L’internazionalizzazione si costruisce anche attraverso relazioni solide e durature con gli atenei partner. In questa prospettiva si inserisce la visita istituzionale di Roberta Facchinetti, direttrice del dipartimento di Lingue e letterature straniere, a Ningbo, in Cina, in occasione delle celebrazioni per il 40° anniversario dell’università, che ha rappresentato un’importante opportunità per rafforzare i rapporti già avviati e aprire nuove prospettive di collaborazione. Tra i risultati della missione, la firma di un addendum all’accordo di mobilità del personale tra il dipartimento di Lingue e letterature straniere di Univr e la School of Humanities and Communication di Ningbo University.
Abbiamo chiesto alla professoressa Facchinetti di raccontarci il valore di questa visita.
L’internazionalizzazione è uno degli assi strategici dell’Università di Verona. In che modo la partecipazione alle celebrazioni per i 40 anni dell’Università di Ningbo ha contribuito a rafforzare la presenza e la visibilità internazionale del nostro Ateneo e a consolidare le relazioni con i partner accademici cinesi?
“Partecipare alle celebrazioni per i quarant’anni dell’Università di Ningbo, su mandato della rettrice, è stata un’importante occasione per rappresentare il nostro Ateneo in un contesto internazionale di alto profilo. L’evento ha riunito oltre 300 rappresentanti delle università partner e ha visto la partecipazione delle autorità cittadine, offrendo un’importante opportunità di confronto e di consolidamento delle relazioni accademiche. Ho avuto inoltre l’opportunità di intervenire al Sino-foreign university presidents’ dialogue, il panel dedicato al governo delle università nell’era dell’intelligenza artificiale. La partecipazione a questi momenti istituzionali, che hanno avuto ampia visibilità anche sui media cinesi, ha contribuito a rafforzare la riconoscibilità dell’Università di Verona nella rete internazionale dei partner. Un segnale significativo è arrivato anche dalla visita all’University history museum, durante la quale la guida ha citato in particolare il nostro Ateneo tra le università partner presenti: un riconoscimento che testimonia la visibilità e il valore delle relazioni costruite nel tempo”.
Durante la visita è stato firmato un addendum all’accordo di mobilità tra la School of humanities and communication di Ningbo e il dipartimento di Lingue e letterature straniere dell’Università di Verona. Quali opportunità concrete si aprono per docenti e ricercatori dei due Atenei e quali ricadute ci si attende sul piano della didattica e della ricerca?
“La firma dell’addendum rappresenta un passo concreto nel consolidamento della collaborazione tra le due università. L’accordo di staff mobility coinvolgerà docenti di entrambe le sedi, favorendo occasioni di scambio sia nell’ambito della didattica sia in quello della ricerca. Si tratta di un’opportunità importante perché consente di sviluppare relazioni accademiche dirette, condividere esperienze e competenze e aprire nuove prospettive di collaborazione scientifica. L’obiettivo è fare in modo che i rapporti internazionali non si esauriscano negli incontri istituzionali, ma si traducano in attività continuative, capaci di arricchire l’offerta formativa e la qualità della ricerca. In questa prospettiva, la mobilità di docenti e ricercatori è uno strumento fondamentale per dare concretezza agli obiettivi di internazionalizzazione del nostro Ateneo”.
A Ningbo ha incontrato quattro studenti veronesi già coinvolti in un percorso di mobilità e ha tenuto una lezione sulle relazioni tra lingua e diplomazia internazionale. Quanto sono importanti queste occasioni di scambio per costruire una comunità universitaria sempre più aperta e internazionale e quali prospettive si possono immaginare per il futuro della collaborazione?
“L’esperienza degli studenti del dipartimento di Lingue a Ningbo va ben oltre la frequenza dei corsi e l’apprendimento della lingua: è una vera e propria immersione nella cultura cinese, che passa attraverso la vita nel campus e fuori, le attività culturali e sportive e la condivisione di tradizioni diverse. Questa esperienza rafforza in me la convinzione che, per costruire un’università realmente internazionale, sia fondamentale non solo promuovere sempre più occasioni di mobilità per studenti, docenti e personale tecnico-amministrativo, ma anche sviluppare un ascolto attivo delle università partner. È importante saper cogliere gli spunti che emergono dai dialoghi, formali e informali, e dalle diverse occasioni di condivisione, lavorando insieme con umiltà, apertura e determinazione. È proprio attraverso questo confronto reciproco che le relazioni internazionali possono consolidarsi e trasformarsi in opportunità concrete di crescita per tutta la comunità accademica”.
Elisa Innocenti































