Univr Magazine: ricerca, storie, persone
martedì, 15 Settembre 2026
verona
  • Attualità
    Photo credits: @NDABCREATIVITY - Adobestock

    Riprendere l’attività fisica dopo l’estate

    Torna a Verona la Notte europea della ricerca

    Foto di Andrea Brugnoli

    Francesco e Domenico in Dante, la Lectura Dantis a Santa Anastasia

    Quando l’arte diventa uno spazio di cura

  • Ricerca
    Photo credits: @pengfei - Adobestock

    Tumore al pancreas, Univr al centro della ricerca

    Photo credits: @Benjaporn - Adobestock

    Invecchiare in salute comincia a tavola

    Photo credits: @Laura - Adobestock

    Diabete di tipo 2, quattro profili immunitari aiutano a leggere il rischio clinico

    Intelligenza artificiale al servizio della raccolta rifiuti

  • Dai dipartimenti
    Photo credits: @LimeSky - Adobestock

    Competenze a scuola, l’Italia avanza a due velocità

    Farmacoepidemiologia, Verona protagonista al congresso Ispe

    Stefano Troiano doctor honoris causa all’Universidad de Buenos Aires

    Immagine creata con l'utilizzo dell'ia

    Decarbonizzazione: siamo davvero sulla strada giusta?

  • Verona città universitaria
    Photo credits: @samael334 - Adobestock

    Cerimonia di proclamazione delle nuove dottoresse e dottori di ricerca

    La Notte Europea della Ricerca torna a Verona

    Photo credits: @jarrod - Adobestock

    In scena Alcesti di Euripide al Teatro Romano

    La didattica protagonista a Verona dal 2 al 4 settembre

  • Redazione
No Result
View All Result
Univrmagazine
  • Attualità
    Photo credits: @NDABCREATIVITY - Adobestock

    Riprendere l’attività fisica dopo l’estate

    Torna a Verona la Notte europea della ricerca

    Foto di Andrea Brugnoli

    Francesco e Domenico in Dante, la Lectura Dantis a Santa Anastasia

    Quando l’arte diventa uno spazio di cura

  • Ricerca
    Photo credits: @pengfei - Adobestock

    Tumore al pancreas, Univr al centro della ricerca

    Photo credits: @Benjaporn - Adobestock

    Invecchiare in salute comincia a tavola

    Photo credits: @Laura - Adobestock

    Diabete di tipo 2, quattro profili immunitari aiutano a leggere il rischio clinico

    Intelligenza artificiale al servizio della raccolta rifiuti

  • Dai dipartimenti
    Photo credits: @LimeSky - Adobestock

    Competenze a scuola, l’Italia avanza a due velocità

    Farmacoepidemiologia, Verona protagonista al congresso Ispe

    Stefano Troiano doctor honoris causa all’Universidad de Buenos Aires

    Immagine creata con l'utilizzo dell'ia

    Decarbonizzazione: siamo davvero sulla strada giusta?

  • Verona città universitaria
    Photo credits: @samael334 - Adobestock

    Cerimonia di proclamazione delle nuove dottoresse e dottori di ricerca

    La Notte Europea della Ricerca torna a Verona

    Photo credits: @jarrod - Adobestock

    In scena Alcesti di Euripide al Teatro Romano

    La didattica protagonista a Verona dal 2 al 4 settembre

  • Redazione
No Result
View All Result
Univrmagazine
No Result
View All Result

Competenze a scuola, l’Italia avanza a due velocità

Alessia Bevilacqua e Ubaldo Pernigo commentano il recente rapporto Ocse-Pisa sulle competenze dei quindicenni, tra apprendimenti, partecipazione scolastica, tecnologie e formazione degli insegnanti

di Elena Melis
15 Settembre 2026
in Dai dipartimenti, Home Page
Photo credits: @LimeSky - Adobestock

Photo credits: @LimeSky - Adobestock

La scuola italiana tiene, ma fatica ad avanzare. I risultati 2025 del Programma per la valutazione internazionale degli studenti (Pisa), promosso dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), collocano i quindicenni italiani vicino alla media dei Paesi coinvolti e mostrano prestazioni sostanzialmente stabili rispetto al 2022. Un segnale positivo arriva dalle scienze, dove i risultati superano quelli del 2018 e tornano sui livelli registrati dieci anni fa. Dietro questa tenuta emergono però alcuni elementi che chiedono attenzione: il calo in matematica nel confronto con il 2018, la quota ridotta di studentesse e studenti ai livelli più elevati e le difficoltà nella risoluzione di problemi in ambiente digitale. La rilevazione riguarda gli studenti quindicenni, ma le competenze, la motivazione e il rapporto con l’apprendimento si costruiscono fin dai primi anni di scuola.

