L’Università di Verona si è aggiudicata 289 mila euro stanziati dal bando Ricerca & Sviluppo 2026, promosso da Fondazione Cariverona in partnership con Fondazione Caritro. Si tratta di fondi destinati a quattro progetti di ricerca, incentrati su intelligenza artificiale, riduzione degli scarti, servizi ambientali, microalghe e filiere alimentari sostenibili. Una sinergia tra università e imprese che mira a portare la conoscenza fuori dai laboratori, migliorando i servizi e creando nuove opportunità professionali per le giovani generazioni.
In totale sono cinque i progetti veronesi selezionati con 388.850 euro destinati alle iniziative del territorio su un totale di 1,06 milioni di euro, sostenendo il lavoro congiunto di università e imprese. L’obiettivo è portare la conoscenza fuori dai laboratori e trasformarla in soluzioni capaci di ridurre consumi e sprechi, migliorare prodotti e servizi e creare opportunità professionali qualificate per le nuove generazioni.
In ogni progetto sarà coinvolto almeno un giovane ricercatore o una giovane ricercatrice under 35 con dottorato di ricerca. Complessivamente saranno sei, chiamati a lavorare tra università e imprese, contribuendo allo sviluppo delle soluzioni e alla costruzione di un legame più stabile tra ricerca, sistema produttivo e territorio.
Nocovis, sviluppato dall’Università degli Studi di Verona con Qualyco Srl, utilizzerà tecnologie ottiche avanzate e modelli di machine learning per individuare precocemente difetti superficiali e strutturali. Il risultato atteso è un prototipo integrabile nelle linee produttive, capace di ridurre scarti, rilavorazioni e consumo di risorse.
L’intelligenza artificiale entrerà ancora più profondamente nei processi industriali con AgenticMES, sviluppato dall’Università di Verona insieme a Factoryal Srl di San Giovanni Lupatoto. Il progetto punta a realizzare sistemi produttivi capaci di reagire agli imprevisti, riconoscere i colli di bottiglia e riorganizzare dinamicamente la produzione, mantenendo al centro anche il ruolo delle persone e la qualità del lavoro.
Dalla fabbrica alla città, Diamante vedrà collaborare l’Università di Verona e Amia Verona Spa. Il progetto utilizzerà dati e intelligenza artificiale per ottimizzare la gestione dei rifiuti urbani, migliorare l’efficienza del servizio e rendere più tempestiva e comprensibile la comunicazione verso istituzioni, autorità e territorio.
Un’altra storia parte da organismi microscopici. Con Algaves, l’Università di Verona e Asteasier Srl studieranno l’impiego di microalghe ingegnerizzate per produrre sostanze ad alto valore aggiunto destinate alla cosmetica avanzata. Il progetto punta a ridurre l’impiego di solventi, i consumi energetici e la produzione di residui, aprendo la strada a una filiera della dermocosmesi più circolare.
Complessivamente, i cinque progetti veronesi coinvolgeranno sette imprese aderenti e sei ricercatrici e ricercatori under 35 con dottorato di ricerca. Nei due anni di attività prevedono di generare 15 pubblicazioni scientifiche, 16 eventi di divulgazione scientifica e 13 risultati applicativi, tra prototipi, nuovi processi, prodotti e soluzioni digitali.
Le iniziative dureranno 24 mesi e saranno accompagnate da un’attività di monitoraggio dedicata. Fondazione Cariverona valuterà non soltanto l’avanzamento delle attività, ma anche la qualità della collaborazione tra ricerca e impresa, l’effettivo utilizzo dei risultati e le opportunità professionali generate per i giovani. Perché la vera misura dell’innovazione non è la quantità di tecnologia prodotta, ma la sua capacità di migliorare il lavoro, l’ambiente e la vita di un territorio.
EI





























