Come raccontare l’Unione europea in modo rigoroso, consapevole e accessibile? Quale ruolo possono svolgere giornalisti e comunicatori nel favorire una corretta informazione sulle istituzioni europee? E in che modo l’approccio interculturale può contribuire a migliorare il dialogo tra il mondo dell’informazione e le realtà istituzionali dell’Ue? Sono stati questi i temi al centro dell’incontro di formazione per l’Ordine dei giornalisti, ospitato sabato 27 giugno al Polo Zanotto dell’Università di Verona.
L’iniziativa, promossa dal Centro studi interculturali del dipartimento di Scienze umane, ha coinciso con la conclusione della prima edizione del master universitario di primo livello in Comunicazione europea, media e giornalismo interculturale, un percorso nato per formare professionisti capaci di interpretare e comunicare la complessità delle dinamiche europee attraverso una prospettiva interculturale. L’appuntamento ha offerto ai partecipanti un’occasione di aggiornamento professionale sulle modalità di funzionamento delle istituzioni dell’Unione europea, sul ruolo che giornalisti e comunicatori possono svolgere nel raccontarne attività e politiche e sull’importanza di sviluppare competenze che favoriscano una comunicazione più efficace tra cittadini, media e istituzioni europee.
Ad aprire i lavori sono stati i saluti di Gianluca Amadori, consigliere nazionale dell’Ordine dei giornalisti, e di Camilla Ferro, consigliera regionale dell’Ordine dei giornalisti del Veneto.
Tra i relatori, Agostino Portera, professore ordinario di Pedagogia interculturale, direttore del Centro studi interculturali dell’Università di Verona e del master in Comunicazione europea, media e giornalismo interculturale, ha evidenziato il valore dell’approccio interculturale nella formazione di professionisti della comunicazione capaci di interpretare la complessità delle società contemporanee e delle istituzioni europee.
Caterina Fratea, professoressa associata di Diritto dell’Unione europea all’Università di Verona e docente del master, ha approfondito il funzionamento delle istituzioni europee e il quadro giuridico entro cui si sviluppano le politiche dell’Unione, fornendo strumenti utili per una narrazione più accurata dei processi decisionali europei. L’esperienza sul campo è stata portata da Alessio Pisanò, giornalista professionista e corrispondente da Bruxelles, direttore di Eu video news e docente del master, che ha condiviso il punto di vista di chi racconta quotidianamente l’Europa attraverso servizi giornalistici multimediali destinati alle principali testate italiane e internazionali, soffermandosi sulle opportunità e sulle sfide dell’informazione europea.
È intervenuto inoltre Maurizio Corte, giornalista professionista, coordinatore didattico del master in Comunicazione europea, media e giornalismo interculturale, dove insegna Intercultural Media Studies e Giornalismo interculturale. Direttore dell’agenzia di informazioni Corte&Media, ha approfondito il ruolo del giornalismo interculturale nell’interpretazione dei fenomeni europei e nella costruzione di un’informazione capace di leggere la complessità delle società contemporanee.
A moderare l’incontro è stata Elena Guerra, giornalista pubblicista, dottoressa di ricerca in Comunicazione interculturale al Centro studi interculturali dell’Università di Verona, direttrice del magazine online Heraldo.it e docente del master.
L’iniziativa ha rappresentato anche il momento conclusivo della prima edizione del master in Comunicazione europea, media e giornalismo interculturale, confermandone la vocazione a costruire un ponte tra università, professioni della comunicazione e istituzioni europee. Un percorso formativo che punta a preparare figure professionali in grado di raccontare l’Europa con competenza, senso critico e attenzione alle dimensioni culturali che caratterizzano il contesto europeo contemporaneo.
SM

