Ne abbiamo parlato con Alessia Bevilacqua, docente di Pedagogia sperimentale nel dipartimento di Scienze umane e presidente del Collegio didattico del corso di laurea magistrale a ciclo unico in Scienze della formazione primaria dell’Università di Verona. Abbiamo inoltre raccolto il punto di vista di Ubaldo Pernigo, docente di matematica e scienze nella scuola secondaria di primo grado che da diversi anni collabora con lo stesso dipartimento, per affiancare alla lettura pedagogica l’esperienza maturata in classe.

 

Domande a Alessia Bevilacqua

Professoressa Bevilacqua, i risultati Pisa 2025 descrivono un sistema italiano vicino alla media Ocse, ma mostrano anche criticità che emergono nel confronto con gli anni precedenti. Quale lettura possiamo dare di questo quadro, evitando sia valutazioni rassicuranti sia giudizi allarmistici?

Prima di approfondire i dati, è utile chiarire cos’è e cosa misura Pisa. Si tratta di un’indagine promossa dall’Ocsa per confrontare, a livello internazionale, i compiti e le sfide che le studentesse e gli studenti quindicenni, quindi soggetti vicini al termine dell’obbligo formativo, sono in grado di affrontare con le proprie abilità. In un quadro che descrive una crisi educativa che attraversa quasi tutto il mondo industrializzato, ovvero un arretramento degli apprendimenti particolarmente evidente in lettura e matematica, nel 2025 i risultati degli studenti italiani si mostrano sostanzialmente stabili, ovvero vicini alla media Ocse in matematica e scienze, ma anche superiori alla media in lettura. La media nazionale va però letta con dovizia di dettaglio, perché persistono significativi divari territoriali, tra indirizzi e tra generi.

 

Pisa valuta le competenze dei quindicenni, mentre le basi degli apprendimenti si costruiscono fin dalla scuola dell’infanzia e dalla primaria. Quali aspetti della didattica nel primo ciclo possono incidere maggiormente sullo sviluppo della comprensione, del ragionamento e della capacità di affrontare problemi nuovi?

La scuola è un contesto complesso in cui le soluzioni semplici, orientate al passato, raramente risultano efficaci. Richiamando quanto evidenziato precedentemente, se le studentesse e gli studenti faticano nella comprensione profonda del testo, oppure se i compiti richiedono soprattutto di ricordare e riprodurre, l’ia può facilmente diventare una scorciatoia, soprattutto quando la motivazione allo studio è prevalentemente estrinseca.

L’invito rivolto a tutti coloro che, a diverso titolo, abitano le istituzioni scolastiche, è quindi duplice. In primo luogo, continuare a porsi la seguente domanda: “Cosa può fare lo studente con ciò che gli ho insegnato oggi?”, in modo tale che la scuola torni uno spazio in cui gli studenti percepiscono che vale davvero la pena esserci, creando esperienze di apprendimento realmente significative ai loro occhi. In secondo luogo, continuare a ricercare e riflettere: poiché non esistono strategie o metodologie efficaci in assoluto, è fondamentale sfruttare la grande ricchezza di evidenze a disposizione (osservazioni, documentazione, valutazioni, rav, invalsi…) per orientare le scelte nelle direzioni maggiormente utili a promuovere il fiorire delle potenzialità dei bambini e dei giovani.

 

I dati richiamano l’attenzione anche sulle assenze e sul rapporto degli studenti con la scuola. Quanto incidono il senso di appartenenza, la qualità delle relazioni e la partecipazione alla vita della classe sui processi di apprendimento?

Molto! Benché il 72% delle studentesse e degli studenti concordi sull’essere incuriosito da molte cose diverse – percentuale in calo di 5,7 punti rispetto alla precedente rilevazione – a fronte di una media Ocse del 22%, il 63% circa degli studenti italiani dichiara di aver saltato almeno un giorno di scuola nelle due settimane precedenti la rilevazione. L’elevata incidenza di ritardi e assenze, accanto al peggioramento del clima d’aula e alla riduzione del senso di appartenenza, rivela una fragilità nell’aggancio quotidiano degli studenti alla vita scolastica. La discontinuità della frequenza non si traduce soltanto in una perdita di ore di lezione, ma in un crescente rischio di dispersione scolastica, considerando che la sicurezza emotiva che deriva dal sentirsi parte di una comunità favorisce la motivazione e lo sviluppo di una mentalità orientata alla crescita.

