calcoteca del museo Kunsthalle Tübingen, in Germania. Le riproduzioni delle iscrizioni esposte a Verona saranno invece collocate accanto agli originali nei Musei Capitolini. Hanno portato i saluti istituzionali Paolo De Paolis, direttore del dipartimento di Culture e civiltà; Maria Clara Rossi, referente della rettrice per la valorizzazione delle attività culturali; e Gabriela Costantin, prorettrice alla ricerca dell’Università di Verona.
“Inizialmente avevamo pensato di creare un museo virtuale, per dare alle studentesse e agli studenti la possibilità di accedere alle opere scultoree in modo del tutto nuovo – ha spiegato Calomino. “Da lì è nata l’idea di una plastoteca: riproduzioni stampate e ricostruzioni virtuali realizzate a partire dalle scansioni 3D”.
Tra le opere in mostra spiccano due mezzi busti di imperatori dei quali è noto soltanto un ritratto su moneta. “Sono il fiore all’occhiello della mostra” ha detto Calomino. L’incisione monetale, l’uso dell’Ia e il lavoro di Federico Masi, specialista informatico ed ex studente dell’Università di Verona, hanno permesso di ricostruire i volti dei due imperatori.
L’allestimento permanente nella biblioteca universitaria permette di condividere i risultati della ricerca con la comunità dell’ateneo.
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