Università di Verona e l’azienda in house insieme per sviluppare un sistema informatico, grazie all’utilizzo anche dell’Intelligenza artificiale, in grado di trasformare i dati che arrivano dal nuovo sistema di gestione dei rifiuti in conoscenza operativa per ottimizzare e migliorare il servizio. Il progetto si è aggiudicato un finanziamento di 78.060 euro del Bando Ricerca & Sviluppo 2026, promosso da Fondazione Cariverona in partnership con Fondazione Caritro.
Una mole di dati – mai personali di singole utenze o di singoli conferimenti ma sempre legati all’operatività del servizio – che va sapientemente organizzata, studiata, rielaborata e infine tradotta in buone pratiche operative, capaci di ottimizzare i percorsi, migliorare l’uso delle risorse umane, incrementare le performance ambientali e la cura del territorio. Un patrimonio di numeri e informazioni che non deve essere perduto ma che, al contrario, è preziosissimo e va fatto fruttare.
Il patrimonio in questione deriva da più fronti che spaziano dai sistemi di raccolta con contenitori ad accesso controllato e dai sensori di riempimento di cui sono forniti, al tracciamento GPS presente praticamente su tutti i mezzi dell’azienda, dalle informazioni ora a disposizione sui conferimenti e dalle segnalazioni degli utenti, sia tramite Urp che dalla nuova app Amia Verona. Numeri che, grazie al cambiamento in atto su tutta la città e all’innovazione del servizio, per la prima volta Amia Verona ha a disposizione e che risultano strategici se opportunamente raccolti e lavorati. A tal fine, l’azienda in house può contare su Diamante (Dati e intelligenza artificiale a supporto di una comunicazione trasparente e di processi innovativi e sostenibili per l’ambiente); progetto in collaborazione con i dipartimenti di Informatica e di Management dell’Università degli studi di Verona, finanziato con 78.060 euro nell’ambito del bando Ricerca & Sviluppo 2026, promosso da Fondazione Cariverona in partnership con Fondazione Caritro.
In sintesi, attraverso l’impiego di Intelligenza artificiale e di tecniche avanzate di analisi dei dati e dei processi, il progetto intende valorizzare il patrimonio informativo derivante dai nuovi sistemi per superare una logica di mera raccolta di numeri, trasformando dati eterogenei e georeferenziati in informazioni integrate e di qualità, da cui estrarre conoscenza ad alto valore decisionale. Tradotto, significa che i dati verranno trasformati in conoscenza operativa e saranno così da supporto per una gestione capace di ottimizzare i percorsi, migliorare l’uso delle risorse umane, ridurre consumi ed emissioni quotidiane di tutti i mezzi aziendali e incrementare le performance ambientali, anche attraverso l’aumento della raccolta differenziata. L’innovazione riguarda inoltre la governance del servizio, mediante modelli evoluti di comunicazione in primis interna ma poi soprattutto esterna tra gestore, autorità e territorio, riducendo le asimmetrie informative e generando valore ambientale e sociale.
“Ci troviamo di fronte a un cambiamento epocale non solo nella gestione del servizio ma anche nella sua pianificazione. Il ruolo decisionale dell’Ente di Bacino è ora centrale e questi strumenti che svilupperemo in partnership con l’Università, oltre che in un’ottica di efficientamento pratico e quotidiano del servizio, serviranno anche per una comunicazione trasparente e in tempo reale con l’Ente controllore e la città”, sottolinea il presidente di Amia Verona Roberto Bechis.
“L’attuale gestione del ciclo integrato dei rifiuti urbani in fase di trasformazione ha portato con sé l’adozione di tecnologie avanzate di monitoraggio. Saranno dunque progettati agenti di Ia in grado di analizzare dati relativi ai conferimenti, ai percorsi dei mezzi e alle segnalazioni degli utenti per ottimizzare i processi di raccolta, ridurre i consumi energetici e le emissioni, migliorare l’efficacia e l’efficienza del servizio. I risultati attesi includono il miglioramento misurabile delle performance ambientali e operative, il rafforzamento del rapporto con il territorio e la creazione di competenze digitali avanzate e trasferibili, contribuendo allo sviluppo sostenibile e al benessere della comunità locale.”, entrano nel merito le docenti referenti di progetto: Elisa Quintarelli e Barbara Oliboni del dipartimento di Informatica e Francesca Simeoni del dipartimento di Management dell’ateneo veronese.
Il progetto ha una durata di due anni e coinvolgerà un giovane ricercatore o una giovane ricercatrice under 35 con dottorato di ricerca.
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