 

Il rapporto segnala difficoltà nella risoluzione di problemi in ambiente digitale, mentre l’ia entra sempre più spesso nelle attività di studio. Come deve cambiare la formazione iniziale degli insegnanti per integrare questi strumenti con consapevolezza pedagogica e capacità critica?

Nel 2025 le studentesse e gli studenti hanno riferito di utilizzare i dispositivi digitali a scuola una media di 2 ore al giorno per attività di apprendimento e una media di 1,5 ore per attività ricreative. Il 47% degli studenti ha inoltre dichiarato di utilizzare chatbot basati sull’ia. Fra le attività principali vi è lo svolgimento di ricerche preliminari su nuovi argomenti (39%), la sintesi di testi da leggere (36%) e l’elaborazione di testi per compiti di scrittura (30%). Considerando che la presenza di distrazioni legate all’utilizzo di risorse digitali durante le lezioni – dichiarata dal 37% degli studenti – è correlata ad un punteggio in scienze inferiore di 13 punti rispetto agli studenti che non riportano tali distrazioni, è forse opportuno sottolineare come non serva tanto un divieto assoluto del digitale a scuola, quanto un utilizzo mirato, come evidenziato invece dalla letteratura scientifica. Ed è proprio su questo che gli insegnanti possono e devono formarsi, ovvero su come utilizzare le tecnologie, come qualunque altra metodologia o strumento didattico, per supportare l’apprendimento degli studenti.

 

Domande a Ubaldo Pernigo

Professor Pernigo, i risultati mostrano che in matematica l’Italia resta vicina alla media Ocse, ma registra un arretramento rispetto al 2018 e una quota contenuta di studenti ai livelli più elevati. Nella sua esperienza, quali difficoltà incontra più spesso chi studia matematica e quali pratiche didattiche aiutano a costruire un ragionamento solido?

Oggi si riscontra una lettura meno attenta con ripercussioni sulla comprensione dei problemi così come spesso la focalizzazione è sul risultato e sulla ricerca della ricerca della formula o della regola da applicare ne consegue, inoltre, che si rilevano difficoltà nel passaggio dal testo alla formalizzazione matematica. La didattica per questo a focalizzata meno sulla ripetitività dell’esercizio. Serve spendere tempo sulla reale comprensione di un problema, individuandone le informazioni e sul proporre strategie risolutive. Serve un lavoro più lento, meno “frontale” con l’applicazione di nuove metodologie didattiche e di lavoro, lavorando sul passaggio dal testo espresso in linguaggio naturale alla rappresentazione matematica o geometrica. Le nuove indicazioni 2025 indicano nel laboratorio di matematica, nella cura del percorso storico e nelle opportunità offerte dalle nuove tecnologie una via da percorrere. Serve alternare esercizi e attività alla discussione. L’esercizio serve a consolidare le procedure, ma il confronto tra pari, la capacità di giustificare e argomentare e di utilizzare diverse forme di rappresentazione servono a trasformarle in comprensione. Nello stesso modo l’errore deve essere visto come parte del percorso di apprendimento e non come fallimento dell’allievo. Un ruolo non secondario lo riveste la famiglia con l’interesse che questa mostra su quanto avviene a scuola ogni giorno. Aspetto anche questo messo in luce dal rilevamento Ocse Pisa.

 

Calcolatrici, applicazioni, piattaforme e strumenti di ia possono sostenere lo studio, ma anche favorire un uso passivo delle procedure. Come può un insegnante impiegarli senza rinunciare alla comprensione, all’argomentazione e alla verifica autonoma dei risultati?

L’uso della calcolatrice e degli strumenti offerti dalla tecnologia non sono da bandire, ma serve spostare il focus su quando e su come utilizzarli. La lettura attenta dei quesiti identificandone gli elementi chiave, la capacità di ragionamento, di produrre stime e previsioni sui risultati e di problem solving sono prerequisiti richiesti per un corretto uso della tecnologia. Nel dominio della lettura – considerato quanto emerge dall’Indagine Pisa – occorre aiutare le allieve e gli allievi a valutare le informazioni, a integrare i contenuti provenienti da più fonti e a riflettere criticamente su ciò che si legge o si ottiene usando l’ia. La comprensione dei testi ha, infatti, un ruolo chiave sia in matematica sia nell’uso dell’intelligenza artificiale e su questo non sempre si lavora in modo adeguato. Le docenti e i docenti hanno, inoltre, un ruolo fondamentale nel guidare a un uso consapevole e critico dei risultati ottenuti con l’ia. Serve spostare il focus dal risultato al processo. Serve che le alunne e gli alunni siano guidati a non limitarsi al risultato ma che siano in grado di dettagliare il processo e chiarirne la logica e il ragionamento. Se la tecnologia fornisce rapidamente il risultato, il compito può diventare la ricerca di un altro modo per arrivare allo stesso risultato. Senza un lavoro in questo senso avremo risultati corretti, ma assenza di apprendimento e consolidamento.

