CinemAteneo è ormai un appuntamento immancabile dell’inizio estate per la comunità Univr e per i cittadini. Anche l’edizione 2026, dedicata a Marilyn Monroe, una delle icone più celebri di Hollywood, con alcuni dei film che più hanno contribuito a renderla immortale, ha riscosso grande successo.
La rassegna cinematografica estiva, organizzata dall’ateneo e dall’Esu in occasione del centenario dalla sua nascita, è stata coordinata da Alberto Scandola, docente del dipartimento di Culture e civiltà dell’Università di Verona.
Il prato della mensa del Polo Zanotto ha ospitato, il 16 e 17 giugno, la proiezione di due capolavori del cinema degli anni Cinquanta.
La rassegna è iniziata martedì 16 giugno con la proiezione di Niagara (1953) di Henry Hathaway, un thriller dalle atmosfere noir, che ha consolidato il fascino e il carisma cinematografico della Monroe. Alberto Scandola ha accompagnato il pubblico in un’analisi critica del fenomeno culturale legato alla sua protagonista.
Mercoledì 17 giugno è stata la volta di Quando la moglie è in vacanza (1955), celebre pellicola di Billy Wilder, che ha consegnato al cinema una delle immagini più iconiche del Novecento.
La serata si è aperta con l’intervento di Matteo Ballottari, prorettore alla Valorizzazione delle conoscenze per la società, che ha portato i saluti della rettrice dell’Università di Verona Chiara Leardini e ha sottolineato l’importanza di eventi capaci di creare connessioni e sinergie tra l’Università e la cittadinanza. Il Coro dell’Università di Verona, con la direzione del Maestro Marcello Rossi Corradini, ha allietato la serata con una selezione di canzoni tratte dai film della Monroe, che “hanno mostrato Marilyn”, come ha sottolineato Alberto Scandola.
L’introduzione critica del film è stata affidata a Marianna Lucia di Lucia, dottoranda di Storia del cinema: “All’epoca del film Marilyn era all’apice della sua carriera e nella commedia è ben visibile la capacità della diva di giocare con il personaggio che interpreta e la sua personalità, rendendo il confine tra persona e personaggio estremamente labile. Questo le permette di portare sullo schermo la sua personalità, la sua vivacità, la sua voglia di vivere, ma anche la sua profonda fragilità”.
Il grande classico degli anni Cinquanta è stato proiettato in lingua originale con sottotitoli in italiano e ha offerto una riflessione sul mito e sulla costruzione dell’immaginario, che ancora oggi accompagna la figura della diva.
Per entrambe le serate, il prato della mensa del Polo Zanotto si è trasformato in un cinema a cielo aperto per tutta la comunità universitaria e la cittadinanza.
EM – Tirocinante Agenzia di Stampa “UniVerona News”



























