In occasione del Pride Month 2026, che ricorre ogni giugno per ricordare i moti di Stonewall del 1969, che diedero origine al moderno movimento per i diritti delle persone LGBTQIA+, l’Ateneo di Verona propone una serie di iniziative per ricordare quella che fu una tappa fondamentale nella storia dei diritti civili.
“L’ateneo invita a riflettere sul percorso che ha portato all’affermazione di tali diritti e sull’importanza di promuovere la cultura del rispetto”, spiega Michela Rimondini, delegata della rettrice al Benessere della Comunità universitaria, “anche in dialogo costante con le istituzioni e il territorio. In questo quadro si inserisce la partecipazione al Tavolo Verona Plurale del Comune di Verona, spazio di confronto tra istituzioni, associazioni e realtà locali impegnate nel contrasto alle discriminazioni e alla tutela dei diritti delle persone LGBTQIA+. A questo impegno nel rapporto con il territorio”, prosegue Rimondini, “corrisponde un analogo lavoro interno, che si traduce in politiche e strumenti concreti di tutela e inclusione. Tra le azioni più significative promosse dall’Università di Verona c’è la procedura di identità alias, attiva dal 2014 per studentesse e studenti trans e non-binary e successivamente estesa al personale docente e tecnico-amministrativo: uno strumento concreto che consente di vivere pienamente l’esperienza universitaria nel rispetto della propria identità di genere”.
Queste iniziative trovano fondamento e coerenza nel Codice Etico di Ateneo, che rappresenta il quadro valoriale e normativo di riferimento della comunità universitaria, come spiega Elisa Lorenzetto, presidente del Comitato Unico di Garanzia: “L’articolo 5 richiama il dovere di promuovere la parità di trattamento e la tutela contro ogni forma di discriminazione, diretta o indiretta, comprese quelle legate al genere, all’orientamento sessuale, all’identità personale e alle condizioni individuali. Lo stesso articolo condanna esplicitamente molestie, comportamenti discriminatori, vessazioni e ogni forma di maltrattamento, riaffermando il valore di una comunità universitaria fondata sul rispetto reciproco, sull’inclusione e sulla solidarietà. A questo impianto normativo si affianca anche la presenza della Consigliera di fiducia”, prosegue Lorenzetto, “figura indipendente incaricata di prevenire e gestire situazioni di disagio, discriminazione o molestia, offrendo ascolto e supporto a chi ne faccia richiesta”.
Accanto alle politiche istituzionali, l’Università contribuisce al progresso culturale e sociale attraverso la ricerca, la formazione e la divulgazione scientifica. Un ruolo centrale è svolto in questo senso dal Centro di ricerca Politesse – Politiche e Teorie della Sessualità, attivo dal 2012 all’interno del dipartimento di Scienze umane. “In 14 anni di attività”, spiega Lorenzo Bernini, direttore del Centro e tutor accademico per la procedura alias, “Politesse ha condotto svariati progetti di ricerca e ha organizzato più di 200 eventi tra seminari, convegni, iniziative di diverso tipo in collaborazione con il CUG, con il Comune di Verona, con le associazioni LGBTQIA+ veronesi e italiane e con una vasta rete nazionale e internazionale di enti di ricerca e associativi. Ma la ricerca sulle minoranze sessuali oggi è presente in tutti i dipartimenti dell’Università di Verona: vengono condotte ricerche sulla storia, le culture, le letterature LGBTQIA+, sulla salute delle persone LGBTQIA+, vengono organizzati corsi di formazione per docenti e operatori sociali e sanitari. E in queste ricerche e in questi corsi, le persone LGBTQIA+ non sono mai soltanto oggetto di studio, ma sono soggetti attivi della ricerca, portatrici e portatori di uno sguardo sul mondo che non riguarda soltanto loro, ma in cui è in gioco la libertà di tutte e tutti”.
Attraverso attività scientifiche, formative e culturali, l’Ateneo contribuisce alla diffusione di conoscenze basate su evidenze e al confronto pubblico sul tema. A titolo di esempio, nell’anno accademico in corso sono stati organizzati 18 eventi tra seminari, convegni e iniziative culturali, promossi da svariati dipartimenti tra i quali Scienze umane, Scienze giuridiche, Neuroscienze, biomedicina e movimento, Lingue e letterature straniere. Queste iniziative, hanno affrontato diversi temi che vanno dalle unioni civili alla psicoanalisi queer, dalla salute alla storia delle minoranze sessuali. Sul fronte della formazione, si evidenziano diverse iniziative rivolte ad una ampia platea: docenti delle scuole di ogni ordine e grado, operatori sociali e sanitari, comunità studentesca. Riguardo alle attività di ricerca, nove progetti di ricerca in corso o recentemente conclusi esplorano i processi psicosociali e la promozione di servizi sanitari ed educativi inclusivi.
Per un approfondimento, qui una panoramica delle iniziative.




























