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Scoperta l’area del cervello anti distrazione

La ricerca pubblicata su “The Journal of Neuroscience”

di univr
25 Febbraio 2016
in Ricerca e innovazione

Si trova nel giro frontale medio di destra la zona del cervello umano che si attiva per evitare le distrazioni durante un compito attenzionale. La scoperta, dal titolo “Orchestrating Proactive and Reactive Mechanisms for Filtering Distracting Information: Brain-Behavior Relationships Revealed by a Mixed-Design fMRI Study”, è stata pubblicata sulla rivista scientifica “The Journal of Neuroscience.

La ricerca è stata condotta da Leonardo Chelazzi, docente di Fisiologia dell’università di Verona, Francesco Marini, attualmente ricercatore post-dottorato alla University of California di San Diego, che ha condotto lo studio nell’ambito del dottorato di ricerca in Neuroscienze cognitive all’università Milano-Bicocca, e da Elise Demeter, Kenneth Roberts e Marty Woldorff della Duke University di Durham. Gli scienziati hanno identificato i meccanismi cerebrali dedicati a filtrare gli stimoli irrilevanti che distraggono le persone e impattano negativamente sulla loro attenzione. Gli scienziatihanno sottoposto 20 volontari a scansione tramite risonanza magnetica funzionale, per misurare l’ossigenazione dell’emoglobina, che aumenta con l’attività cerebrale, durante l’esecuzione di un compito attenzionale. Ai volontari era richiesto di indicare la direzione di una “freccia-target” presentata su uno schermo, spesso con altre “frecce-distrattori”, che, invece, dovevano essere ignorate. Le “frecce-distrattori” potevano avere una direzione compatibile o incompatibile, cioè uguale o diversa, a quella della “freccia-target”. I risultati hanno dimostrato che il cervello umano è in grado di ottimizzare la strategia per affrontare contesti distraenti diversi, con meccanismi specifici in base al tipo di distrattori. “Abbiamo identificato – spiega Chelazzi – una regione del giro frontale medio di destra  che si attiva in maniera preventiva quando vi è un’elevata probabilità di incontrare distrattori incompatibili, mentre si  attiva in maniera reattiva quando i distrattori incompatibili capitano con minore frequenza. Abbiamo, quindi, dimostrato che all’attivazione di questa regione cerebrale corrisponde una minore influenza dei distraenti sul comportamento, indicando così il coinvolgimento cruciale di quest’area nel filtraggio degli stimoli. Il cervello si accende tanto più velocemente e con maggiore forza e precisione quanto più frequenti sono i distrattori in direzione diversa, ovvero quelli più difficili da ignorare”. “Questo studio – prosegue Francesco Marini – chiarisce i meccanismi cerebrali con cui il cervello umano reagisce in modo preventivo a vari tipi di stimoli distraenti, rispondendo in maniera flessibile secondo i diversi tipi di attenzione richiesti dai vari compiti, in modo da attuare comportamenti efficaci ed ottimali. Le potenziali implicazioni di questo studio riguardano tutte le professioni che richiedono la capacità di focalizzare l’attenzione in presenza di fonti distraenti, tra cui piloti, controllori del traffico aereo, fotografi, atleti”.

25.02.2016

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