Un momento di riflessione sul valore della libertà accademica, della ricerca e dei diritti umani nel ricordo di Giulio Regeni. Si è svolto giovedì 7 maggio, al Polo Zanotto dell’Università di Verona, l’incontro “Le Università per la libertà di ricerca. A dieci anni dalla scomparsa di Giulio Regeni”, iniziativa nazionale promossa dalla senatrice a vita Elena Cattaneo per ribadire il diritto allo studio, alla ricerca e alla libera circolazione delle idee.
L’appuntamento veronese ha riunito studenti, docenti, ricercatori e cittadini attorno alla proiezione del documentario “Giulio Regeni – Tutto il male del mondo”, diretto da Simone Manetti e scritto da Emanuele Cava e Matteo Billi. Il film, realizzato dalla Fondazione Elena Cattaneo Ets in collaborazione con Fandango e Ganesh Produzioni, è stato introdotto da un videomessaggio dei genitori di Regeni e dello stesso regista, offrendo ai presenti un momento di forte coinvolgimento umano e civile.
Ad aprire l’incontro sono stati i saluti istituzionali del prorettore Matteo Ballottari. Il dibattito si è poi concentrato sui temi della libertà di studio, di movimento e di ricerca, considerati principi fondamentali del sapere scientifico e accademico.
Nel corso dell’iniziativa sono intervenuti Stefania Pontrandolfo, referente della rettrice per la Cooperazione internazionale allo sviluppo, Isolde Quadranti, referente dell’ateneo per la rete Scholars at Risk, e Gospel Ozioma Nnadi, dottorando in Informatica all’Università di Verona. Presente anche il gruppo “Le radici dei diritti”, che ha contribuito al momento di confronto aperto con il pubblico.
Durante l’evento è stato ricordato il significato dell’iniziativa nazionale presentata lo scorso 31 marzo a Palazzo Madama.
Un messaggio condiviso anche dai genitori del ricercatore, Paola Deffendi e Claudio Regeni, che nel loro intervento video hanno sottolineato l’importanza di proteggere studenti, ricercatori e dottorandi, ricordando come il documentario restituisca sia la figura di Giulio come studioso appassionato e rigoroso sia le violazioni dei diritti subite.
Nel suo intervento Stefania Pontrandolfo ha inoltre ricordato che l’Università di Verona fa parte dal 2023 del direttivo italiano di Scholars at Risk Italia, rete internazionale impegnata nella tutela della libertà accademica e nella protezione di studiosi e studiose in condizioni di rischio, oggi attiva in 40 Paesi con oltre 450 università aderenti.
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