 

SM

 

 

Articolo precedente

Cerimonia di proclamazione delle nuove dottoresse e dottori di ricerca

Articolo successivo

Farmacoepidemiologia, Verona protagonista al congresso Ispe

Ti potrebbe piacere anche

Photo credits: @samael334 - Adobestock
Verona città universitaria

Cerimonia di proclamazione delle nuove dottoresse e dottori di ricerca

di Elena Melis
15 Settembre 2026
Verona città universitaria

La Notte Europea della Ricerca torna a Verona

di Merjeme Kushi
15 Settembre 2026
Dai dipartimenti

Farmacoepidemiologia, Verona protagonista al congresso Ispe

di Elena Melis
12 Settembre 2026
Photo credits: @jarrod - Adobestock
Verona città universitaria

In scena Alcesti di Euripide al Teatro Romano

di Elena Melis
9 Settembre 2026
Photo credits: @Benjaporn - Adobestock
Ricerca e innovazione

Invecchiare in salute comincia a tavola

di Elena Melis
9 Settembre 2026

Ultimi articoli

Photo credits: @samael334 - Adobestock
Verona città universitaria

Cerimonia di proclamazione delle nuove dottoresse e dottori di ricerca

15 Settembre 2026
Verona città universitaria

La Notte Europea della Ricerca torna a Verona

15 Settembre 2026
Photo credits: @LimeSky - Adobestock
Dai dipartimenti

Competenze a scuola, l’Italia avanza a due velocità

15 Settembre 2026
Dai dipartimenti

Farmacoepidemiologia, Verona protagonista al congresso Ispe

12 Settembre 2026
Photo credits: @pengfei - Adobestock
Ricerca e innovazione

Tumore al pancreas, Univr al centro della ricerca

11 Settembre 2026
Photo credits: @jarrod - Adobestock
Verona città universitaria

In scena Alcesti di Euripide al Teatro Romano

9 Settembre 2026
Photo credits: @Benjaporn - Adobestock
Ricerca e innovazione

Invecchiare in salute comincia a tavola

9 Settembre 2026
Photo credits: @Laura - Adobestock
Ricerca e innovazione

Diabete di tipo 2, quattro profili immunitari aiutano a leggere il rischio clinico

8 Settembre 2026
Univrmagazine

il giornale dell’Università degli Studi di Verona

Direttore editoriale: Ivan Russo
Direttrice responsabile: Roberta Dini

Registrazione presso il Tribunale di Verona
Numero di registrazione testata N.1820 del 18.11.2008

Copyright ©
Area VaDiS - Valorizzazione e Divulgazione dei Saperi
Università degli Studi di Verona

Iscriviti alla newsletter

Inviami una mail per confermare l’iscrizione al servizio di newsletter e così esprimere il mio consenso al trattamento dei dati personali

Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione

  • Privacy Policy
  • Cookie Policy
Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web per offrirti l'esperienza più pertinente ricordando le tue preferenze e ripetendo le visite. Facendo clic su "Accetta tutto", acconsenti all'uso di TUTTI i cookie. Tuttavia, puoi visitare "Impostazioni cookie" per fornire un consenso controllato.
Preferenze cookieAccetta tutti
Manage consent

Informativa breve cookies

Il Titolare utilizza i cookie per ottimizzare la fruizione del sito e per velocizzare le esperienze ed attività degli utenti. Il sito consente anche l’invio di cookie di “terze parti” per compilare statistiche anonime aggregate.
Necessari
Sempre abilitato
I cookie necessari per l’utilizzo del sito Web sono essenziali per il funzionamento del sito web, bloccarli non ne permette il funzionamento. Questa categoria include cookie che consentono di facilitare la navigazione e il servizio reso all’utente. Per la loro installazione non è necessario il tuo consenso.
CookieDurataDescrizione
cookielawinfo-checkbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
cookielawinfo-checkbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
cookielawinfo-checkbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
Non necessari
Cookie Analitici di Terze Parti I cookie statistici aiutano il titolare a capire come i visitatori interagiscono con il sito, trasmettendo informazioni in forma anonima. Alcuni di questi cookie sono gestiti per noi da terzi (Google Analytics, Matomo) sempre in forma anonima e non consentiamo loro di utilizzarli per altre finalità.
ACCETTA E SALVA
Powered by CookieYes Logo
No Result
View All Result
  • Attualità
  • Ricerca e innovazione
  • Dai dipartimenti
  • Verona città universitaria
  • Redazione